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Editoriale

Teresa

Tutto sulla vita di santa Teresina

Genitori e famiglia

Luigi Martin

Il padre di santa Teresa

Louis MartinNato a Bordeaux il 22 agosto 1823, Luigi Martin è cresciuto nei campi militari, seguendo gli avvicendamenti delle guarnigioni di suo padre.

info document -  voir en grand cette imageSceglie il mestiere di orologiaio che si accorda bene con la sua inclinazione alla precisione e alla solitudine.

A ventidue anni pensa alla vita religiosa. Si rivolge al monastero del Gran San Bernardo, ma potrebbe entrarvi solo dopo aver imparato il latino. Con serietà, il giovane vi si mette d’ impegno. Prende lezioni private di latino per più di un anno, ma poi rinuncia definitivamente a questo progetto.

In seguito, per completare le sue conoscenze professionali frequenta un corso di tre anni a Parigi. Durante questo periodo rende visita regolarmente al santuario di Notre-Dame-des-Victoires.

Nel 1850, si stabilisce come orologiaio ad Alençon, assieme ai genitori. Continua sempre a coltivare la sua fede ; e come Dio comanda, non se ne parla nemmeno di aprire il suo negozio la domenica. Come passatempo ama la pesca, qualche battuta di caccia e le serate con i giovani del Circolo cattolico, fondato dal suo amico Vitale Romet.

Sua madre è un po’ preoccupata nel vederlo ancora celibe a trentaquattro anni. Fino a quando, la coincidenza ha voluto ch’ella frequenti un corso di tecnica del punto di Alençon, dove nota una giovane piuttosto gentile e dotata : Zelia Guérin… I due giovani si sposeranno il 13 luglio 1858.

Zelia Martin

Zélie GuérinNata il 23 dicembre 1831 a Gandelain, nell’Orne, Maria Azelia Guérin fu una donna intelligente ed una lavoratrice instancabile.

Aveva sognato di diventare religiosa, ma la superiora dell’Hôtel-Dieu d’Alençon aveva scoraggiato nettamente la postulante.

Delusa, impara il mestiere di merlettaia. Vi eccelle così rapidamente che a ventidue anni si mette in proprio in via Saint Blaise, lavorando dapprima con sua sorella maggiore, Maria Luisa.

Ben presto, questa la lascia per entrare nel monastero della Visitazione di Le Mans. Suor Maria Dositea rimarrà tutta la vita la consigliera spirituale di Zelia e del fratello più giovane Isidoro, il beniamino della famiglia.

La merlettaia era esperta sia nell’uso dell’ago che della penna. Di carattere vivace, racconta alla sorella visitandina prima e alle sue prime maggiori poi, convittrici a Le Mans dalla zia, gli avvenimenti più semplici della vita di ogni giorno. E’ proprio grazie a questa corrispondenza che abbiamo dettagli gustosi sulla prima infanzia di Teresa.

Maria (Suor Maria del Sacro Cuore)

Note cronologiche della sua vita

-*22.02.1860

    • Nascita di Maria, la primogenita della famiglia. Battesimo nella chiesa Saint-Pierre de Montsort.
  • 10.1868
    • Maria e Paolina entrano nel collegio della Visitazione.
  • 02.07.1869
    • Prima Comunione nella cappella della Visitazione.
  • 1869
    • Cresima.
  • 04.01.1873
    • Battesimo di Teresa. Maria è la sua Madrina.
  • 02.08.1875
    • Lascia il collegio della Visitazione raccogliendo sei primi premi.
  • 1882
    • Padre Pichon, gesuita, diventa il suo direttore spirituale.
  • 13.05.1883
    • Maria cura Teresa, ammalatasi gravemente dopo la partenza di Paolina per il Carmelo. Dopo la sua guarigione, Maria comprende che Teresa è stata guarita dal sorriso della Vergine Maria.
  • 1885-1886
    • Maria diventa la confidente degli scrupoli di Teresa.
  • 25.03.1885
    • Voto privato di castitá.
  • 15.10.1886
    • Entra al Carmelo di Lisieux con il nome di suor Maria del Sacro Cuore.
  • 19.03.1887
    • Vestizione.
  • 12.1894
    • Sollecita Madre Agnese di Gesù (Paolina) a chiedere a Teresa di scrivere i suoi ricordi d’infanzia.
  • juin-juillet 1895
    • Teresa propone l’Offerta all’Amore Misoricordioso a suor Maria del Sacro Cuore
  • 8-17.09.1896
    • Maria chiede a Teresa di scrivere la sua « piccola dottrina » (Manoscritto B)
  • 08.03.1937
    • Gravemente ammalata, riceve l’Estrema Unzione.
  • 19.01.1940
    • Maria muore a 80 anni al Carmelo di Lisieux.

Paolina (Madre Agnese di Gesù)

Note cronologiche della sua vita

Pauline-*07.09.1861

    • Nascita di Paolina, seconda figlia dei Martin.
  • 08.09.1861
    • Battesimo nella Chiesa di Saint-Pierre de Montsort.
  • 10.1868
    • Paolina e la sorella Maria entrano nel collegio della Visitazione di Le Mans dove vive suor Maria Dositea, loro zia.
  • 02.07.1874
    • Paolina riceve la prima Comunione nella cappella della Visitazione. Sogna di diventare visitandina.
  • 1875
    • Paolina ritorna sola in collegio, avendo Maria terminato i suoi studi. Corrispondenza regolare tra Zelia Martin e Paolina.
  • 01.08.1877
    • Paolina lascia il collegio della Visitazione.
  • 28.08.1877
    • Dopo la morte della signora Martin, Teresa decide : « Per me, sarà Paolina che mi farà da mamma ! »
  • 16.02.1882
    • A Saint-Jacques, nella cappella di Notre-Dame du Mont-Carmel, Paolina ha l’ispirazione di entrare in Carmelo..
  • 02.10.1882
    • Paolina entra al Carmelo di Lisieux con il nome di suor Agnese di Gesù.
  • 06.04.1883
    • Paolina diventa novizia.
  • 08.05.1884
    • Paolina pronuncia i voti perpetui nelle mani della Fondatrice del Carmelo di Lisieux : Madre Genoveffa di Santa Teresa.
  • 20.02.1893
    • Eletta Priora per la prima volta. Sarà sostituita da Madre Maria di Gonzaga il 21 marzo 1896.
  • inverno 1894
    • Ordina a Teresa di scrivere i suoi ricordi d’infanzia.
  • giugno 1897
    • Propone a Madre Maria di Gonzaga di far continuare a Teresa la sua autobiografia.
  • 19-20 ottobre 1898
    • Pubblicazione di « Storia di un’Anima ». Paolina ha avuto un ruolo fondamentale nella preparazione del libro.
  • 1902
    • Madre Agnese di Gesù è rieletta Priora.
  • 1909
    • Nel momento in cui si prepara il Processo della causa di beatificazione di Teresa, suor Agnese di Gesù è di nuovo rieletta priora.
  • 1923
    • Pio XI la conferma Priora a vita. Avrà una parte di prim’ordine nella diffusione Teresa nel mondo. Il volume della sua corrispondenza sarà considerevole.
  • 07.06.1944
    • L’incendio distrugge Lisieux. Il Superiore della Mission de France sollecita la Madre Priora a lasciare il monastero per rifugiarsi, con le carmelitane, nella cripta della Basilica.
  • 27.08.1944
    • Dopo 80 giorni, ritorno al Carmelo rimasto intatto.
  • 01.1949
    • E’ colpita da una congestione polmonare.
  • 28.07.1951
    • Muore a 90 anni.
  • 01.08.1951
    • Esequie solenni presiedute da S.E. Mons. Picaud, Vescovo di Bayeux e Lisieux.

Leonia (suor Francesca Teresa)

Note cronologiche della sua vita

  • 03.06.1863
    • Nascita di Leonia ad Alençon, terza figlia dei Martin.
  • 23.05.1875
    • Prima Comunione a Notre-Dame d’Alençon.
  • 18.06.1877
    • Con Maria e Paolina, accompagna la mamma ammalata a Lourdes.
  • 03.10.1881
    • Termina gli studi presso le Benedettine di Lisieux dove era collegiale. Ha 18 anni.
  • 13.05.1883
    • Guarigione miracolosa di Teresa, in presenza di Leonia, grazie alla Vergine Maria .
  • 14.06.1884
    • E’ madrina di cresima di Teresa.
  • 07.10.1886
    • Durante il soggiorno del signor Martin e delle sue 4 figlie ad Alençon, primo tentativo di vita religiosa presso le Clarisse. Non resterà che due mesi.
  • 16.07.1887
    • A 24 anni entra alla Visitazione di Caen.
  • 06.01.1888
    • Leonia esce dalla Visitazione di Caen dopo sei mesi.
  • 10.01.1889
    • Assiste alla vestizione di Teresa con il papà e Celina.
  • 12.02.1889
    • Il signor Martin è internato al Bon-Sauveur di Caen dove resterà per più di tre anni. Leonia e Celina lo visitano regolarmente.
  • 24.06.1893
    • Seconda entrata alla Visitazione di Caen.
  • 06.04.1894
    • Vestizione con il nome di suor Teresa Dositea.
  • 20.07.1895
    • A 32 anni, dopo due anni alla Visitazione di Caen, Leonia va ad abitare dai Guérin a Lisieux.
  • 17.07.1897
    • Ultima lettera di Teresa a Leonia che gli assicura che sarà visitandina.
  • 04.10.1897
    • Inumazione di Teresa. Leonia guida il corteo funebre.
  • 28.01.1899
    • Terza entrata alla Visitazione di Caen, a 35 anni e mezzo. Sarà quella definitiva.
  • 30.06.1899
    • Nuova vestizione di Leonia alla Visitazione di Caen con il nome di suor Francesca Teresa.
  • 02.07.1900
    • Professione alla Visitazione di Caen.
  • 08.1910
    • E’ testimone al Processo Informativo di Bayeux per la Causa di Beatificazione di Teresa.
  • 09.1915
    • Incontro con le tre sorelle al Carmelo di Lisieux per il Processo Apostolico della Causa di Beatificazione di Teresa.
  • 29.04.1923
    • Beatificazione di suor Teresa di Gesù Bambino in San Pietro a Roma da parte di Pio XI. Leonia visitandina e le sue tre sorelle carmelitane sono invitate ma declinano l’invito per rimanere fedeli alla loro vocazione di monache di clausura.
  • 16.06.1941
    • Leonia muore alla Visitazione di Caen. Ha 78 anni.
  • 11.03.1945
    • Il reliquiario di Teresa, di ritorno dalle feste di Parigi in onore di santa Teresa, copatrona di Francia, viene fatto sostare nella cripta della Visitazione di Caen per salutare i resti mortali di Leonia.

Dopo quasi quindici anni, questa cripta è aperta ai numerosi pellegrini che vengono a pregare sulla tomba di Leonia.

Celina (suor Genoveffa)

Note cronologiche della sua vita

  • 28.04.1869
    • Nascita di Maria Celina, 7a figlia, in via Pont-Neuf.
  • 05.09.1869
    • Battesimo ad Alençon.
  • 1877
    • Semiconvittrice all’Abbazia delle Benedettine di Lisieux.
  • 13.03.1880
    • Prima comunione nella Cappella dell’Abbazia.
  • 05.06.1880
    • Cresima.
  • 10.1880
    • Teresa entra alla scuola dell’Abbazia con Celina.
  • 1885
    • Celina lascia l’Abbazia, dove era stata « presidente de : Les Enfants de Marie ». Fu un’alunna brillante.
  • 04.1888
    • Richiesta in matrimonio.
    • Celina si dedica alla pittura e alla fotografia.
  • 16.06.1888
    • Celina comunica al padre il suo desiderio di essere religiosa.
  • 12.02.1889
    • Il sig. Martin entra al Bon Sauveur di Caen per essere curato. Per tre mesi, Celina e Leonia si stabiliscono nelle vicinanze dalle Suore di san Vincenzo de’ Paoli.
  • 08.12.1889
    • Il Reverendo Padre Pichon, suo direttore spirituale, la autorizza a fare voto di verginità.
  • 29.07.1894
    • Il signor Martin muore in seguito ad una crisi cardiaca, assistito da Celina.
  • 14.09.1894
    • Celina entra al Carmelo (portando con sé la sua apparecchiatura fotografica) con il nome di suor Maria del Volto Santo.
  • 05.02.1895
    • Vestizione. Cambia il nome in suor Genoveffa di Santa Teresa e del Volto Santo.
  • 09.06.1895
    • Suor Teresa di Gesù Bambino sollecita, nel corso della messa della Santa Trinità, il permesso di offrirsi come vittima all’Amore Misericordioso.
  • 11.06.1895
    • Offerta con Celina.
  • 24.02.1896
    • Professione.
  • 1898 - 1899
    • Per tutta la sua vita, suor Genoveffa parteciperà attivamente, con gli scritti, le fotografie ed i ritratti, alla diffusione del messaggio di Teresa.
  • 1952
    • Pubblicazione di « Consigli e Ricordi » di suor Genoveffa.
  • 24.02.1956
    • Giubileo di Diamante. Mons. Jacquemin, Vescovo di Bayeux e Lisieux autorizza l’apertura del Processo Informativo della Causa del Servo di Dio, Luigi Martin.
  • 25.02.1959
    • Morte di suor Genoveffa.

Sua vita

Le grandi date di sua vita e di sua glorificazione

Le grandi date della vita di Teresa

Alençon

  • 1873
    • 2 gennaio : Nascita di Maria Francesca - Teresa Martin
    • 4 gennaio : Battesimo nella chiesa Notre-Dame
    • marzo 73 - aprile 74 : In balia a Semallé(vicino ad Alençon)
  • 1874
    • 2 aprile : Ritorno definitivo in famiglia
  • 1877
    • 28 agosto : Morte della signora Martin in seguito a un tumore al seno. Teresa sceglie la sorella Paolina come seconda mamma. Il signor Guérin, fratello della defunta, consiglia al signor Martin di trasferirsi a Lisieux con le figlie dove lui stesso aveva aperto una farmacia.

Lisieux

Ai Buissonnets

  • 1877
    • 16 novembre : Arrivo del signor Martin e delle sue cinque figlie ai Buissonnets.
  • 1878
    • 8 agosto : A Trouville, Teresa vede il mare per la prima volta.
  • 1881
    • 3 ottobre : Teresa entra come semiconvittrice all’abbazia Notre-Dame du Pré : scuola diretta dalle benedettine.
  • 1882
    • 2 ottobre : Paolina entra al Carmelo di Lisieux e prende il nome di suor Agnese.
  • 1883
    • 25 marzo : Grave malattia di Teresa.
    • 13 maggio : Festa di Pentecoste : ai Buissonnets, Teresa è guarita dal sorriso della Vergine Maria.
  • 1884
    • 8 maggio : Prima comunione di Teresa all’abbazia. Professione di Paolina (suor Agnese) al Carmelo.
    • 14 giugno : Cresima di Teresa amministrata da Mons. Hugonin.
  • 1885
    • Maggio : Inizio di una crisi di scrupoli.
  • 1886
    • Febbraio : Ammalata, si ritira dalla scuola ; lezioni private.
    • 15 ottobre : Maria, sorella primogenita e madrina di Teresa, entra al Carmelo di Lisieux e prende il nome di suor Maria del Sacro Cuore.
    • 25 dicembre : Dopo la messa di mezzanotte, Teresa riceve la grazia della conversione.
  • 1887
    • 29 maggio : Pentecoste : Teresa ottiene dal padre el permesso di entrare al Carmelo a 15 anni.
    • Luglio/agosto : Teresa prega per la conversione di Pranzini che sta per essere condannato a morte.
    • 1° settembre : Teresa legge nel giornale La Croix il racconto dell’esecuzione di Pranzini e la sua conversione.
    • 31 ottobre : Visita a Mons. Hugonin, vescovo di Bayeux, per ottenere l’autorizzazione di entrare al Carmelo.
    • 4 novembre-2 dicembre : Pellegrinaggio in Italia
    • 20 novembre : Udienza del Papa Leone XIII. Teresa presenta la sua supplica al Papa.
  • 1888
    • 1° gennaio : Teresa è informata della riposta favorevole di Mons. Hugonin, ma le carmelitane non vogliono che la sua entrata avvenga in pieno inverno.

Al Carmelo

    • 9 aprile : Entrata di Teresa al Carmelo. Ha 15 anni.
  • 1889
    • 10 gennaio : Vestizione. Teresa ormai si firma : Suor Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo.
    • 12 febbraio : Il signor Martin è ricoverato al Bon Sauveur di Caen. Vi resterà tre anni.
  • 1890
    • 8 settembre : Professione religiosa di Teresa.
    • 24 settembre : Cerimonia pubblica della velazione.
  • 1892
    • 10 maggio : Il signor Martin è riportato a Lisieux.
  • 1893
    • 20 febbraio : Suor Agnese (Paolina) è eletta priora del Carmelo. Madre Maria di Gonzaga, la priora uscente, diventa responsabile del noviziato. Teresa la aiuterà nella formazione spirituale del noviziato.
  • 1894
    • 29 luglio : Morte del signor Martin.
    • 14 settembre : Entrata di Celina Martin al Carmelo.
    • Inverno : Per obbedienza, Teresa inizia a redigere i suoi ricordi d’infanzia (Manoscritto A). Scoperta della « piccola via ».
  • 1895
    • 21 gennaio : Teresa interpreta la sua seconda pia ricreazione su Giovanna d’Arco.
    • 9 giugno : Festa della SS. Trinità : Teresa riceve l’ispirazione di offrirsi all’Amore misericordioso del Signore.
    • 17 ottobre : Il seminarista Maurizio Bellière è affidato a Teresa.
  • 1896
    • 21 marzo : Madre Maria di Gonzaga è rieletta priora. Conserva la responsabilità del noviziato ma chiede a Teresa di occuparsi interamente delle novizie.
    • Notte dal 2 al 3 aprile : Prima emottisi. Poco dopo Pasqua, Teresa entra nella notte della fede.
    • 30 maggio : Il reverendo Adolfo Roulland le è affidato come secondo fratello spirituale.
    • Settembre : Redazione della lettera (Manuscritto B) per Suor Maria del Sacro Cuore : « La mia vocazione è l’Amore ».
  • 1897
    • Giugno : Per obbedienza, scrive il Manoscritto C.
    • 8 luglio : Teresa è ricoverata in infermeria.
    • 30 luglio : Teresa riceve l’Estrema Unzione.
    • 30 settembre : Verso le ore 19.20 : morte di Teresa.
    • 4 ottobre : Inumazione nel cimitero di Lisieux.

Le grandi tappe della sua glorificazione

  • 1898
    • 30 settembre : Prima edizione de « Storia di un Anima » (2000 esemplari).
  • 1899-1900
    • Primi pellegrini sulla tomba di suor Teresa e primi miracoli.
  • 1908
    • 26 maggio : Sulla sua tomba, guarigione di Reine Fauquet, bambina cieca di 4 anni di Lisieux.
  • 1910
    • Inizio del Processo di Canonizzazione sotto la responsabilità di Mons. Lemonnier, vescovo di Bayeux.
  • 1915
    • Inizio del secondo Processo, chiamato Processo apostolico, che si svolge su richiesta della Sede apostolica.
  • 1921
    • Benedetto XV promulga il decreto sull’eroicità delle virtù della Venerabile Serva di Dio.
  • 1923
    • 29 apprile : Beatificazione di suor Teresa di Gesù Bambino da parte di Pio XI e traslazione delle reliquie dal cimitero di Lisieux al Carmelo.
  • 1925
    • 17 maggio : Solenne canonizzazione da parte di Pio XI (500 000 pellegrini).
  • 1927
    • 14 diciembre : Pio XI proclama Teresa patrona delle missioni, al pari di San Francesco Saverio.
  • 1929
    • 30 settembre : Posa de la prima pietra della Basilica di Lisieux.
  • 1937
    • 11 luglio : Consacrazione della Basilica di Lisieux.
    • 24 luglio : Fondazione de La Mission de France. Il suo seminario è a Lisieux.
  • 1944
    • 3 maggio : Pio XII proclama Teresa patrona secondaria di Francia, alla pari di Giovanna d’Arco.
  • 1947
    • 50° anniversario della morte di Teresa. La cassa reliquiario è portata in pellegrinaggio nella maggior parte delle diocesi Francia.
  • 1954
    • 11 luglio : Consacrazione della Basilica di Lisieux.
  • 1956
    • Edizione in fac-simile dei Manoscritti autobiografici (gli originali de Storia de un’Anima).
  • 1973
    • Celebrazione del Centenario della nascita.
  • 1980
    • 2 giugno : Giovanni Paolo II è pellegrino a Lisieux.
  • 1988
    • Pubblicazione dell’Edizione del Centenario (Opere complete di Teresa in edizione critica)
  • 1992
    • Pubblicazione della Nuova Edizione del Centenario che viene offerta a Giovanni Paolo II il 18 febbraio 1993.
  • 1997
    • Centenario della morte di Santa Teresa.
    • 19 ottobre : Giovanni Paolo II proclama Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo Dottore della Chiesa.

Una vita ordinaria

La santità di Teresa non si fonda su fenomeni straordinari. Essa consiste nel « fare in modo straordinario le cose ordinarie ! »

Con difficoltà ci si rende conto che la vita di Teresa Martin fu molto ordinaria poichè diventò santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, conosciuta in tutto il mondo e con numerosi titoli (Patrona universale delle missioni, patrona secondaria di Francia, Dottore della Chiesa). Si dimentica però che passò inosservata nella sua famiglia, nel suo ambiente, nel suo Carmelo, al suo stesso padre spirituale… Certo, a Lisieux, si parlò di una ragazza che aveva avuto l’audacia di parlare a Leone XIII durante un’udienza a Roma (un giornale nazionale lo segnalò) e che poi era entrata al Carmelo a quindici anni e tre mesi. Ma quando morì, sconosciuta in un piccolo Carmelo di provincia, solo 30 persone erano presenti alla sua inumazione nel cimitero di Lisieux. Il 17 maggio 1925, alla sua canonizzazione in San Pietro a Roma ve ne erano 500 000. E quindi ?

Quindi, sì, Teresa visse una vita molto ordinaria e molto nascosta.

Alençon (1873-1877)

Aquarelle de Thérèse à AlençonUna famiglia cristiana, ad Alençon : il padre Luigi Martin, orologiaio-gioielliere e la madre, Zelia Guérin, merlettaia. Hanno nove figli di cui quattro morti in tenera età. Restano quattro figlie ed ecco che a quarant’anni, la mamma è di nuovo incinta : Teresa nasce il 2 gennaio 1873. Bambina gaia, vivace, per un anno affidata ad una balia (la mamma non poteva nutrirla), Teresa ha un’infanzia felice, colmata d’amore dai suoi genitori e dalle sue sorelle. La piccola riceve dalla famiglia una fede profonda, viva, caritatevole. Tutto va bene, fino al dramma : Zelia Martin muore di cancro al seno (agosto 1877). Teresa ha quattro anni e mezzo.

Lo choc è molto forte per la piccola Teresa. Sceglie la sorella Paolina come seconda mamma. Ma la ferita è profonda e impiegherà dieci anni per cicatrizzarsi.

Lisieux (1877-1888)

Con cinque figlie da educare, il signor Martin cede alle insistenze del cognato Isidoro Guérin, farmacista a Lisieux. Tutta la famiglia si trasferisce ai Buissonnets. Teresa cresce in un ambiente caloroso. Ma i cinque anni in cui andrà a scuola dalle Benedettine resteranno per lei « i più tristi della sua vita ». Buona alunna ma timida, scrupolosa, vive male gli inevitabili scontri della vita scolastica…

Aquarelle de la guérison de Thérèse aux BuissonnetsLa partenza di Paolina per il Carmelo di Lisieux riapre la ferita. A dieci anni, Teresa si ammala gravemente : sintomi allarmanti di una regressione infantile, allucinazioni, anoressia. Non esistono rimedi farmacologici. Le famiglie e il Carmelo pregano. Il 13 maggio 1883, una statua della Vergine Maria sorride a Teresa che guarisce istantaneamente.

L’8 giugno dell’anno seguente, la prima comunione è per lei una « fusione » d’amore. Gesù si dona a lei ed ella si dona a Lui. Pensa già di essere carmelitana. La partenza di colei che considera la terza mamma per il Carmelo, la sorella Maria, la destabilizza emotivamente. Soffre di una forte crisi con scrupoli ossessionanti, resta ipersensibile e « piagnucolosa all’eccesso ». Ella desidera morire ed a essere liberata. La notte di Natale 1886, la grazia tocca il suo cuore. E’ una vera « conversione » che la trasforma in donna forte. Il bambino del presepe, il Verbo di Dio, le ha trasmesso la sua forza nell’Eucarestia.

Eccola pronta a combattere per il Carmelo, a superare tutti gli ostacoli : suo padre, suo zio, il cappellano del monastero, il Vescovo, Leone XIII perchè ormai la grazia le ha aperto il cuore e vuole salvare i peccatori con Gesù che, sulla Croce, ha sete di anime. Teresa, a quattordici anni e mezzo, decide di restare ai piedi di questa Croce per « raccogliere il sangue divino e donarlo alle anime. » Questa è la sua vocazione : « amare Gesù e farLo amare. »

Nel 1887, sentendo parlare di un assassino che ha ucciso tre donne a Parigi, prega e si sacrifica per lui, volendo ad ogni costo strapparlo all’inferno. Enrico Pranzini è giudicato e condannato alla ghigliottina. Ma prima di morire, abbraccia il crocifisso ! Teresa piange di gioia : esaudita, lo considera il suo « primo figlio ».

Durante un pellegrinaggio in Italia, Teresa si accorge che all’infuori della loro « sublime vocazione », i preti hanno le loro inevitabili debolezze. Capisce che bisogna pregare molto per loro perchè sono uomini « deboli e fragili ». Teresa comprende che la sua vocazione non è solamente pregare per la conversione del grande peccatore ma anche pregare per i sacerdoti. Durante lo stesso pellegrinaggio, domanda al Papa di entrare al Carmelo a quindici anni. Risposta evasiva, « fiasco », ma il 9 aprile 1888, lascia per sempre suo padre, le sue sorelle, i Buissonnets, il suo cane Tom…

Al Carmelo (1888-1897), un cammino di solitudine

Felice di essere là « per sempre », « prigioniera » con Lui… e 24 suore. La vita comunitaria, il freddo, la preghiera spesso nell’aridità, la solitudine affettiva (anche se si ritrova con due sorelle), tutto ella sopporta con ardore. La sua più grande sofferenza sarà la malattia del diletto padre, ricoverato al Bon Sauveur di Caen, ospedale per malati mentali. Per Teresa è un nuovo dramma famigliare. Ella si immerge nella preghiera con « il Servo sofferente » di Isaia 53, sul cammino della passione di Gesù. Ma il clima spirituale del suo Carmelo, segnato da una paura diffusa di Dio visto prima di tutto come giustiziere, le pesa. Aspira all’Amore quando legge la Viva Fiamma d’Amore di San Giovanni della Croce. Nel 1891 (ha diciotto anni), un sacerdote la sprona « sui flutti della fiducia e dell’Amore » sui quali non osava avanzare, essendo trattenuta su questo cammino audace, anche dalla sorella Paolina, Madre Agnese di Gesù, che diventerà priora nel 1893.

Suo padre, ritornato in famiglia, muore nel 1894 : Celina che lo curava, entra a sua volta al Carmelo.

Aquarelle de Thérèse au CarmelE’ intorno a questo periodo che la giovane suor Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo (tale è il suo vero nome, il riassunto della sua vocazione), scopre, dopo anni di ricerca, la via dell’infanzia spirituale che trasformerà la sua vita. Riceve la grazia di approfondire la paternità di Dio che non è che Amore Misericordioso (espresso in suo Figlio Gesù incarnato). La vita cristiana non è altro che la vita del bambino del Padre (« figlio nel Figlio »), iniziata con il Battesimo e vissuta in fiducia assoluta. « Se non ritornerete come bambini, non entrerete nel Regno di Dio », disse Gesù (Mt 18,3). Per fortuna, Madre Agnese le ordina di scrivere i suoi ricordi d’infanzia. Teresa obbedisce e scrive 86 pagine di un piccolo quaderno.

Mentre le grandi anime (rare) del suo tempo si offrivano come vittime alla Giustizia di Dio, la « debole e imperfetta » Teresa, il 9 giugno 1895 durante la messa della SS. Trinità, si offre al suo Amore Misericordioso.

Questo dono totale la « rinnova », brucia ogni peccato in lei. Nel settembre 1896, Teresa sente che la sua bella vocazione (« carmelitana, sposa e madre ») non le basta più. E’ attirata, durante la sua preghiera, dal richiamo di grandi desideri : essere sacerdote, diacono, profeta, dottore (della Chiesa), missionario, martire… Queste sofferenze spariranno quando troverà finalmente la sua vocazione leggendo un passaggio di San Paolo sulla carità (1 Corinti 13). Allora, tutto si illumina per lei e può scrivere : « Oh Gesù mio Amore… la mia vocazione finalmente l’ho trovata, la mia vocazione è l’Amore !… Sì, ho trovato il mio posto nella Chiesa e questo posto, mio Dio, me l’avete dato Voi… nel Cuore della Chiesa, mia Madre, io sarò l’Amore… così sarò tutto… così il mio sogno sarà realizzato !!!… » (Manoscritto B, 3v°). Sempre più assillata dalla preoccupazione dei peccatori che non conoscono questo Amore Misericordioso, entra durante la Pasqua 1896 in una notte oscura in cui la sua fede e la sua speranza devono combattere. Tanto più che una tubercolosi consuma la sua salute e la indebolisce. Usa le sue ultime forze per insegnare la via d’infanzia alle cinque novizie che ha in carico e ai due fratelli spirituali, sacerdoti missionari per l’Africa e la Cina.

Vivendo questa « com-passione », in unione con la Passione di Gesù nel Getsemani e sulla Croce, spossata dalle emottisi, ella conserva il suo sorriso e la sua squisita carità che rialza il morale delle sorelle, costernate nel vederla morire in mezzo ad atroci sofferenze. Per obbedienza, continua fino allo spossamento la stesura dei suoi ricordi nei quali, con trasparente verità, « canta le misericordie del Signore » nella sua corta vita. Pregando per « fare del bene sulla terra, dopo la sua morte, fino alla fine del mondo », profetizzando umilmente che la sua missione postuma sarà di « donare la sua piccola via alle anime » e di « passare il suo Cielo a far del bene sulla terra », muore il 30 settembre 1897.

Un anno dopo la sua morte, veniva pubblicato un libro redatto a partire dai suoi scritti : Storia di un’Anima che conquistava il mondo e faceva conoscere questa giovane suora che aveva amato Gesù fino a « morire d’amore ». Questa vita nascosta si irraggerà sull’universo. Ciò dura da più di cento anni…

Scritti

Scritti autobiografici

Storia di un’anima

« Sento che la mia missione sta per iniziare, la missione di far amare il buon Dio come io lo amo, di dare la mia piccola via alle anime » (Ultimi colloqui, 17 luglio 1897)

Il 30 settembre 1898, un anno esatto dopo la morte di Teresa, Madre Agnese e Madre Maria di Gonzaga, priora in carica, pubblicano una circolare necrologica eccezionalmente lunga (476 pagine !) inviata a tutti i carmeli francesi. La rimanenza fu venduta (tiratura : 2000 esemplari, prezzo : 4 franchi).

Infatti, Madre Agnese aveva riunito i manoscritti della sua piccola sorella (li si chiamerà più tardi A, B e C) scritti per “obbedienza”, corretti gli errori d’ortografia (frequenti), fatto dei raccordi, soppresso qualche passaggio, diviso il tutto in capitoli. Dei tre destinatari, non ne restò che una sola : Madre Maria di Gonzaga. Secondo l’esigenza di questa, i manoscritti furono completati con poesie teresiane e qualche lettera. Il Carmelo temette una svendita di questo libro, finanziato senza entusiasmo dal generoso zio Guérin. Con sorpresa generale, una seconda edizione fu necessaria sei mesi più tardi (4000 esemplari) e presto una terza… Fu un’esplosione. Fino al 1956 si contarono 40 edizioni, senza parlare delle traduzioni iniziate nel 1901. Se ne sono recensite più di 50, numero sempre superato e incontrollabile, perché le edizioni pirata si sono moltiplicate.

Questo libro è stato strumento di conversione, di diverse guarigioni, in tutti i luoghi del pianeta. Tutto ciò spinse i ferventi pellegrini a venire a pregare la “piccola santa”, come la chiamano, sulla sua tomba al cimitero di Lisieux. Presto una guardia cimiteriale proteggerà questo luogo da pie degradazioni.

Fu nel 1956, dopo la morte di Madre Agnese, che aveva praticamente riscritto i testi della sorella, che si pubblicarono i tre manoscritti teresiani, avendo lo stesso Pio XII ordinato di ritornare agli originali.

L’edizione critica – fototipica –, curata dal padre carmelitano Francesco di Santa Maria (morto nel 1961) con un’équipe di carmelitane di Lisieux, fu un avvenimento considerevole. Teresa ne uscì “decapitata”, non edulcorata, ma lei stessa.

A partire dal 1969, une équipe proseguì il lavoro e continuò l’edizione critica delle 266 lettere ritrovate, delle 54 poesie (1979), delle 8 pie ricreazioni (1985), delle 21 preghiere (1988) e degli Ultimi colloqui (1971).

Questo lavoro (1969 - 1988), che ricevette il Gran Premio Cardinale Grente dell’Accademia Francese nel 1989, terminò infine con la Nouvelle Edition du Centenaire, in otto volumi (Cerf DDB).

L’opera riunita in un unico volume "Œuvres complètes" (Cerf - DDB) comprende 1600 pagine su carta india. L’insieme fu offerto il 18 febbraio 1993 a Giovanni Paolo II. La traduzione italiana del volume è curata dalla Libreria Editrice Vaticana - Edizioni O.C.D.

Poesie

Il mio Canto per Oggi

La mia vita è un sol attimo, un’ora di passaggio.
La mia vita è solo un giorno che svanisce e fugge.
O mio Dio, tu sai che per amarti sulla terra
non ho che l’oggi !

Oh, t’amo, Gesù ! L’anima mia a te anela.
Resta per un sol giorno il dolce mio sostegno.
Vieni a regnare nel mio cuore, dammi il tuo sorriso,
solo per oggi.

Che m’importa, Signore, se oscuro è l’avvenire ?
Io pregarti per il domani, oh, no, non posso !
Puro conserva il cuor mio, con la tua ombra coprimi,
solo per oggi.

Se penso a domani, la mia incostanza temo,
e in cuore tristezza e affanno nascere mi sento.
Ma la prova e la sofferenza voglio, Dio mio,
solo per oggi.

Io presto devo vederti sulla riva eterna,
o Pilota Divino che mi porgi la mano.
Sui flutti in tempesta guida la mia nave in pace,
solo per oggi.

Lascia che nel tuo Volto, Signor, io mi nasconda.
Là non udrò più del mondo ogni rumore vano.
Dammi il tuo Amore, la tua grazia serbami,
solo per oggi.

Io tutto dimentico presso il tuo Divin Cuore,
e le paure della notte non temo affatto.
Ah, Gesù, un posto nel tuo Cuore a me concedi,
solo per oggi.

Pane vivo, pane del Ciel, divina Eucaristia,
o Sacro Mistero che l’Amore ci ha donato !
Vieni, Gesù, Ostia Bianca, ad abitarmi il cuore,
solo per oggi.

Degnati, Vite Santa e Sacra, che a te m’unisca
ed il mio fragile tralcio ti darà il suo frutto :
un grappolo dorato potrò, Signore, offrirti
già da quest’oggi.

Ho solo questo giorno fugace per formarti
il grappolo d’amore dove ogni chicco è un’anima.
Dammi, Gesù, il fuoco d’un Apostolo,
solo per oggi.

O Immacolata Vergine, sei la Dolce Stella
che mi dona Gesù e a Lui mi unisce sempre.
Che io riposi sotto il velo tuo, o Madre cara,
solo per oggi.

Sant’Angelo Custode, tu con l’ala coprimi ;
con la tua luce il cammino che seguo illumina.
Vieni a guidarmi i passi e aiutami, ti prego,
solo per oggi.

Senza veli o nubi vederti voglio, Signore,
ma ancora esule languisco da te lontana.
Non mi sia nascosto il tuo viso amabile,
solo per oggi.

A dire le tue lodi volerò io presto.
Quando il giorno senza fine per me scenderà,
allora sulla lira degli Angeli io canterò
l’Oggi Eterno !

Viver d’Amore !…

La sera dell’amore, senza parabole
Gesù diceva : « Se uno vuole amarmi,
la mia Parola nella sua vita accolga.
Io e il Padre verremo a visitarlo.
e, dimora prendendo nel suo cuore,
lo ameremo per sempre, da lui stando !…
Vogliamo che, colmo di pace, resti
nel nostro Amore ! ».

Viver d’Amore è custodire Te,
Verbo Increato, Parola del mio Dio !
Ah, tu sai che t’amo, Gesù divino !
Lo Spirito d’Amor tutta m’infiamma.
È amando Te che io attiro il Padre :
il debole mio cuore lo trattiene.
O Trinità, tu ormai sei prigioniera
del mio Amore !

Viver d’Amore è di tua vita vivere,
Re glorioso, delizia degli eletti.
Tu nascosto nell’ostia per me vivi :
e io voglio per te, Gesù, nascondermi !
Pur occorre agli amanti solitudine,
un cuore a cuore che duri notte e giorno.
Il tuo sguardo è per me beatitudine :
vivo d’Amore !…

Viver d’Amore non è mai qui in terra
un piantare la tenda in vetta al Tabor :
è salire invece con Gesù il Calvario,
è nella Croce scorgere un tesoro !…
A me gioire sarà dato in Cielo,
ove per sempre esclusa è la prova ;
ma nell’esilio voglio col soffrire
viver d’Amore.

Viver d’Amore è dare senza tregua,
senza pretesa di compensi umani.
Ah, senza misura io do, ben certa
che non si calcola quando pur si ama !
Al Cuor Divino, colmo di dolcezza,
ho dato tutto ed or leggera corro
ed io altro non ho che la mia ricchezza :
viver d’Amore.

Viver d’Amore è delle antiche colpe
bandire ogni timore, ogni ricordo.
Dei miei peccati nessun segno vedo :
in un lampo l’amor tutto ha bruciato !
Fiamma Divina, Fornace dolcissima,
nel tuo braciere io dimora prendo !
Nelle tue fiamme libera io canto :
« Vivo d’Amore ».

Viver d’Amore è custodire in sé
un gran tesoro in un vaso fragile.
Mio Amato, estrema è la debolezza mia
sono ben altro che un angelo celeste !
Ma se ogni momento cado e ricado,
tu mi vieni in soccorso e mi rialzi.
Ad ogni istante mi doni la tua grazia :
vivo d’Amore !

Viver d’Amore è navigare sempre,
gioia e pace nei cuori seminando.
Mossa da Carità, Pilota caro,
ti vedo nell’anime mie sorelle.
La Carità è la mia sola stella :
su giusta rotta vogo alla sua luce.
Io sulla vela il mio motto ho scritto :
« Viver d’Amore ».

Viver d’Amore è, mentre Gesù dorme,
trovar riposo sui tempestosi flutti.
Non temere, Signor, che io ti svegli !
In pace attendo il celeste approdo.
Presto la Fede squarcerà il suo velo ;
la Speranza per me è vederti un giorno ;
Carità è una vela gonfia che mi spinge :
Vivo d’Amore !

Viver d’Amore, mio Divin Maestro,
è supplicarti che il tuo fuoco invada
del tuo Sacerdote l’anima sacra :
più puro sia dei Serafini in Cielo !
Glorifica la Chiesa tua immortale ;
non esser sordo, Gesù, ai sospiri miei ;
per lei io, Figlia sua, qui mi immolo :
Vivo d’Amore !

Viver d’Amore è asciugarti il Volto
ottener perdono ai peccatori :
la tua grazia li accolga, o Dio d’Amore,
il tuo Nome in eterno benedicano !.
Mi rintrona nel cuore la bestemmia :
per cancellarla voglio ricantare :
« Il tuo Santo Nome io adoro e amo ».
Vivo d’Amore !

Viver d’Amore è imitar Maria
che di pianto e preziosi aromi bagna
i tuoi piedi divini e, rapita,
coi lunghi suoi capelli li rasciuga ;
poi ella, rotto il vaso, si rialza
per profumare il tuo dolce Volto.
Anch’io il tuo Volto posso profumare
col mio Amore !

« Viver d’Amore, oh, che follia strana ! »,
mi dice il mondo : « Cessate il vostro canto,
e vita e profumi non sprecate più !
Sappiate farne un uso intelligente ! ».
Amarti, Gesù, che perdita feconda !
Tutti i miei profumi sono per te solo ;
senza rimpianti lascio il mondo e canto :
« Muoio d’Amore ! »

Morir d’Amore è assai dolce martirio,
che vorrei appunto per te patire !
Cherubini, accordatevi la lira :
del mio esilio io sento già la fine.
Fiamma d’Amor, continua a consumarmi !
Vita fugace, pesa il tuo fardello !
Gesù Divino, il mio sogno adempi :
morir d’Amore.

Morir d’Amore, ecco la mia Speranza !
Quando spezzate vedrò le mie catene,
sarà Dio la mia grande Ricompensa :
altri beni io non voglio possedere.
Del suo Amore voglio infiammarmi tutta,
voglio vederlo, a Lui per sempre unirmi.
Ecco il mio Cielo, ecco il mio destino: :
viver d’Amore !!!…

La mia Gioia !

Quaggiù ci sono anime
che gioia invano cercano.
Invece per me è il contrario :
la gioia mi sta nel cuore
e non è una gioia effimera :
per sempre la posseggo
e rose di primavera
m’arridono ogni giorno.

Sono troppo felice, è vero :
io sempre il voler mio faccio.
Potrei allora far la triste
e la letizia occultare ?
Mia gioia è il dolore amare :
se pur piango, io sorrido
e accetto riconoscente
le spine e le rose insieme.

Quando s’oscura il Cielo
e par voglia abbandonarmi,
mia gioia è star nell’ombra
e nascondermi ed abbassarmi.
Mia gioia è il Volere Santo
di Gesù, mio amore unico.
Così fiduciosa vivo
e amo la notte come il giorno.

Restar piccola è mia gioia,
così, se cado sul cammino,
rialzarmi posso presto
e Gesù mi prende la mano.
Di carezze ricolmandolo,
io gli dico che è il mio tutto.
Si sottrae alla mia fede ?
Io raddoppio in tenerezze.

Quando a volte verso lacrime,
è mia gioia ben celarle.
Come affascina il soffrire
se di fiori lo si copre !
Soffrir voglio e pur tacere,
consolando il mio Gesù.
Veder godo che sorride,
mentre ho il cuore nell’esilio.

Gioia mia è lottare sempre,
degli eletti generandogli.
Arde il cuor di tenerezza
e ripete al suo Gesù :
« Io per te, Divin Fratello,
« sono felice di soffrire.
« Sola gioia in questa terra
« è poterti rallegrare !

« Ancor molto voglio vivere,
« Signore, se lo desideri.
« Lassù in Ciel vorrei seguirti,
« se piacere ti facesse.
« L’amor, fuoco della Patria,
« non cessa di consumarmi.
« Morire o vivere che conta ?
« Gesù, è amarti la mia gioia ! ».

Perché t’amo, Maria !

lo vorrei, Maria, cantare perché t’amo
e al tuo dolce nome trasalisco in cuore
e ancor perché la suprema tua grandezza
mai potrebbe il mio animo intimidire.
Se nella sublime gloria t’ammirassi
mentre i beati tutti in splendore superi,
mai credere potrei che ti sono figlia :
gli occhi abbasserei innanzi a te, Maria.

Perché un figlio possa amar la madre sua,
essa ha da spartir con lui le pene e piangere.
O Madre amata, sulla straniera riva
quanto tu piangesti per attrarmi a te !
La vita tua nel Vangelo santo medito,
osando guardarti ed accostarmi a te.
Non m’è difficile credermi tua figlia :
mortale e dolente come me ti vedo.

Del Ciel un angelo ti offre d’esser Madre
del Dio che in eterno sempre regnerà ;
ed ecco, Maria, tu scegli - che mistero ! -
della verginità il tesoro ineffabile.
Comprendo, Immacolata, che la tua anima
al Signore è più cara del Paradiso,
che il tuo cuor, ch’è Valle Mite ed Umile,
può contener Gesù, d’Amore Oceano.

T’amo, Maria, quando ti chiami serva
del Dio che tu conquisti con l’umiltà.
Per tal virtù nascosta sei onnipotente
nel tuo cuore attiri la Trinità.
Ecco, t’adombra lo Spirito d’Amore
il Figlio uguale al Padre s’incarna in te.
Egli avrà molti fratelli peccatori,
ché Gesù si chiamerà tuo primogenito !

Madre amata, io nella mia piccolezza
come te possiedo in me l’Onnipotente.
Ma perché son debole io non mi turbo :
i tesori della madre vanno ai figli
e io son figlia tua, diletta Madre.
Mie sono le tue virtù, mio è il tuo Amore !
E quando in cuore mi scende l’Ostia bianca,
di riposar in te crede Gesù Agnello !

Tu mi fai capire che m’è ben possibile
l’orme tue seguir, Regina degli Eletti.
Visibile hai reso la stretta via al Cielo,
praticando sempre le virtù più umili.
Vicino a te, Maria, amo restar piccola :
vedo le grandezze umane tanto vane.
Presso Elisabetta, che ti accoglie in visita,
l’ardente carità imparo a praticare.

Io rapita ascolto, o Regina degli Angeli,
il sacro cantico che dal cuor ti sgorga.
A intonar m’insegni le divine lodi
ed a gloriarmi in Gesù, mio Salvatore.
Le tue parole d’amore, rose mistiche,
profumare dovranno i secoli futuri.
L’Onnipotente ha fatto in te grandi cose
e meditarle io voglio per benedirlo.

Quando Giuseppe il giusto ignora il miracolo
che tu vorresti nell’umiltà celare,
piangere lo lasci presso il Tabernacolo
che vela del Signor la bellezza eterna.
Amo, Maria, l’eloquente tuo silenzio !
Esso per me è dolce concerto armonioso !
Mi dice la grandezza e l’onnipotenza
di chi l’aiuto dal Cielo solo aspetta.

Poi vi vedo, Giuseppe e Maria,
più tardi respinti dagli abitanti di Betlemme.
Nessuno accoglie voi poveri stranieri
nella sua locanda : il posto è per i grandi !
Il posto è per i grandi ; e là in una stalla
la Regina dei Cieli partorisce un Dio.
O Madre cara, quanto m’appari amabile
e come sei grande in un luogo così umile !

Quando io vedo l’Eterno avvolto in fasce
e il vagito sento del Divino Verbo,
o Madre amata, più non invidio gli Angeli :
m’è Fratello amato il forte lor Signore.
Come t’amo, Maria, che il tuo Divin Fiore
fatto hai dischiudere sulle nostre rive !
E amo te che magi e pastori ascolti
e tutto con cura nel tuo cuore serbi !

Amo te che confusa fra l’altre donne
i tuoi passi volgi verso il tempio santo.
E amo te che il Salvator nostro presenti
al santo Vecchio che in braccio suo lo stringe.
Dapprima sorrido ascoltando il suo canto,
ma poi i suoi accenti mi muovono al pianto.
Col profetico sguardo spinto in avanti,
Simeone t’annuncia di una spada i dolori.

Regina dei martiri, fino all’ultima sera
spezza il tuo cuore questa spada crudele.
Ma presto la patria lasciare devi
la furia fuggire d’un re ingelosito.
Nel velo tuo avvolto, Gesù dorme in pace ;
Giuseppe t’esorta a partire di fretta
pronta e obbediente tu subito sei :
tu vai senz’indugio e senza obiettare.

In terra d’Egitto io credo, Maria,
rimane gioioso in povertà il tuo cuore.
Non è forse Gesù la Patria più bella ?
Che t’importa l’esilio se il Ciel possiedi ?
Ma un dolor grande provi a Gerusalemme
il cuore t’inonda come vasto mare :
Gesù si sottrae ’ alla tua tenerezza per tre giorni
e questo è il vero duro esilio !

Infine lo scorgi e la gioia ti porta !
E dici al Fanciullo che i dottori incanta :
« O Figlio caro, perché m’hai fatto questo ?
Tuo padre ed io ti cercavamo in pianto ».
Il Dio Fanciullo (profondo è il mistero !)
risponde alla Madre che le braccia tende :
« Perché mi cercavate ? Devo occuparmi
dell’opera del Padre : l’ignoravate ? ».

M’insegna il Vangelo che cresce in sapienza
Gesù, sottomesso a Maria e Giuseppe ;
il cuore mi dice con qual tenerezza
è sempre obbediente ai genitori amati.
Io ora comprendo il mistero del tempio
le arcane parole del Re Amabile.
O Madre, tuo Figlio ti vuole modello
di chi nella notte Lo cerca con Fede.

Poiché il Re celeste la Madre sua volle
in notte fonda con l’angoscia nel cuore,
è un bene, Maria, soffrire qui in terra ?
Soffrire amando è la gioia più pura !
Gesù può riprendersi quanto m’ha dato :
per me non si spiaccia, tu diglielo pure.
Se pur si nasconde, saprò io aspettarlo
finché non si spenga nel Ciel la mia fede.

So che a Nazaret, Madre di grazia piena,
povera tu eri e nulla più volevi :
non miracoli o estasi o rapimenti
t’adornan la vita, Regina dei Santi !
In terra è grande il numero dei piccoli
che guardarti possono senza tremare.
La via comune, Madre incomparabile,
percorrere tu vuoi e guidarli al Cielo.

Aspettando il Cielo, Madre mia diletta,
con te voglio vivere e seguirti sempre.
Madre, contemplandoti m’immergo estatica
negli abissi d’amore che in cuor ti scopro.
Il materno tuo sguardo scaccia il timore
a piangere e a gioire esso mi insegna.
Le gioie pure e sante non disprezzi,
le condividi, invece, e le benedici.

A Cana gli sposi tu vedendo inquieti
- non possono nasconderlo, manca il vino -
tu sollecita lo dici al Salvatore,
sperando aiuto dal suo divin potere.
Gesù prima pare opporsi alla richiesta :
« Che importa a me e a te, donna ? », egli dice,
ma in fondo al cuore ti sente Madre sua
e per te egli compie il primo miracolo !

Quando i peccatori la dottrina ascoltano
di Colui che nel Cielo vuole pur accoglierli,
con essi stai tu, Maria, sulla collina.
Qualcuno annuncia a Gesù che vuoi vederlo ;
e il Figlio tuo Divino all’intera folla
mostra l’immenso amore che per noi prova :
« Chi m’è fratello, sorella e Madre », dice,
« se non chi compie la mia volontà ? ».

Vergine Immacolata, Madre dolcissima,
all’udir Gesù non ti rattristi affatto,
anzi t’allieti ch’Egli ci faccia intendere
che sua famiglia è quaggiù l’anima nostra.
Sì, tu t’allieti che Egli la vita doni
della divinità i tesori immensi.
Come non amarti, Madre mia diletta,
per tanto tuo amore e tanta umiltà ?

Maria, ami noi come Gesù ci ama
accetti di staccarti da Lui per noi.
Amare è dare tutto e donar se stessi.
Tu l’hai mostrato restando nostro aiuto.
Sapeva il Salvatore la tua dolcezza
i segreti ancor del cuore tuo materno.
Ci affida a te, Rifugio dei peccatori,
la Croce sua lasciando ed in Cielo entrando.

Maria, tu m’appari in vetta al Calvario,
presso la Croce, come all’altare il prete :
offri l’Emmanuele mite, Gesù,
così plachi la giustizia del Padre !
Madre addolorata, un profeta l’ha detto :
« Non c’è alcun dolore pari al tuo dolore ! ».
Tu resti in esilio, Regina dei martiri,
e del tuo cuore per noi dai tutto il sangue !

La casa di Giovanni è il tuo solo asilo :
supplisce Gesù di Zebedeo il figlio.
Questa notizia il Vangelo dà per ultima,
poi più non parla della Regina nostra.
Ma quel silenzio profondo, Madre amata,
non svela forse che il Verbo Eterno
vuole cantar Lui stesso i segreti di tua vita
stupire i tuoi figli, del Ciel gli eletti ?

Udrò io presto quella dolce armonia
nel bel Cielo presto verrò a vederti.
Al mattino di mia vita m’hai sorriso :
vieni e sorridimi, Madre, è già sera !
Non temo più la viva tua gloria eccelsa :
ho sofferto con te e ti domando adesso
di cantar sui tuoi ginocchi perché amo
sempre ridire che sono figlia tua !

La piccola Teresa…

Preghiere

Atto d’Offerta all’Amore Misericordioso

Offerta di me stessa come Vittima d’Olocausto all’Amore Misericordioso del Buon Dio

O mio Dio, Trinità Beata, io desidero Amarti e farti Amare, lavorare alla glorificazione della Santa Chiesa salvando le anime che sono sulla terra e liberando quelle che soffrono nel purgatorio. Desidero compiere perfettamente la tua volontà e arrivare al grado di gloria che mi hai preparato nel tuo regno ; in una parola, desidero essere Santa, ma sento la mia impotenza e ti domando, o mio Dio, di essere tu stesso la mia Santità !

Poiché mi hai amata fino a darmi il tuo unico Figlio perché sia il mio Salvatore e il mio Sposo, i tesori infiniti dei suoi meriti sono miei ed io te li offro con gioia, supplicandoti di non guardarmi che attraverso il Volto di Gesù e nel suo Cuore ardente d’Amore.

Ti offro ancora tutti i meriti dei Santi sia del Cielo che della terra, i loro atti d’Amore e quelli dei Santi Angeli ; ti offro infine, o Beata Trinità, l’Amore e i meriti della Santa Vergine, mia Madre diletta. A lei affido la mia offerta pregandola di presentartela.

Il tuo Figlio divino, mio Amato Sposo, nei giorni della sua vita mortale ci ha detto : « Tutto ciò che domanderete al Padre mio, nel mio nome, ve lo darà » ! Sono dunque certa che esaudirai i miei desideri. Lo so, o mio Dio : più vuoi dare, più fai desiderare ! Sento nel mio cuore desideri immensi ed è con fiducia che ti chiedo di venire a prendere possesso della mia anima. Ah, non posso ricevere la Santa Comunione tanto spesso come desidero ! Ma, Signore, non sei tu Onnipotente ?… Resta in me, come nel tabernacolo : non allontanarti mai dalla tua piccola ostia !

Vorrei consolarti dell’ingratitudine dei cattivi e ti supplico di togliermi la libertà di dispiacerti. Se qualche volta cado per debolezza, il tuo Sguardo Divino purifichi subito la mia anima consumando tutte le mie imperfezioni, come il fuoco che trasforma ogni cosa in se stesso…

Ti ringrazio, o mio Dio, di tutte le grazie che mi hai accordate, in particolare di avermi fatta passare attraverso il crogiuolo della sofferenza. Sarà con gioia che ti contemplerò nell’ultimo giorno mentre reggi lo scettro della Croce. Poiché ti sei degnato di darmi in sorte questa Croce tanto preziosa, spero di rassomigliarti nel Cielo e di veder brillare sul mio corpo glorificato le sacre stimmate della tua Passione !

Dopo l’esilio della terra, spero di venire a goderti nella Patria ; ma non voglio ammassare meriti per il Cielo, voglio lavorare per il tuo solo Amore, con l’unico scopo di farti piacere, di consolare il tuo Sacro Cuore e di salvare anime che ti ameranno eternamente.

Alla sera di questa vita, comparirò davanti a te a mani vuote, perché non ti chiedo, Signore, di contare le mie opere. Ogni nostra giustizia è imperfetta ai tuoi occhi. Voglio dunque rivestirmi della tua propria Giustizia e ricevere dal tuo Amore il possesso eterno di Te stesso. Non voglio altro Trono e altra Corona che Te, o mio Amato !

Ai tuoi occhi il tempo è nulla : un giorno solo è come mille anni. Tu puoi dunque prepararmi in un istante a comparire davanti a te…

Allo scopo di vivere in un atto di perfetto Amore, mi offro come vittima d’olocausto al tuo Amore misericordioso, supplicandoti di consumarmi senza posa, lasciando traboccare nella mia anima le onde d’infinita tenerezza che sono racchiuse in te, così che io diventi Martire del tuo Amore, o mio Dio !

Questo martirio, dopo avermi preparata a comparire davanti a te, mi faccia infine morire e la mia anima si slanci senza ritardo nell’eterno abbraccio del Tuo Amore Misericordioso !

Voglio, o mio Amato, ad ogni battito del cuore rinnovarti questa offerta un numero infinito di volte, fino a che, svanite le ombre, possa ridirti il mio Amore in un Faccia a Faccia Eterno !

Maria Francesca Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo - rel.carm.ind.

Festa della Santissima Trinità, 9 giugno dell’anno di grazia 1895

Offerta della giornata

Mio Dio, ti offro tutte le azioni che farò oggi, con le intenzioni e per la gloria del Sacro Cuore di Gesù. Voglio santificare i battiti del mio cuore, i miei pensieri e le mie opere più semplici, unendoli ai suoi meriti infiniti, e riparare le mie colpe gettandole nella fornace del suo Amore misericordioso.

O mio Dio ! ti domando per me e per coloro che mi sono cari la grazia di compiere perfettamente la tua santa volontà, di accettare per tuo amore le gioie e le pene di questa vita passeggera, affinché noi siamo un giorno riuniti in Cielo per tutta l’eternità.

Così sia.

Il messaggio

Sua piccola dottrina

« La mia piccola dottrina » come voi la chiamate…

Il cammino spirituale di Teresa Martin fu solitario. Certo, ha ricevuto molto dalla sua famiglia, dai suoi educatori, dai maestri del Carmelo. Ma nessun sacerdote l’ha profondamente segnata. In lei, lo Spirito Santo ha tracciato un cammino di autenticità - « Ho cercato solo la verità » - che le ha rivelato le profondità dell’Amore trinitario e una « via » per raggiungerle, senza alcuna preoccupazione didattica : tutto è arrivato dalla vita, dagli avvenimenti quotidiani riletti alla luce della Parola di Dio. Il suo apporto incomparabile alla spiritualità del XX secolo è un ritorno al Vangelo nella sua purezza radicale. « Se non ritornerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli. » (Mt 18,3)

Petite voieBenchè non abbia mai potuto disporre dell’Antico Testamento integrale, ha operato un ritorno alla meditazione della Parola di Dio. Senza alcuna iniziazione, senza alcuna cultura biblica, cita, nei suoi scritti, la Bibbia più di 1000 volte. A soli ventidue anni, due testi dell’Antico Testamento concretizzano la sua lunga ricerca : l’illuminazione de « la via dell’infanzia spirituale » che rappresenterà il suo apporto.

« Voglio essere santa »

Teresa, ardente adolescente è partita per la santità. Scrive a suo padre : « Farò la tua gloria diventando una grande santa ».

Ma molto presto al Carmelo, quando si paragona ai Santi, si scontrerà con le sue debolezze e la sua impotenza. I Santi le appaiono come una montagna mentre ella non è che un granello di sabbia. « Rendermi migliore di ciò che sono, mi è impossibile », constata ma senza scoraggiarsi. Perchè se Dio ha messo in lei questi desideri di santità, è perchè deve esserci una strada, una via per salire « la dura scala della perfezione ».

Les enfants
Les enfants

La Parola di Dio le aprirà la via : « Se qualcuno è piccolissimo, venga a me. » (Proverbi, 9,4) « Allora sono venuta », scrive la « piccola Teresa » domandandosi ciò che Dio farebbe al piccolo che andasse da Lui. Legge allora Isaia 66 e comprende che non potrà salire da sola questa scala ma Gesù la prenderà nelle sue braccia, come un rapido ascensore.

Da allora, la piccolezza di Teresa non sarà più un ostacolo, ma al contrario più sarà piccola e leggera nelle braccia di Gesù, più Egli la farà santa con un’ascensione rapida.

E’ così che Teresa racconta la scoperta della piccola via. (Manoscritto C, 2).

Dapprima scopre ciò che è Dio : essenzialmente Amore Misericordioso. Ormai vedrà tutte le perfezioni divine (compresa quella della Giustizia) attraverso il prisma della sua Misericordia.

Questa le trasmette una fiducia audace : « Desidero essere santa, ma sento la mia impotenza e vi domando, o mio Dio ! di essere Voi stesso la mia santità. » (Atto d’Offerta)

Accettare di lasciarsi plasmare da Dio non implica alcun facile infantilismo. Teresa farà concretamente tutto ciò che è possibile per mostrare realmente il suo amore per Dio e per le sue sorelle, ma in totale gratuità, quella dell’amore.

In tutte le situazioni e in tutte le azioni della sua vita, Teresa « applicherà » questa via : Se Dio le domanda qualcosa ed ella sente che ne è incapace, Dio lo farà in lei. Un esempio : amare tutte le sue sorelle come Gesù le ama le è impossibile. Allora unendosi a Lui, è Lui che le amerà in Teresa. « Sì, lo sento quando sono caritatevole, è Gesù solo che agisce in me ; più sono unita a Lui, e più amo tutte le sorelle. » (Manoscritto C, 13 r°)

Ecco un cammino di santità che si apre per tutti, i piccoli, i poveri, i feriti : accettare la realtà della propria debolezza e offrirsi a Dio come si è, affinchè Egli agisca in noi.

Petit bateauSi comprende meglio allora che una tale frase, per esempio, è agli antipodi della sdolcinatezza ma chiarisce l’infanzia evangelica predicata da Gesù : « Gesù si compiace di mostrarmi l’unico cammino che conduce a questa Divina fornace, questo cammino è l’abbandono del bambino che si addormenta senza timore nella braccia del Padre. » (Manoscritto B, 1 v°)

Le sue intuizioni ne fanno un’anticipatrice delle grandi verità riportate alla luce dal Concilio Vaticano II : primato del mistero pasquale di Gesù su tutte le altre devozioni, la via della santità per tutti i battezzati, mariologia che vede in Maria « una Madre più che una Regina », avendo vissuto la prova della fede (cf. Il poema « Perchè ti amo, o Maria », testamento mariano, maggio 1897), ecclesiologia di comunione fondata sulla presenza dell’Amore (lo Spirito Santo) nel cuore della Chiesa che anima tutte le vocazioni complementari nella Comunione dei Santi del Cielo e della Terra.

Rivoluzione anche nella concezione dei Novissimi : non più il riposo, ma l’azione :

« Passerò il mio cielo a fare del bene sulla terra. »

Teresa, senza saperlo, ha aperto il cammino dell’ecumenismo : la sua lettura della lettera ai Romani seduce i luterani ; gli ortodossi la amano con san Francesco d’Assisi (i simboli universali utilizzati da questi due santi facilitano la loro inculturazione in altre civiltà.)

Sua missione

Patrona universale delle missioni

Salvare le anime

Fu nella Cattedrale Saint Pierre di Lisieux che Teresa ricevette, al termine della messa in una domenica del luglio 1887, la grazia eucaristica della sua missione.

Nel chiudere il suo messalino, rimane colpita da un’immagine di Cristo in croce che scivola dalle pagine :

"Fui colpita dal sangue che cadeva da una delle sue mani Divine : provai un grande dolore pensando che quel sangue cadeva a terra senza che nessuno si desse premura di raccoglierlo, e decisi di tenermi in spirito ai piedi della Croce per ricevere la rugiada Divina che ne sgorgava, comprendendo che avrei dovuto, in seguito, spargerla sulle anime… Anche il grido di Gesù sulla Croce mi riecheggiava continuamente nel cuore : « Ho sete ! ». Queste parole accendevano in me un ardore sconosciuto e vivissimo… Volevo dar da bere al mio Amato e io stessa mi sentivo divorata dalla sete delle anime… Non erano ancora le anime dei sacerdoti che mi attiravano, ma quelle dei grandi peccatori : bruciavo dal desiderio di strapparli alle fiamme eterne…" (Manoscritto A, 45 v°)

La sua missione al Carmelo

Per essere veramente missionaria, Teresa si sente chiamata al Carmelo alla sequela di Santa Teresa d’Avila, sua « Madre », con il dono della sua vita e la preghiera che oltrepassa ogni frontiera. Come la Madre spagnola, « ella vuole dare mille vite per salvare una sola anima ».

Entrando al Carmelo, dichiara :

« Sono venuta per salvare le anime e soprattutto a pregare per i sacerdoti »

« Amare Gesù e farLo amare » diventa sempre più il fine di tutta la sua vita."

E’ lieta quando le vengono affidati due fratelli spirituali da aiutare nel loro ministero :

abbé Bellière
abbé Bellière

-*il Reverendo Maurizio Bellière, seminarista di ventuno anni, chiede l’aiuto di una carmelitana per sostenere la sua vocazione. Sarà un Padre Bianco e partirà per il Niassa (l’attuale Malawi). Ritornerà in Francia e nel 1907, a trentatre anni, morirà, ricoverato, al Bon Sauveur di Caen. Teresa lo aiuterà molto nella sua corrispondenza. Gli scriverà undici lettere importanti ;

abbé Roulland
abbé Roulland

-*Padre Adolfo Roulland, delle Missioni Estere di Parigi, partirà per il Su-Tchuen in Cina ; corrisponderà anche lui con Teresa, dopo una delle sue prime messe che celebra al Carmelo ed un colloquio con Teresa. Ella gli scriverà sei lettere. Morirà in Francia nel 1934.

Entrambi consentiranno a Teresa di dilatare i suoi orizzonti sul mondo. Ammalata, « camminerà per un missionario ».

I « desideri infiniti » che la fanno soffrire durante la preghiera la spingono a voler :

« Percorrere la terra (…) annunciare il Vangelo nelle cinque parti del mondo e fino alle isole più lontane… Vorrei essere missionaria non solo per qualche anno ma vorrei esserlo stata fin dalla creazione del mondo ed esserlo fino alla consumazione dei secoli… » (Ms B, 3 r°)

La sua missione in Cielo

Questo desiderio si intensificherà fino sul suo letto d’agonia nella speranza di essere ancora missionaria dopo la morte :

« Conto proprio di non restare inattiva in Cielo, il mio desiderio è di lavorare ancora per la Chiesa e per le anime. Lo chiedo al buon Dio e sono certa che mi esaudirà. » (LT 254).

« Sento che la mia missione sta per iniziare, la mia missione di fare amare il buon Dio come lo amo io, di donare la mia piccola via alle anime » (DE, 17.7)

« Voglio passare il mio Cielo a far del bene sulla terra. » (DE, 17.7)

Suo irraggiamento universale

Il fatto più sorprendente è che la Chiesa, nel 1927, l’ha proclamata patrona universale delle missioni.

Suor Teresa, senza mai aver lasciato la sua cella, ha talmente investito nell’Amore trinitario il quotidiano della sua vita, che ha fatto irraggiare sul mondo le misericordie del Cuore di Dio.

Le vocazioni teresiane

Dopo la morte di Teresa, innumerevoli vocazioni sacerdotali e religiose nacquero dall’incontro con Teresa. Ha mantenuto le sue promesse. Tantissimi preti e missionari le hanno affidato il loro ministero.

Più di 50 congregazioni nel mondo si appellano alla spiritualità di Santa Teresa. Sono ordinariamente congregazioni apostoliche che hanno incorporato il messaggio teresiano nella loro civiltà. I loro membri sono circa 5000.

EUROPA

Francia

  • Deus Caritas
    Lisieux
    Institut séculier
    Fondazione : 1963
  • Missionnaires de la Plaine et de Ste Thérèse de l’Enfant-Jésus
    Fondazione:1921
  • Frères Missionaires de Ste Thérèse de l’Enfant-Jésus
    Bassac
    Fondazione : 1948
  • Soeurs oblates de Ste Thérèse de l’Enfant-Jésus
    Fondazione : 1924

Italia

  • Istituto Piccole suore di S. Teresa del Bambino Gesù
    Imola
    Fondazione : 1923
  • I Sacerdoti oblati di S. Teresa del Bambino Gesù
    Ravenna
    Fondazione : 1965
  • Carmelitane Missionarie di S. Teresa del Bambino Gesù
    Santa Marinella
    Fondazione : 1925
  • Discepole di S. Teresa del Bambino Gesù
    Qualiano
    Fondazione : 1926
  • Ancelle di Santa Teresa del Bambino Gesù
    Salerno
    Fondazione : 1937

Polonia

  • Zgromadzenie Siostr Karmelitanek Dzieciatka Jezus
    w Markach k. Warszawy
    Fondazione : 1921
  • Zgromadzenie Siostr Sw. Teresy od Dzieciatka Jezus
    w Podkowie Lesnej
    Fondazione : 1936
  • Zgromadzenie Siostr Terezjanek « Jednosc »
    w Siedlcach
    Fondazione : 1925

Svizzera

  • Compagnia S. Teresa del Bambino Gesù
    Lugano
    Institu séculier
    Fondazione : 1926

Germania

  • Theresienschwestern des katholischen Apostolates
    Mering
    Fondazione : 1928

AMERICA

Haiti

  • Petits frères de Ste Thérèse de l’Enfant-Jésus
    Rivière Froide
    Fondazione : 1960
  • Petites soeurs de Ste Thérèse de l’Enfant-Jésus
    Rivière Froide
    Fondazione : 1948

U.S.A.

  • Carmelite Sisters of St. Therese of the Infant Jesus
    Oklahoma
    Fondazione : 1917

Brasile

  • Missionarias de Santa Teresinha
    Bragança do Para
    Fondazione : 1954

Canada

  • Les Petites soeurs de Notre-Dame du Sourire
    Pieuse Union
    Fondazione : 1954

Messico

  • Misioneras Eucaristicas de Santa Teresita
    Fondazione : 1936
  • Misioneras carmelitas de S. Teresa del N. Jesùs
    Puebla
    Fondazione : 1936

Colombia

  • Hermanas Misioneras de Santa Teresita
    Medellin
    Fondazione : 1929

OCEANIA

Papua - Nuova Guinea

  • Sisters of Saint Therese
    Fondazione : 1954

AFRICA

Zaire

  • Congrégation des soeurs de Ste Thérèse de l’Enfant-Jésus
    Fondazione : 1959
  • Soeurs de Ste Thérèse de l’Enfant-Jésus
    (Limete) Kinshasa
    Fondazione : 1966
  • Soeurs de Sainte Thérèse
    Lisala
    Fondazione : 1966

Uganda

  • Filles de Ste Thérèse de l’Enfant-Jésus
    Fort-Portal

    Fondazione : 1940

Tanzania

  • Teresian Sisters
    Iringa
    Fondazione : 1931
  • St. Therese Sisters
    Bukoba
    Fondazione : 1932

Burundi

  • Bene-Teresiya (Filles de Ste Thérèse de Lisieux)
    Gitega
    Fondazione : 1933

Malawi

  • Teresian Sisters
    Lilongwe
    Fondazione : 1984

Benin

  • Oblates catéchistes petites servantes des pauvres
    Fondazione : 1914

Camerun

  • Congregation of the Sisters of St Therese of the Child Jesus
    Kumba-Kumba
    Fondazione : 1970

ASIA

India

  • Little Flower Congregation, Prêtres et séminaristes
    Kerala
    Fondazione : 1931
  • Congregation of St Therese of the Child Jesus, Frères
    Fondazione : 1931
  • Bethany Sisters of Little Flower
    Mangalore
    Fondazione : 1921
  • Missionary Sisters of St Therese of the Child Jesus
    Kerala
    Fondazione : 1959
  • Sisters of Jesus, « Jesus Bhavan »
    Sagar
    Fondazione : 1980
  • Congregation of the Mother of Carmel
    Pious Union

Cina

  • Deux congrégations ont existé. Aucun renseignement à ce jour
    Fondazione : 1928 e 1931

Philippines

  • Missionary Catechists of St Therese of the Infant Jesus
    Fondazione : 1958

Proche Orient

Libano

  • Congrégation maronite des soeurs de Ste Thérèse de l’Enfant-Jésus
    Fondazione : 1935

Dottore della Chiesa

Intervista a Monsignor Guy Gaucher

Santa Teresa di Lisieux è la terza donna, dopo Santa Caterina da Siena e santa Teresa d’Avila, ad essere proclamata Dottore della Chiesa. Mons. Guido Gaucher, vescovo ausiliare di Bayeux e Lisieux, ci spiega le implicazioni di questa proclamazione.

Innanzitutto, ci potete spiegare chi è un Dottore della Chiesa ?

Mons. Guy Gaucher : Sono necessarie tre condizioni per proclamare un Dottore della Chiesa.

  • Inizialmente : essere un santo canonizzato.
  • La seconda, la più importante e più rigorosa : aver portato alla Chiesa un contributo di dottrina detta eminente, vale a dire che ha del peso e che è utile alla Chiesa universale. Non si tratta di qualcosa di totalmente nuovo, perché di fatto non c’è niente di nuovo da aggiungere al Vangelo. Ma la Chiesa vive nella Storia. E’ apportare qualcosa a un momento storico della Chiesa, qualcosa nella dinamica della Chiesa universale, e che sia riconosciuto come un apporto teologico e spirituale molto importante.

Questa dottrina deve essere, in seguito, proposta : concretamente, questa passa per ciò che si chiama una “positio”, vale a dire un dossier che vuole giustificare la domanda di Dottorato.

Questa "positio" è esaminata da tre istanze : dai teologi della Congregazione della Fede, dai teologi della Congregazione dei Santi e dai cardinali di entrambe le Congregazioni. Superati questi tre "esami", la richiesta passa al Santo Padre.

  • E la terza condizione, è infine la dichiarazione di Dottorato del Santo Padre.

Come si è posta per Teresa la questione del Dottorato ?

Mons. G. : La storia del Dottorato di Teresa è una storia di lunga data. Si può dire che risalga a Teresa stessa, poiché ella aveva desiderato essere dottore : “Sento la vocazione di Guerriero, di Prete, di Apostolo, di Martire (…) Malgrado la mia piccolezza, vorrei illuminare le anime come i Profeti, i Dottori… “ (MsB 2v°-3r°)

Nella Chiesa, la questione è scaturita subito dopo la sua canonizzazione. Dal 1926-27, laici, preti, abati e vescovi di tutto il mondo, non solo francesi, auspicavano che santa Teresa fosse proclamata Dottore della Chiesa.

Nel 1932, durante un congresso che ebbe luogo a Lisieux per l’inaugurazione della cripta, Padre Desbuquois, un gesuita molto conosciuto, si augurò che Teresa fosse proclamata Dottore della Chiesa, e ne giustificò anche le ragioni. Il congresso applaudì convinto e, il giorno dopo, il giornale La Croix riportò la notizia.

Fu preparato un dossier, una specie di "positio" prima della lettera di petizione del Dottorato, e inviato a Pio XI. Questo Papa era un grande teresiano poiché ha beatificato, canonizzato e proclamato Teresa “patrona delle Missioni”. Ma negò il Dottorato perché era una donna. Aveva già rifiutato il Dottorato di Teresa d’Avila per la stessa ragione. Forse i tempi non erano maturi ?

Il Papa lasciò il caso a suoi successori. Padre Desbuquois, da buon gesuita, obbedì prontamente, dicendo : “Un giorno, vedrete, Teresa sarà Dottore…”.

Nel 1970, si verificò un avvenimento di importanza capitale : Paolo VI proclamò due donne Dottori : Teresa d’Avila e Caterina da Siena. Fu un avvenimento di grande importanza, di cui sfortunatamente, ventisette anni dopo, non si è ancora valutato la portata teologica. Alcuni dissero : "E Teresa ?"

Il Cardinal Garonne, arcivescovo di Toulouse e membro della Curia, tenne una conferenza su Teresa, in occasione del centenario della sua nascita. Disse chiaramente che vedeva molto bene Teresa Dottore.

Poi nel 1981, il Cardinal Etchegaray, presidente della Conferenza Episcopale di Francia, domandò a Roma che Teresa fosse proclamata Dottore.

Per tale motivo, i carmelitani incaricarono il Padre Siméon della Santa Famiglia, postulatore delle cause dei santi.

Voi stesso, avete svolto un ruolo particolare ?

Mons. G : Nel 1989, avendo svolto approfondite ricerche su Teresa ed essendo vescovo ausiliare di Lisieux, Mons. Pican mi incaricò di riprendere il dossier del Dottorato, in collaborazione con Padre Siméon.

Mi sono rivolto all’ordine dei Carmelitani per avere un consiglio ; nel 1991, il loro Capitolo generale ha votato per inoltrare la domanda di Dottorato al Santo Padre.

Sempre nel 1991 a Lourdes, la questione è stata sottoposta ai Vescovi di Francia : anch’essi, sotto la presidenza di Mons. Duval, hanno votato per il Dottorato.

In seguito altre conferenze episcopali hanno votato… Oggi praticamente quarantasette conferenze episcopali nel mondo hanno domandato il Dottorato di Teresa. Ciò è significativo !

Ci sono stati anche laici, preti, religiosi che, non potendo votare, hanno voluto partecipare per mezzo di "petizioni".

Ne parlai alla congregazione dei Santi, ma mi venne risposto che non era possibile proclamare nuovi Dottori in quel momento, essendo i criteri del Dottorato in corso di revisione. La situazione sarebbe rimasta ferma per lungo tempo.

Alla congregazione, hanno accettato che si facesse rapidamente una “positio” che è stata subito preparata, bisogna dirlo, molto seriamente, perché avevamo trent’anni di lavoro alle spalle su questa questione. La “positio” è stata depositata ed è poi passata attraverso i tre esami di cui ho parlato : tutto è andato bene ed è arrivata al Santo Padre.

Bisogna sottolineare che questo non è il classico affare di stato, né del Carmelo. Quanti vescovi e cardinali andando a Roma, per le visite ad limina, hanno chiesto al Santo Padre : “Santissimo Padre, non farete Teresa Dottore ?”

Già nel 1980, quando il Papa venne a Lisieux, una carmelitana glielo aveva domandato. Dunque, il Papa ha udito questa richiesta parecchie volte.

Secondo voi, c’è una posta in gioco particolare al fatto che Teresa, che è una donna, sia proclamata Dottore della Chiesa ?

Mons. G : Sì, penso ci sia una posta particolare in gioco. Il messaggio di Teresa, la spiritualità di Teresa, sono particolarmente adatti al nostro tempo.

E poi, è molto importante nel dibattito circa il ruolo della donna nella Chiesa. Giustamente è il dibattito attorno al Dottorato. Alcuni dicono di amare molto Teresa e la sua santità, ma non può essere proclamata Dottore non avendo scritto trattati di teologia,

Tenendo proprio presente questo punto di vista, per diciannove secoli, non si sono potute avere delle donne Dottore. In effetti, l’istruzione e lo studio erano riservati agli uomini. Già, nel 1973 a Notre-Dame di Parigi, Padre Urs von Balthasar, uno dei grandi teologi di questo secolo, domandò, per il centenario di Teresa, che il corpo degli uomini teologi includesse il contributo delle grandi donne mistiche della Chiesa. Citò anche Ildegarda, Caterina di Siena, Teresa d’Avila, ecc.

Quando si integrerà Teresa alla Teologia, che è rimasta una teologia speculativa e maschile ? Adesso, le donne studiano, ma allora no. Per esempio, Caterina di Siena, nel XIV secolo, morta a trentatre anni, era illetterata. Noi abbiamo un Dottore della Chiesa che non sapeva leggere e scrivere ! Per il suo coraggioso impegno suscitò non poche perplessità ; in più era una mistica. Fu seguita da Raimondo da Capua, domenicano, che era il suo padre spirituale e che divenne Generale dell’Ordine. Intuì che questa donna poteva dire cose interessanti e che la Teologia non è solamente speculativa ma anche simbolica e intuitiva.

San Tommaso d’Aquino mostra che ci sono due vie per parlare di Dio : la via speculativa, di cui si è valso, e la via metaforica, la via simbolica cui appartengono, per ragioni storiche, le donne. Due secoli più tardi, Teresa d’Avila diceva di non sapere niente. Anche lei è stata minacciata dall’Inquisizione. Anche lei è stata salvata dai domenicani, dai gesuiti, che hanno mostrato che non era folle, ma che apportava qualche cosa di rilevante. C’era un atteggiamento anti-femminile molto forte. Le donne erano considerate “ignoranti”, non avevano voce in capitolo. Giovanna d’Arco ne ha subito le conseguenze…

Ma c’è un modo oltre a quello speculativo di parlare di Dio e, come diceva Balthasar, di apportare su Dio luci e intuizioni che spesso gli uomini non hanno visto. Insistette soprattutto sul fatto che nella scoperta della Misericordia, che è il centro del mistero di Dio, le donne si sono spinte oltre la visuale degli uomini.

E’ vero che i santi sono teologi perché hanno sperimentato Dio. Come diceva Julien Green “hanno fatto il cammino”, anche se pretendono di balbettare, perché Dio è Dio e non si sa come parlare di Lui. I santi conoscono meglio il cammino di coloro che fanno teologia. Questo, ben inteso, ci dice che servono dei teologi più speculativi.

Questo significa che Teresa è considerata teologa ?

Mons. G. : Al sinodo del 1990 sulla formazione dei preti, il Cardinale Poupard ha dichiarato che, nel corso degli studi teologici dei seminaristi, non si può non incontrare, in un modo o nell’altro, Teresa di Lisieux. Si è obbligati ad incontrarla : in cristologia, in ecumenismo, in mariologia o in spiritualità.

Penso che il fatto che ella sia Dottore stimolerà all’azione, molto più di prima. Ho svolto personalmente molti insegnamenti teresiani nei seminari e so che la sua dottrina influenza i preti giovani. In quanto Dottore, ciò sarà forse inteso più facilmente.

Teresa ha intuito il senso della Trinità, il senso dell’Incarnazione, il legame del Padre e del Figlio. Ha ritrovato la Chiesa come luogo di comunione e d’amore in cui lo Spirito Santo precede tutti. Ha aperto un cammino di santità per tutti, anche se sono semplici, se hanno fiducia in Dio. Perché la Speranza è una virtù fondamentale per il nostro mondo. Ha ritrovato una mariologia che anticipa quella del Vaticano II, una Vergine Maria che ha avuto fede, che ha seguito suo Figlio, dall’Annunciazione al Calvario.

Nel Concilio Vaticano II, Teresa non è mai nominata, come del resto Teresa d’Avila. Non si sono citati i santi moderni, ma i Padri. E’ il modo di fare di un concilio. Ma teologi hanno affermato che Teresa era presente. Sono stati scritti articoli per dimostrare che le grandi intuizioni della teologia di Teresa erano presenti nel Vaticano II.

Ma, nel Catechismo della chiesa Cattolica, pubblicato nel 1992, ella è citata sei volte e sempre in punti strategici. Vi si trovano Teresa d’Avila, Caterina di Siena e altre donne, ma Teresa è la più citata di tutte le donne. E’ un segnale forte e pieno di speranza.

  • Angelus del Santo Padre, Domenica, 24 agosto 1997, Ippodromo di Longchamp, Messa di chiusura della GMG
  • Lettera apostolica, Per la proclamazione di Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, « Dottore della Chiesa universale »
Angelus del Papa Giovanni Paolo II

Nel momento di chiudere questa Giornata mondiale in Francia, tengo a evocare la grande figura di santa Teresa di Lisieux, entrata nella Vita da cento anni.Questa giovane carmelitana fu interamente afferrata dall’Amore di Dio. Visse radicalmente l’offerta di se stessa in risposta all’Amore di Dio. Nella semplicità della vita quotidiana seppe ugualmente praticare l’amore fraterno. A imitazione di Gesù, accettò di “sedersi” alla tavola dei peccatori, suoi “fratelli”, affinchè siano purificati dall’amore, perché lei era mossa dall’ardente desiderio di vedere tutti gli uomini ”illuminati dalla luminosa fiaccola della fede” (Ms C, 6r°).

Teresa ha conosciuto la sofferenza nel suo corpo e la prova nella sua fede. Ma è rimasta fedele perché, nella sua grande intelligenza spirituale, sapeva che Dio è giusto e misericordioso ; ella intuì che l’Amore è ricevuto da Dio più che non dato dall’uomo. Fino al termine della notte, mise la sua speranza in Gesù, il Servo sofferente che consegnò la sua vita per la moltitudine (cf. Is 53,12).

Il libro dei Vangeli non lasciava mai Teresa (cf. lettera 193). Ne penetra il messaggio con straordinaria sicurezza di giudizio. Ella comprende che nella vita di Dio, Padre, Figlio e Spirito, “amore e verità si incontrano” (Sal 85 (84),11). In pochi anni, percorre “una corsa da giganti” (Ms A, 44 v°). Scopre che la sua vocazione è di essere nel Cuore della Chiesa l’amore stesso. Teresa, umile e povera, traccia “la piccola via” dei bambini che si rimettono al Padre con una “audace fiducia”. Centro del suo messaggio, la sua attitudine spirituale è proposta a tutti i fedeli.

L’insegnamento di Teresa, vera scienza dell’amore, è l’espressione luminosa della sua conoscenza del mistero di Cristo e della sua esperienza personale della grazia ; ella aiuta gli uomini e le donne d’oggi, e aiuterà quelli di domani, a percepire meglio i doni di Dio e a diffondere la Buona Novella del suo Amore infinito.

Carmelitana e apostolo, maestra di saggezza spirituale per molte persone consacrate o laiche, patrona delle missioni, santa Teresa occupa un posto di primo piano nella Chiesa. La sua dottrina eminente merita di essere riconosciuta tra le più feconde.

Rispondendo a numerose richieste, dopo studi attenti, ho la gioia di annunciare che, la domenica delle missioni, il 19 ottobre 1997, nella Basilica di San Pietro a Roma, proclamerò santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, Dottore della Chiesa.

Mi è caro annunciare pubblicamente e solennemente questo atto qui, perché il messaggio di santa Teresa, santa giovane e presente nel nostro tempo, conviene particolarmente a voi, a voi giovani : alla scuola del Vangelo, ella vi apre il cammino della maturità cristiana ; ella vi chiama ad una infinità generosità ; ella vi invita a rimanere nel “cuore” della Chiesa discepoli e testimoni ardenti della carità di Cristo.

Lettera apostolica del Papa Giovanni Paolo II

per la proclamazione di Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo

DOTTORE DELLA CHIESA UNIVERSALE

1. LA SCIENZA DELLAMORE DIVINO, che il Padre delle misericordie effonde mediante Gesù Cristo nello Spirito Santo, è un dono, concesso ai piccoli e agli umili, perché conoscano e proclamino i segreti del Regno, nascosti ai dotti e ai sapienti ; per questo Gesù ha esultato nello Spirito Santo, rendendo lode al Padre, che così ha disposto (cfr Lc 10, 21-22 ; Mt 11,25-26).

Gioisce pure la Madre Chiesa nel costatare come, lungo il corso della storia, il Signore continui a rivelarsi ai piccoli e agli umili, abilitando i suoi eletti, per mezzo dello Spirito che « scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio » (1 Cor 2, 10), a parlare delle cose « che Dio ci ha donato…, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali » (1 Cor 2,12.13). In questo modo lo Spirito Santo guida la Chiesa verso la verità tutta intera, la provvede di diversi doni, la abbellisce dei suoi frutti, la ringiovanisce con la forza del Vangelo e la rende capace di scrutare i segni dei tempi, per rispondere sempre meglio alla volontà di Dio (cfr Lumen gentium, n.4.12 ; Gaudium et spes, n.4).

Fra i piccoli, ai quali sono stati manifestati in una maniera del tutto speciale i segreti del Regno, splende Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto, monaca professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi, della quale ricorre quest’anno il centenario dell’ingresso nella patria celeste.

Durante la sua vita, Teresa ha scoperto « luci nuove, significati nascosti e misteriosi » (Ms A 83 v°) e ha ricevuto dal Maestro divino quella « scienza dell’amore » che ha poi manifestato con particolare originalità nei suoi scritti (cfr Ms B 1r°). Tale scienza è l’espressione luminosa della sua conoscenza del mistero del Regno e della sua esperienza personale della grazia. Essa può essere considerata come un carisma particolare di sapienza evangelica che Teresa, come altri santi e maestri della fede, ha attinto nella preghiera (cfr Ms C 36 r°).

2. NEL NOSTRO SECOLO, rapida, universale e costante è stata la recezione dell’esempio della sua vita e della sua dottrina evangelica. Quasi ad imitazione della sua precoce maturazione spirituale, la sua santità è stata riconosciuta dalla Chiesa nello spazio di pochi anni. Infatti, il 10 giugno 1914 Pio X firmava il decreto d’introduzione della causa di beatificazione, il 14 agosto 1921 Benedetto XV dichiarava l’eroicità delle virtù della Serva di Dio, pronunciando per l’occasione un discorso sulla via dell’infanzia spirituale e Pio XI la proclamava Beata il 29 aprile 1923. Poco più tardi, il 17 maggio 1925, il medesimo Papa, davanti ad un’immensa folla, la canonizzava nella Basilica di San Pietro, mettendone in risalto lo splendore delle virtù nonché l’originalità della dottrina e due anni dopo, il 14 dicembre 1927, accogliendo la petizione di molti vescovi missionari, la proclamava, insieme a San Francesco Saverio, Patrona delle missioni.

A partire da tali riconoscimenti, l’irraggiamento spirituale di Teresa di Gesù Bambino è cresciuto nella Chiesa e si è dilatato nel mondo intero. Molti istituti di vita consacrata e movimenti ecclesiali, specialmente nelle giovani Chiese, l’hanno scelta come patrona e maestra, ispirandosi alla sua dottrina spirituale. Il suo messaggio, spesso sintetizzato nella cosiddetta « piccola via », che non è altro che la via evangelica della santità per tutti, è stato oggetto di studio da parte di teologi e cultori della spiritualità. Sono state innalzate e dedicate al Signore, sotto il patrocinio della Santa di Lisieux, cattedrali, basiliche, santuari e chiese in tutto l’orbe. Il suo culto è celebrato dalla Chiesa Cattolica nei diversi riti di Oriente e di Occidente. Molti fedeli hanno potuto sperimentare la forza della sua intercessione. Tanti, chiamati al ministero sacerdotale o alla vita consacrata, specialmente nelle missioni e nel chiostro, attribuiscono la grazia divina della vocazione alla sua intercessione ed al suo esempio.

3. I PASTORI DELLA CHIESA, incominciando dai miei predecessori, i Sommi Pontefici di questo secolo, che hanno proposto la sua santità ad esempio per tutti, hanno pure messo in rilievo che Teresa è maestra di vita spirituale mediante una dottrina, insieme semplice e profonda, che ella ha attinto alle sorgenti del Vangelo sotto la guida del Maestro divino ed ha poi comunicato ai fratelli e sorelle nella Chiesa con vastissima efficacia (cfr Ms B 2 v°-3 r°).

Questa dottrina spirituale ci è stata trasmessa soprattutto dalla sua autobiografia che, desunta dai tre manoscritti da lei redatti negli ultimi anni della sua vita e pubblicata un anno dopo la sua morte con il titolo Histoire d’une Ame (Lisieux 1898), ha suscitato uno straordinario interesse fino ai nostri giorni. Questa autobiografia, tradotta insieme agli altri suoi scritti in circa cinquanta lingue, ha fatto conoscere Teresa in tutte le regioni del mondo, anche fuori della Chiesa cattolica. Ad un secolo di distanza dalla sua morte, Teresa di Gesù Bambino, continua ad essere riconosciuta come una delle grandi maestre di vita spirituale del nostro tempo.

4. NON DESTA PERCIÒ MERAVIGLIA CHE MOLTE PETIZIONI siano state presentate alla Sede Apostolica , affinché fosse insignita del titolo di Dottore della Chiesa universale.

Da qualche anno, e in modo speciale all’avvicinarsi della lieta ricorrenza del primo centenario della sua morte, tali richieste sono giunte sempre più numerose anche da parte di Conferenze Episcopali ; inoltre si sono svolti Congressi di studio e abbondano le pubblicazioni che mettono in rilievo come Teresa di Gesù Bambino possieda una straordinaria sapienza ed aiuti con la sua dottrina tanti uomini e donne di ogni condizione a conoscere e ad amare Gesù Cristo ed il suo Vangelo. Alla luce di questi dati ho deciso di fare attentamente studiare se la Santa di Lisieux avesse i requisiti per poter essere insignita del titolo di Dottore della Chiesa Universale.

5. MI È CARO, IN QUESTO CONTESTO, RICORDARE BREVEMENTE ALCUNI MOMENTI DELLA VITA DI TERESA DI GESÙ BAMBINO. Nasce ad Alençon in Francia il 2 gennaio 1873. È battezzata due giorni più tardi nella Chiesa di Notre-Dame, ricevendo i nomi di Maria Francesca Teresa. I suoi genitori sono Louis Martin e Zélie Guérin, dei quali ho recentemente riconosciuto l’eroicità delle virtù. Dopo la morte della madre, avvenuta il 28 agosto 1877, Teresa si trasferisce con tutta la famiglia nella città di Lisieux dove, circondata dall’affetto del padre e delle sorelle, riceve una formazione insieme esigente e piena di tenerezza.

Verso la fine del 1879 si accosta per la prima volta al sacramento della penitenza. Nel giorno di Pentecoste del 1883 ha la singolare grazia della guarigione da una grave malattia, per l’intercessione di nostra Signora delle Vittorie. Educata dalle Benedettine di Lisieux, riceve la prima comunione l’8 maggio 1884, dopo una intensa preparazione, coronata da una singolare esperienza della grazia dell’unione intima con Gesù. Poche settimane più tardi, il 14 giugno dello stesso anno, riceve il sacramento della cresima, con viva consapevolezza di ciò che comporta il dono dello Spirito Santo nella personale partecipazione alla grazia della Pentecoste. Nel Natale del 1886 vive un’esperienza spirituale molto profonda, che qualifica come « completa conversione ». Grazie ad essa, supera la fragilità emotiva conseguente alla perdita della mamma ed inizia « una corsa da gigante » sulla via della perfezione (cfr Ms A 44 v°-45 v°).

Teresa desidera abbracciare la vita contemplativa, come le sue sorelle Paolina e Maria nel Carmelo di Lisieux, ma ne è impedita per la sua giovane età. In occasione di un pellegrinaggio in Italia, dopo aver visitato la Santa Casa di Loreto e i luoghi della Città eterna, nell’udienza concessa dal Papa ai fedeli della diocesi di Lisieux, il 20 novembre 1887, con filiale audacia chiede a Leone XIII di poter entrare nel Carmelo all’età di 15 anni.

Il 9 aprile del 1888 entra nel Carmelo di Lisieux, ove riceve l’abito dell’Ordine della Vergine il 10 gennaio dell’anno seguente ed emette la sua professione religiosa l’8 settembre del 1890, festa della Natività della Vergine Maria. Intraprende nel Carmelo il cammino della perfezione tracciato dalla Madre Fondatrice, Teresa di Gesù, con autentico fervore e fedeltà, nell’adempimento dei diversi uffici comunitari a lei affidati. Illuminata dalla Parola di Dio, provata in modo particolare dalla malattia del suo amatissimo padre, Louis Martin, che muore il 29 luglio del 1894, Teresa si incammina verso la santità, insistendo sulla centralità dell’amore. Scopre e comunica alle novizie affidate alla sue cure la piccola via dell’infanzia spirituale, progredendo nella quale ella penetra sempre di più nel mistero della Chiesa e, attirata dall’amore di Cristo, sente crescere in sé la vocazione apostolica e missionaria che la spinge a trascinare tutti con sé incontro allo Sposo divino.

Il 9 giugno del 1895, nella festa della Santissima Trinità, si offre vittima di olocausto all’Amore misericordioso di Dio. Il 3 aprile dell’anno successivo, nella notte fra il giovedì ed il venerdì santo, ha una prima manifestazione della malattia che la condurrà alla morte. Teresa la accoglie come la misteriosa visita dello Sposo divino. Nello stesso tempo entra nella prova della fede, che durerà fino alla sua morte. Peggiorando la sua salute, a partire dall’8 luglio 1897 viene trasferita in infermeria. Le sue sorelle ed altre religiose raccolgono le sue parole, mentre i dolori e le prove, sopportati con pazienza, si intensificano fino a culminare con la morte, nel pomeriggio del 30 settembre del 1897. « Io non muoio, entro nella vita », aveva scritto ad un suo fratello spirituale, don Bellière (LT 244). Le sue ultime parole « Dio mio, io ti amo » sono il sigillo della sua esistenza.

6. TERESA DI GESÙ BAMBINO CI HA LASCIATO DEGLI SCRITTI che le hanno giustamente meritato la qualifica di maestra di vita spirituale. La sua opera principale rimane il racconto della sua vita nei tre Manoscritti Autobiografici A, B e C, pubblicati dapprima con il titolo, divenuto ben presto celebre, di Storia di un’Anima.

Nel Manoscritto A, redatto dietro richiesta della sorella Agnese di Gesù, allora priora del monastero, ed a lei consegnato il 21 gennaio 1896, Teresa descrive le tappe della sua esperienza religiosa : i primi anni dell’infanzia, specialmente l’evento della sua prima comunione e della cresima, l’adolescenza, fino all’ingresso nel Carmelo e alla sua prima professione.

Il Manoscritto B, redatto durante il ritiro spirituale dello stesso anno su richiesta di sua sorella, Maria del Sacro Cuore, contiene alcune delle pagine più belle, più note e citate della Santa di Lisieux. In esse si manifesta la piena maturità della Santa, che parla della sua vocazione nella Chiesa, Sposa di Cristo e Madre delle anime.

Il Manoscritto C, compilato nel mese di giugno e nei primi giorni del luglio 1897, a pochi mesi dalla sua morte, e dedicato alla priora Maria di Gonzaga, che glielo aveva chiesto, completa i ricordi del Manoscritto A sulla vita al Carmelo. Queste pagine rivelano la sapienza soprannaturale dell’autrice. Di questo periodo finale della sua vita, Teresa traccia alcune esperienze altissime. Essa dedica pagine commoventi alla prova della fede : una grazia di purificazione che la immerge in una lunga e dolorosa notte oscura, rischiarata dalla sua fiducia nell’amore misericordioso e paterno di Dio. Ancora una volta, e senza ripetersi, Teresa fa brillare la scintillante luce del Vangelo

Troviamo qui le pagine più belle da lei dedicate al fiducioso abbandono nelle mani di Dio, all’unità fra amore di Dio e amore del prossimo, alla sua vocazione missionaria nella Chiesa.

Teresa, in questi tre manoscritti diversi, che coincidono in una unità tematica ed in una progressiva descrizione della sua vita e del suo cammino spirituale, ci ha consegnato una originale autobiografia che è la storia della sua anima. Da essa traspare come la sua sia stata un’esistenza nella quale Dio ha offerto un preciso messaggio al mondo, indicando una via evangelica, la « piccola via », che tutti possono percorrere, perché tutti sono chiamati alla santità.

Nelle 266 Lettere che conserviamo, indirizzate ai familiari, alle religiose, ai « fratelli » missionari, Teresa comunica la sua sapienza, sviluppando un insegnamento che costituisce di fatto un profondo esercizio di direzione spirituale delle anime.

Fanno parte dei suoi scritti anche 54 Poesie, alcune delle quali di grande spessore teologico e spirituale, ispirate alla Sacra Scrittura. Fra di esse meritano una speciale menzione Vivere d’Amore !… (P 17) e Perchè ti amo, o Maria ! (P 54), sintesi originale del cammino della Vergine Maria secondo il Vangelo. Vanno aggiunte a questa produzione 8 Pie ricreazioni : composizioni poetiche e teatrali, ideate e rappresentate dalla Santa per la sua comunità a motivo di alcune feste, secondo la tradizione del Carmelo. Fra gli altri scritti è da ricordare una serie di 21 Preghiere. Né si può dimenticare la raccolta delle sue parole, pronunciate durante gli ultimi mesi della vita. Tali parole, di cui si conservano varie redazioni, conosciute anche come Novissima verba, sono ora note con il titolo di Ultimi colloqui.

7. DALLO STUDIO ACCURATO DEGLI SCRITTI DI SANTA TERESA DI GESÙ BAMBINO e dalla risonanza che essi hanno avuto nella Chiesa, si possono cogliere gli aspetti salienti dell’« eminente dottrina », che costituisce l’elemento fondamentale sul quale si basa l’attribuzione del titolo di Dottore della Chiesa.

Risulta innanzitutto l’esistenza di un particolare carisma di sapienza. Questa giovane carmelitana, infatti, senza una speciale preparazione teologica, ma illuminata dalla luce del Vangelo, si sente istruita dal Maestro divino che, come lei dice, è « il Dottore dei Dottori » (Ms A 83 v°), da cui attinge gli « insegnamenti divini » (Ms B 1 r°). Sente che in lei si sono compiute le parole della Scrittura : « Se qualcuno è piccolo venga a me… ; la misericordia è concessa ai piccoli » (Ms B 1 v° ; cfr Pr 9, 4 ; Sap 6,6) e sa di essere stata istruita nella scienza dell’amore, nascosta ai sapienti e ai saggi, che il divino Maestro si è degnato di rivelare a lei, come ai piccoli (Ms A 49 r· ; cfr Lc 10, 21-22). Pio XI, che considerò Teresa di Lisieux come « Stella del suo pontificato », non esitò ad affermare nell’omelia del giorno della sua Canonizzazione, il 17 maggio dell’anno 1925 : « Lo Spirito di verità le aprì e le fece conoscere che è suo costume nascondere ai saggi ed ai sapienti per rivelarlo ai più piccoli. Così, secondo la testimonianza del nostro immediato predecessore, Teresa ha posseduto una scienza tale delle realtà più alte che può mostrare alle anime una via sicura per la salvezza" (AAS 17 [1925] p. 213).

Il suo insegnamento non è solo conforme alla Scrittura e alla fede cattolica, ma eccelle (« eminet ») per la profondità e la sintesi sapienziale raggiunta. La sua dottrina è insieme una confessione della fede della Chiesa, una esperienza del mistero cristiano ed una via alla santità. Teresa offre una sintesi matura della spiritualità cristiana ; unisce la teologia e la vita spirituale, si esprime con vigore ed autorevolezza, con grande capacità di persuasione e di comunicazione, come dimostra la ricezione e la diffusione del suo messaggio nel Popolo di Dio.

L’insegnamento di Teresa esprime con coerenza ed unisce in un insieme armonioso i dogmi della fede cristiana come dottrina di verità ed esperienza di vita. Non si deve a tal proposito dimenticare che l’intelligenza del tesoro della fede trasmesso dagli Apostoli, come insegna il Concilio Vaticano II, progredisce nella Chiesa sotto l’assistenza dello Spirito Santo : « Infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, sia con la riflessione e lo studio dei credenti che le meditano in cuor loro (cfr. Lc 2,19 e 51), sia con l’esperienza data da una più profonda intelligenza delle cose spirituali, sia per la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma sicuro di verità ». (Dei Verbum, n. 8).

Negli scritti di Teresa di Lisieux non troviamo forse, come in altri Dottori, una presentazione scientificamente elaborata delle cose di Dio, ma possiamo scorgere un’illuminata testimonianza della fede che, mentre accoglie con fiducioso amore la condiscendenza misericordiosa di Dio e la salvezza in Cristo, rivela il mistero e la santità della Chiesa.

Con ragione quindi si può riconoscere nella Santa di Lisieux il carisma di Dottore della Chiesa, sia per il dono dello Spirito Santo che ha ricevuto per vivere ed esprimere la sua esperienza di fede, sia per la particolare intelligenza del mistero di Cristo. In lei convergono i doni della legge nuova, la grazia cioè dello Spirito Santo, che si manifesta nella fede viva operante per mezzo della carità (cfr S. Thomas Aquinas, Summa Theol. I-II, q. 106, art. 1 ; q. 108, art. 1). Possiamo applicare a Teresa di Lisieux quanto ebbe a dire il mio predecessore Paolo VI di un’altra giovane santa, Dottore della Chiesa, Caterina da Siena : « Ciò che più colpisce nella Santa è la sapienza infusa, cioè la lucida, profonda e inebriante assimilazione delle verità divine e dei misteri della fede […] : una assimilazione, favorita, sì, da doti naturali singolarissime, ma evidentemente prodigiosa, dovuta ad un carisma di sapienza dello Spirito Santo » (AAS 62 (1970) p. 675).

8. CON LA SUA PECULIARE DOTTRINA ED IL SUO INCONFONDIBILE STILE, Teresa appare come un’autentica maestra della fede e della vita cristiana. Attraverso i suoi scritti, come attraverso le asserzioni dei Santi Padri, passa quella vivificante linfa della tradizione cattolica le cui ricchezze, come attesta ancora il Vaticano II, « passano nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e che prega » (Dei Verbum, n. 8).

La dottrina di Teresa di Lisieux, se colta nel suo genere letterario, corrispondente alla sua educazione e alla sua cultura, e se misurata con le particolari circostanze della sua epoca, appare in una provvidenziale unità con la più genuina tradizione della Chiesa, sia per la confessione della fede cattolica sia per la promozione della più autentica vita spirituale, proposta a tutti i fedeli in un linguaggio vivo e accessibile.

Ella ha fatto risplendere nel nostro tempo il fascino del Vangelo ; ha avuto la missione di far conoscere ed amare la Chiesa, Corpo mistico di Cristo ; ha aiutato a guarire le anime dai rigori e dalle paure della dottrina giansenista, più incline a sottolineare la giustizia di Dio che non la sua divina misericordia. Ha contemplato ed adorato nella misericordia di Dio tutte le perfezioni divine, perché « perfino la giustizia di Dio (e forse più di ogni altra perfezione) mi sembra rivestita d’amore » (Ms A 83 v°). È divenuta così un’icona vivente di quel Dio che, secondo la preghiera della Chiesa, « rivela la sua onnipotenza soprattutto con la misericordia ed il perdono » (cfr Messale Romano, Colletta XXVI « per annum »).

Anche se Teresa non ha un vero e proprio corpo dottrinale, tuttavia particolari fulgori di dottrina si sprigionano dai suoi scritti che, come per un carisma dello Spirito Santo, colgono il centro stesso del messaggio della rivelazione in una visione originale ed inedita, presentando un insegnamento qualitativamente eminente.

Il nucleo del suo messaggio, infatti, è il mistero stesso di Dio Amore, di Dio Trinità, infinitamente perfetto in se stesso. Se la genuina esperienza spirituale cristiana deve coincidere con le verità rivelate, nelle quali Dio comunica se stesso e il mistero della sua volontà (cfr Dei Verbum, n.2), occorre affermare che Teresa ha fatto esperienza della divina rivelazione, giungendo a contemplare le realtà fondamentali della nostra fede unite nel mistero della vita trinitaria. Al vertice, come sorgente e termine, l’amore misericordioso delle tre Divine Persone, come essa lo esprime, specialmente nel suo Atto di offerta all’Amore misericordioso. Alla base, dalla parte del soggetto, l’esperienza di essere figli adottivi del Padre in Gesù ; tale è il senso più autentico dell’infanzia spirituale, cioè l’esperienza della figliolanza divina sotto la mozione dello Spirito Santo. Alla base ancora e di fronte a noi, il prossimo, gli altri, alla cui salvezza dobbiamo collaborare con e in Gesù, con lo stesso suo amore misericordioso.

Mediante l’infanzia spirituale si sperimenta che tutto viene da Dio, a Lui ritorna e in Lui dimora, per la salvezza di tutti, in un mistero di amore misericordioso. Tale è il messaggio dottrinale insegnato e vissuto da questa Santa.. Come per i santi della Chiesa di tutti i tempi, anche per lei, nella sua esperienza spirituale, centro e pienezza della rivelazione è Cristo. Teresa ha conosciuto Gesù, lo ha amato e lo ha fatto amare con la passione di una sposa. È penetrata nei misteri della sua infanzia, nelle parole del suo Vangelo, nella passione del Servo sofferente, scolpita nel suo Volto santo, nello splendore della sua esistenza gloriosa, nella sua presenza eucaristica. Ha cantato tutte le espressioni della divina carità di Cristo, come sono proposte dal Vangelo (cfr PN 24, Gesù, mio Diletto, ricordati !).

Teresa è stata illuminata in maniera particolare sulla realtà del Corpo mistico di Cristo, sulla varietà dei suoi carismi, doni dello Spirito Santo, sulla forza eminente della carità, che è come il cuore stesso della Chiesa, nella quale ella ha trovato la sua vocazione di contemplativa e di missionaria (cfr Ms B 2 r°- 3 v°).

Finalmente, fra i capitoli più originali della sua scienza spirituale è da ricordare la sapiente esplorazione che Teresa ha sviluppato del mistero e del cammino della Vergine Maria, giungendo a risultati molto vicini alla dottrina del Concilio Vaticano II nel cap. VIII della Costituzione Lumen Gentium e a quanto io stesso ho proposto nella mia Enciclica Redemptoris Mater, del 25 marzo 1987.

9. LA PRINCIPALE SORGENTE della sua esperienza spirituale e del suo insegnamento è la Parola di Dio, nell’Antico e nel Nuovo Testamento. Lei stessa lo confessa, specialmente mettendo in rilievo il suo appassionato amore per il Vangelo (cfr Ms A 83 v·). Nei suoi scritti si contano oltre mille citazioni bibliche : più di quattrocento dall’Antico e oltre seicento dal Nuovo Testamento.

Malgrado la preparazione inadeguata e la mancanza di strumenti per lo studio e l’interpretazione dei libri sacri, Teresa si è immersa nella meditazione della Parola di Dio con una fede ed una immediatezza singolari. Sotto l’influsso dello Spirito ha raggiunto per sé e per gli altri una profonda conoscenza della rivelazione. Con la sua concentrazione amorosa sulla Scrittura - avrebbe perfino voluto conoscere l’ebraico ed il greco per meglio capire lo spirito e la lettera dei libri sacri -, ha fatto vedere l’importanza che le sorgenti bibliche hanno nella vita spirituale, ha messo in risalto l’originalità e la freschezza del Vangelo, ha coltivato con sobrietà l’esegesi spirituale della Parola di Dio, tanto dell’Antico come del Nuovo Testamento. Ha così scoperto tesori nascosti, appropriandosi parole ed episodi, a volte non senza audacia soprannaturale, come quando, leggendo i testi di Paolo (cfr 1 Cor 12-13), ha intuito la sua vocazione all’amore (cfr Ms B 3r°-3v°). Illuminata dalla Parola rivelata, Teresa ha scritto pagine geniali sull’unità fra l’amore di Dio e l’amore del prossimo (cfr Ms C 11 v°- 19 rà) ; e si è immedesimata con la preghiera di Gesù nell’ultima Cena, come espressione della sua intercessione per la salvezza di tutti (cfr Ms C 34 r°-35 r°).

La sua dottrina coincide, come già detto, con l’insegnamento della Chiesa. Fin da bambina, è stata educata dai familiari alla partecipazione alla preghiera e al culto liturgico. In preparazione alla sua prima confessione, alla prima comunione e al sacramento della cresima, ha dimostrato un amore straordinario per le verità della fede, ed ha imparato quasi parola per parola il Catechismo (cfr Ms A 37 r°-37 v°. Alla fine della sua vita ha scritto con il proprio sangue il Simbolo degli Apostoli, come espressione del suo attaccamento senza riserve alla professione di fede.

Oltre che con le parole della Scrittura e la dottrina della Chiesa, Teresa si è nutrita fin da giovane con l’insegnamento dell’Imitazione di Cristo, che, come confessa lei stessa, sapeva quasi a memoria (cfr Ms A 47 r·). Sono stati determinanti per la realizzazione della sua vocazione carmelitana i testi spirituali della Madre Fondatrice, Teresa di Gesù, specialmente quelli che espongono il senso contemplativo ed ecclesiale del carisma del Carmelo teresiano (cfr Ms C 33 v·). Ma in un modo del tutto speciale Teresa si è nutrita della dottrina mistica di San Giovanni della Croce, che è stato il suo vero maestro spirituale (cfr Ms A 83 r·). Non è quindi da meravigliarsi se alla scuola di questi due Santi, dichiarati posteriormente Dottori della Chiesa, anche lei, ottima discepola, sia diventata Maestra di vita spirituale.

10. LA DOTTRINA SPIRITUALE DI TERESA DI LISIEUX ha contribuito alla dilatazione del Regno di Dio. Con il suo esempio di santità, di perfetta fedeltà alla Madre Chiesa, di piena comunione con la Sede di Pietro, come pure con le particolari grazie da lei impetrate per molti fratelli e sorelle missionari, ha prestato un particolare servizio alla rinnovata proclamazione ed esperienza del Vangelo di Cristo e all’estensione della fede cattolica in tutte le nazioni della terra.

Non occorre dilungarci molto sull’universalità della dottrina teresiana e sull’ampia ricezione del suo messaggio durante il secolo che ci separa dalla sua morte : ciò è stato ben documentato negli studi compiuti in vista del conferimento del titolo di Dottore della Chiesa alla Santa.

Particolare importanza a questo proposito riveste il fatto che lo stesso Magistero della Chiesa non solo ha riconosciuto la santità di Teresa, ma ha pure messo in luce la sua sapienza e la sua dottrina. Già Pio X disse di lei che era « la santa più grande dei tempi moderni ». Accogliendo con gioia la prima edizione italiana della Storia di un anima, egli ebbe ad esaltare i frutti che si ricavano dalla spiritualità teresiana. Benedetto XV, in occasione della proclamazione della eroicità delle virtù della Serva di Dio, illustrò la via dell’infanzia spirituale e lodò la scienza delle realtà divine, concessa da Dio a Teresa, per insegnare agli altri le vie della salvezza (cfr AAS 13 [1921] 449-452). Pio XI, in occasione sia della sua beatificazione sia della canonizzazione, volle esporre e raccomandare la dottrina della Santa, sottolineando la particolare illuminazione divina (Discorsi di Pio XI, vol. I, Torino 1959, p. 91) e qualificandola maestra di vita (cfr AAS 17 [1925] pp. 211-214). Pio XII, quando fu consacrata la Basilica di Lisieux nel 1954, affermò, fra l’altro, che Teresa era penetrata con la sua dottrina nel cuore stesso del Vangelo (cfr AAS 46 [1954] pp. 404-408). Il Card. Angelo Roncalli, futuro Papa Giovanni XXIII, visitò diverse volte Lisieux, specialmente quando era Nunzio a Parigi. Durante il suo pontificato manifestò in varie circostanze la sua devozione per la Santa e illustrò i rapporti fra la dottrina della Santa di Avila e della sua figlia, Teresa di Lisieux (Discorsi, Messaggi, Colloqui, vol. II [1959-1960] pp. 771-772).

Più volte, durante la celebrazione del Concilio Vaticano II, i Padri evocarono il suo esempio e la sua dottrina. Paolo VI, nel centenario della sua nascita, indirizzava il 2 gennaio 1973 una Lettera al Vescovo di Bayeux e Lisieux, nella quale esaltava l’esempio di Teresa nella ricerca di Dio, la proponeva come maestra della preghiera e della speranza teologale, modello di comunione con la Chiesa, additando lo studio della sua dottrina ai maestri, agli educatori, ai pastori e agli stessi teologi (cfr AAS 65 [1973] pp. 12-15). Io stesso, in varie circostanze, ho avuto la gioia di riferirmi alla figura e alla dottrina della Santa, in modo speciale in occasione dell’indimenticabile visita a Lisieux, il 2 giugno 1980, quando ho voluto ricordare a tutti : « Di Teresa di Lisieux, si può dire con convinzione che lo Spirito di Dio ha permesso al suo cuore di rivelare direttamente, agli uomini del nostro tempo, il mistero fondamentale, la realtà del Vangelo […] La « piccola via » è la via della « santa infanzia ». In questa via, c’è qualcosa di unico, un genio di santa Teresa di Lisieux. Nello stesso tempo c’è la conferma ed il rinnovamento della verità fondamentale e universale. Quale verità del messaggio evangelico è infatti più fondamentale e più universale di questa : Dio è nostro Padre e noi siamo i suoi bambini ? » (Insegnamenti di Giovanni Paolo II, vol. III/1 [1980] p. 1659).

Questi semplici cenni ad un’ininterrotta serie di testimonianze dei Papi di questo secolo sulla santità e la dottrina di Santa Teresa di Gesù Bambino e alla universale diffusione del suo messaggio, esprimono chiaramente quanto la Chiesa abbia accolto, nei suoi pastori e nei suoi fedeli, la dottrina spirituale di questa giovane Santa.

Segno della ricezione ecclesiale dell’insegnamento della Santa è il ricorso alla sua dottrina in molti documenti del Magistero ordinario della Chiesa, specialmente quando si parla della vocazione contemplativa e missionaria, della fiducia in Dio giusto e misericordioso, della gioia cristiana, della vocazione alla santità. Ne è una testimonianza la presenza della sua dottrina nel recente Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 127, 826, 956, 1011, 2011, 2558). Colei che tanto amò imparare nel catechismo le verità della fede, ha meritato di essere annoverata fra i testimoni autorevoli della dottrina cattolica

Teresa possiede una universalità singolare. La sua persona, il messaggio evangelico della « piccola via » della fiducia e dell’infanzia spirituale hanno trovato e continuano a trovare un’accoglienza sorprendente, che ha varcato ogni confine.L’influsso del suo messaggio comprende prima di tutto uomini e donne la cui santità o eroicità delle virtù la stessa Chiesa ha riconosciuto, pastori della Chiesa, cultori della teologia e della spiritualità, sacerdoti e seminaristi, religiosi e religiose, movimenti ecclesiali e comunità nuove, uomini e donne di ogni condizione e di ogni continente. A tutti Teresa reca la sua personale conferma che il mistero cristiano, di cui è diventata testimone ed apostola facendosi nella preghiera, come ella si esprime con audacia, « apostola degli apostoli » (Ms A 56 r·), deve essere preso alla lettera, con il più grande realismo possibile, perché ha un valore universale nel tempo e nello spazio. La forza del suo messaggio sta nella concreta illustrazione di come tutte le promesse di Gesù trovino piena attuazione nel credente che sa con fiducia accogliere nella propria vita la presenza salvatrice del Redentore.

11. TUTTE QUESTE RAGIONI sono chiara testimonianza dell’attualità della dottrina della Santa di Lisieux e della particolare incidenza del suo messaggio sugli uomini e sulle donne del nostro secolo. Concorrono inoltre alcune circostanze che rendono ancor più significativa la sua designazione quale Maestra per la Chiesa nel nostro tempo.

Innanzitutto, Teresa è una donna che, nell’accostarsi al Vangelo, ha saputo cogliere ricchezze nascoste con quella concretezza e profonda risonanza vitale e sapienziale che è propria del genio femminile. Ella emerge per la sua universalità nella schiera delle donne sante che risplendono per la sapienza del Vangelo.

Teresa è, poi, una contemplativa. Nel nascondimento del suo Carmelo ha vissuto la grande avventura dell’esperienza cristiana, fino a conoscere la lunghezza, la larghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo (cfr Ef 3, 18-19). Dio ha voluto che non rimanessero nascosti i suoi segreti, ma ha abilitato Teresa a proclamare i segreti del Re (cfr Ms C 2 v°). Con la sua vita Teresa offre una testimonianza ed un’illustrazione teologica della bellezza della vita contemplativa, come totale dedicazione a Cristo, Sposo della Chiesa, e come affermazione viva del primato di Dio su tutte le cose. La sua è una vita nascosta che possiede una arcana fecondità per la dilatazione del Vangelo e riempie la Chiesa ed il mondo del buon odore di Cristo (cfr LT 169, 2 v°).

Teresa di Lisieux, infine, è una giovane. Essa ha raggiunto la maturità della santità in piena giovinezza (cfr Ms C 4 r·). Come tale si propone quale Maestra di vita evangelica, particolarmente efficace nell’illuminare i sentieri dei giovani, ai quali spetta di essere protagonisti e testimoni del Vangelo presso le nuove generazioni.

Non solo Teresa di Gesù Bambino è il Dottore della Chiesa più giovane in età, ma pure il più vicino a noi nel tempo, quasi a sottolineare la continuità con la quale lo Spirito del Signore invia alla Chiesa i suoi messaggeri, uomini e donne, come maestri e testimoni della fede. Infatti, qualunque siano le variazioni che si possono constatare nel corso della storia e nonostante le ripercussioni che esse sogliono avere nella vita e nel pensiero delle persone delle singole epoche, non dobbiamo perdere di vista la continuità che unisce tra loro i Dottori della Chiesa : essi restano, in ogni contesto storico, testimoni del Vangelo che non muta e, con la luce e la forza che loro viene dallo Spirito, se ne fanno messaggeri tornando ad annunciarlo nella sua purezza ai contemporanei. Teresa è Maestra per il nostro tempo, assetato di parole vive ed essenziali, di testimonianze eroiche e credibili. Perciò è amata e accolta anche da fratelli e da sorelle delle altre comunità cristiane e perfino da chi neppure è cristiano.

12. IN QUESTANNO, IN CUI SI CELEBRA IL CENTENARIO DELLA GLORIOSA MORTE DI TERESA DI GESÙ BAMBINO DEL VOLTO SANTO, mentre ci prepariamo alla celebrazione del Grande Giubileo del 2000, dopo aver ricevuto numerose ed autorevoli petizioni, specialmente da parte di molte Conferenze Episcopali di tutto il mondo, e dopo aver accolto la petizione ufficiale, o Supplex Libellus, indirizzatami in data 8 marzo 1997 dal Vescovo di Bayeux e Lisieux, come pure da parte del Preposito Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo e da parte del Postulatore Generale del medesimo Ordine, decisi di affidare alla Congregazione delle Cause dei Santi competente in materia, « dopo aver ottenuto l’avviso della Congregazione per la Dottrina della Fede per ciò che concerne l’eminenza della dottrina » (Cost. Apost. Pastor bonus, 73), il peculiare studio della causa per il conferimento del Dottorato a questa Santa.

Raccolta la necessaria documentazione, le suddette due Congregazioni hanno affrontato la questione nelle rispettive Consulte : quella della Congregazione per la Dottrina della Fede il 5 maggio 1997, per quanto riguarda la « eminente dottrina », e quella della Congregazione delle Cause dei Santi il 29 maggio dello stesso anno, per esaminare la speciale « Positio ». Il 17 giugno successivo, i Cardinali ed i Vescovi membri delle stesse Congregazioni, seguendo una procedura da me approvata per l’occasione, si sono riuniti in una Sessione Interdicasteriale plenaria ed hanno discusso la Causa, esprimendo all’unanimità parere favorevole alla concessione a Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo del titolo di Dottore della Chiesa universale. Tale parere mi è stato notificato personalmente dal Signor Cardinale Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, e dal Pro-Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, Mons. Alberto Bovone, Arcivescovo titolare di Cesarea di Numidia.

In considerazione di ciò, il 24 agosto scorso, al momento della preghiera dell’Angelus, alla presenza di centinaia di Vescovi e davanti ad una sterminata folla di giovani di tutto il mondo, radunata a Parigi per la XII Giornata Mondiale della Gioventù, ho voluto personalmente annunciare l’intenzione di proclamare Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo Dottore della Chiesa universale in occasione della celebrazione della Giornata Mondiale delle Missioni [in Roma].

Oggi, 19 ottobre 1997, nella Piazza San Pietro, gremita di fedeli convenuti da ogni parte del mondo, essendo presenti numerosi Cardinali, Arcivescovi e Vescovi, durante la solenne celebrazione eucaristica ho proclamato Dottore della Chiesa universale Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto con queste parole :

Venendo incontro ai desideri di un grande numero di Fratelli nell’Episcopato e di moltissimi fedeli di tutto il mondo, udito il parere della Congregazione delle Cause dei Santi ed ottenuto il voto della Congregazione per la Dottrina della Fede in ciò che attiene l’eminente dottrina, con certa conoscenza e matura deliberazione, in forza della piena autorità apostolica, dichiariamo Santa Teresa di Gesù Bambino e del Santo Volto, vergine, Dottore della Chiesa universale. Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.

Dato a Roma, presso San Pietro, sotto l’anello del Pescatore, il 19 del mese di ottobre dell’anno del Signore 1997, ventesimo di Pontificato.

Compiuto ciò nel modo dovuto, stabiliamo che questa Lettera Apostolica sia religiosamente conservata ed abbia pieno effetto sia ora che in futuro ; e che inoltre così giustamente si giudichi e si definisca, e sia vano e senza fondamento quanto di diverso intorno a ciò possa essere attentato da chiunque, con qualsivoglia autorità, scientemente o per ignoranza.

Luoghi teresiani

A Lisieux, i luoghi legati a santa Teresa

I Buissonnets

I Buissonnets (1877 - 1888)

Nel novembre 1877, poco dopo il decesso della signora Martin, la famiglia si stabilisce a Lisieux in questa casa presa in affitto, che si trova un po’ fuori dalla città, sulla strada per Pont-l’Evêque, nel vicolo « Chemin du Paradis ». Teresa Martin vi passerà undici anni della sua vita fino all’entrata in Carmelo.

La prima impressione che colpisce il pellegrino, entrando ai Buissonnets, è un’atmosfera di calma e di pace. In questo clima sereno, egli immagina spontaneamente una Teresa felice di vivere, circondata dall’affetto del papà e delle sorelle.

Teresa stessa, raccontando i suoi ricordi d’infanzia, conferma come la sua vita ai Buissonnets fosse « veramente felice ». Senza dimenticare comunque ciò che Teresa scrisse parlando del periodo della sua vita che va « dai quattro anni e mezzo fino ai quattordici » : quello fu « il più doloroso della mia esistenza ».

In effetti, fu ai Buissonnets che venne privata della presenza, per la loro entrata al Carmelo, delle due sorelle maggiori che le avevano fatto da seconda mamma, dopo la morte della signora Martin.

Nondimeno questa dimora circondata da alberi, fu « il dolce nido d’infanzia » della piccola Teresa. Guardando le diverse stanze, possiamo immaginare qualche episodio della sua infanzia e della sua adolescenza :

  • il caminetto della cucina ricorda la grande grazia del Natale 1886 ;
  • la sala da pranzo in cui si consumò l’ultimo pasto di Teresa, prima della sua entrata al Carmelo ; Chambre aux Buissonnets
  • la camera della sorella Maria in cui la domenica del 13 maggio 1883, Teresa fu guarita dalla Vergine Maria ;
  • la camera dove sono esposti i suoi giochi.

La statua del giardino ci riporta al coraggio che ebbe, il 29 maggio 1887, festa di Pentecoste, di chiedere a suo padre il permesso di entrare al Carmelo il più presto possibile.

La casa di Teresa si può visitare :

  • Lunedi di Pasqua - principe ottobre
    • dalle ore 9 alle ore 12
    • dalle ore 14 alle ore 18
  • ottobre, febbraio, marzo
    • dalle ore 10 alle ore 12
    • dalle ore 14 alle ore 17
  • novembre, dicembre, gennaio
    • dalle ore 10 alle ore 12
    • dalle ore 14 alle ore 16
  • dal 15 novembre al 15 dicembre
    • i Buissonets rimangono chiusi.

Le suore Oblate di santa Teresa di Gesù Bambino

Alla sequela di Cristo, nella scia di santa Teresa, Testimoniare la tenerezza di Dio Padre :

  • Amare e fare amare il buono Dio ;
  • Vivere la Piccola Via dell’Infanzia Spirituale ;
  • Essere missionarie dell’Amore Misericordioso ;
  • Aiutare i sacerdoti, i missionari, la Chiesa intera.

Père Gabriel MartinAlcuni anni prima della cononizzazione di santa Teresa, padre Gabriele MARTIN, sacerdote della Vandea, ebbe le prime intuizioni del progetto di fondazione delle suore Oblate di santa Teresa.

Béatrix DouillardLa signorina Beatrice DOUILLARD, diventata madre Maria Teresa della Misericordia, realizza questo progetto.

Il 6 aprile 1933, la Congregazione è riconosciuta dalla Chiesa di Bayeux-Lisieux.

Donandoci questa missione di proseguire il desiderio di santa Teresa, padre MARTIN ci ha trasmesso un grande amore per la Chiesa ed un grande desiderio di servirla.

Religiose di vita apostolica, viviamo in piccole Comunità.

  • In Francia : a Parigi ed Alençon, in Calvados, in Vandea, in Charente-Maritime e nelle Landes.
  • In Africa : nel Ciad ed in Centrafrica.

Da 75 anni, alcune sorelle vivono ai Buissonnets a Lisieux al servizio dei pellegrini e dei visitatori.

Siate i benvenuti !

La Cattedrale San Pietro

La Cattedrale San Pietro

La Cattedrale San Pietro interessa al visitatore per la sua architettura e la sua storia : è uno dei gioielli dell’arte gotica normanna, che ci ricorda che Lisieux fu sede vescovile fino al 1790.

Si deve al vescovo Arnoult, amico del re Luigi VI e consigliere del duca di Normandia, la costruzione dell’attuale cattedrale. La iniziò nel 1149, di ritorno dalla seconda crociata in cui accompagnava il Re di Francia.

La Cattedrale subì nel tempo parecchie vicissitudini : fu parzialmente distrutta da un incendio nel 1226 ; la torre settentrionale crollò nel 1554 ; nel 1793, le campane furono fuse e la cattedrale divenne sede delle feste nel periodo della Rivoluzione. Resa di nuovo al culto nel 1802, fu risparmiata, come l’insieme dell’antico palazzo episcopale (l’attuale palazzo di giustizia) dai bombardamenti del 1944.

La storia ci dice che la sede episcopale di Lisieux fu occupata, dal 1432 al 1442, da Mons. Pierre Cauchon, collaboratore degli inglesi che in quel tempo occupavano la zona ; lo stesso che l’anno precedente, nel 1431, aveva fatto condannare Giovanna d’Arco al rogo come eretica.

Ma il pellegrino di Lisieux è attirato da un altro motivo : la cattedrale fu il luogo in cui Teresa partecipò alla vita della Chiesa durante la sua giovinezza. Qui, infatti, Teresa ha partecipato all’Eucaristia per più di dieci anni con il papà e le sorelle. Nel deambulatorio (= corridoio intorno al coro) sud, una statua moderna di Lambert-Rucky ricorda il posto in cui Teresa assisteva alla messa solenne domenicale. Durante la settimana, invece assisteva alla messa nella cappella absidale, edificata da Pierre Cauchon. Nel deambulatorio settentrionale, vicino al portale, si trova la cappella in cui don Ducellier, allora vicario, ascoltò la prima confessione di Teresa.

La Cattedrale è aperta :

  • Tutti i giorni
    • dalle ore 9.30 alle ore 18.30

Il Carmelo

Il Carmelo di Lisieux

Origine dell’Ordine del Carmelo

Sul Monte Carmelo, in Terra Santa, vicino all’attuale città di Haifa, si trovano delle grotte in cui vissero degli eremiti secondo la tradizione spirituale del Profeta Elia.

Nel XIII secolo, alcuni eremiti si riunirono come « fratelli della Vergine Maria » con una regola comune. Il Carmelo era nato.

Nel XVI secolo, in Spagna, Teresa d’Avila e Giovanni della Croce riformarono profondamente il carmelo, semplificandolo e orientandolo alla preghiera contemplativa, al lavoro nella solitudine di una stretta clausura, alla vita comunitaria. Piccoli « deserti » che pregavano per la salvezza del mondo.

Il Carmelo di Lisieux

il chiostro del Carmelo di Lisieux Il Carmelo di Lisieux fu fondato nel 1838. Quando Teresa Martin vi entrò, il 9 aprile 1888, vi si trovavano ventisei suore (età media 47 anni).

A quel tempo, le carmelitane pregavano nel coro sei ore e mezza, di cui due di meditazione. Si lavorava per vivere (poveramente) ed erano previste due ore di ricreazione comune. I digiuni erano severi. In inverno ci si alzava alle ore 5.45. Ci si coricava alle ore 23.

Un Carmelo missionario

Fu in un Carmelo autenticamente missionario che entrò la futura « patrona delle missioni ». Infatti, nel 1861, il Carmelo di Lisieux aveva fondato a Saigon (l’odierna Hô Chi Minh) il primo Carmelo dell’Estremo Oriente.

Il seme partito da Lisieux divenne fecondo, poichè parecchi carmeli sorsero presto in Estremo Oriente. Da Saigon nacquero : Hanoi (Vietnam), Phnom-Penh (Cambogia) e, da essi, successivamente : Hué (Vietnam), Bui-Chu (Vietnam), Ilo-Ilo (Filippine), Bangkok (Thailandia), Manila (Filippine), Thanh-Hoa (Vietnam), Yunnan-Pu (Cina) e Singapore (Singapore).

Fu in quest’atmosfera missionaria che Teresa ha vissuto. Se nel 1896 non si fosse ammalata, sarebbe certamente partita per il Tonchino (= regione settentrionale del Vietnam).

Teresa Martin era entrata al Carmelo di Lisieux che doveva essere, per lei, « il deserto in cui il Buon Dio voleva che lei si nascondesse », ci veniva per « salvare le anime e soprattutto per pregare per i sacerdoti ». Il Carmelo di Lisieux festeggiava in quell’anno i cinquant’anni di fondazione.

La Chiesa del Carmelo

Appena superata la soglia della chiesa del Carmelo, il pellegrino si trova in comunione con Santa Teresa, che qui visse dal 9 aprile 1888 al 30 settembre 1897. Se vuole, può anche unirsi alla preghiera comunitaria delle carmelitane.

La chiesa è la stessa che ha visto Teresa, anche se nel tempo ha subito alcune modifiche : come per esempio l’aggiunta, nel 1923, della cappella del Reliquiario e della navata laterale.

tombeau de sainte Thérèse
tombeau de sainte Thérèse
la plus grande partie des Reliques de sainte Thérèse se trouvent au-dessous de la statue

Nella cappella del Reliquiario, il pellegrino può venerare i resti mortali della Santa : qualche osso è inserito nella statua che rappresenta Teresa sul suo letto di morte ; la maggior parte delle reliquie è rinchiusa nel cofanetto posto sotto il Reliquiario. L’ultima domenica di settembre le reliquie vengono condotte processionalmente attraverso la città.

Al di sopra del Reliquiario si trova la statua della Vergine Maria, la stessa che il 13 maggio 1883 ai Buissonnets, guarì la piccola Teresa con il « suo incantevole sorriso ».

Dal 2008 dopo gli ultimi lavori di ristrutturazione, si accede alla cappella attraverso un percorso che permette di approfondire il messaggio di santa Teresa, attraverso gli oggetti, foto e filmati.

Orari di apertura della chiesa :

  • dal 1° novembre a Pasqua
    • 7.20-18.30
  • da Pasqua al 1° novembre
    • 7.20-19

Orari di apertura dell’Accoglienza :

  • 9.30-19.00
  • chiuso in gennaio

La Basilica

La Basilica

L’idea di costruire una basilica a Lisieux in onore di colei che stava per essere canonizzata nel 1925, incontrò molte opposizioni nel clero del luogo. La città possedeva già parecchi edifici religiosi ; si pensava d’altra parte che la devozione a Teresa, favorita dalla pietà dei soldati di trincea durante la guerra 1914-1918, sarebbe stata di breve durata.

Basilique sainte-Thérèse de lisieuxTutte queste obiezioni non hanno fermato il vescovo allora in carica , Mons. Lemonnier. Fin dal 1925, incaricò un architetto di Parigi di predisporre un progetto preliminare. Ma la basilica proposta suscitò numerose critiche. Si trovavano le dimensioni esigue e si stimava che, per la Santa più amata del mondo, occorresse una basilica più bella possibile.

Si chiese allora la stesura di un nuovo progetto all’architetto di fama internazionale : Luigi Maria Cordonnier della Francia del nord.

Papa Pio XI considerò Teresa, che canonizzò il 17 maggio 1925, la Stella del suo pontificato. Desiderava ardentemente la costruzione a Lisieux di un santuario. Il desiderio del Papa contribuì a ridimensionare le opposizioni locali e il 21 settembre 1927, Mons. Lemonnier approvava il progetto di Cordonnier. Mons. Suhard, successo a Mons. Lemonnier qualche mese più tardi, confermò la decisione del suo predecessore ed i primi lavori iniziarono nel 1929.

Il 30 settembre 1929, i lavori preliminari erano sufficientemente avanzati affinchè si potesse posare la prima pietra dell’edificio. Da allora, la costruzione proseguì con ritmo accelerato. Nel novembre 1929, Pio XI fece sapere a Mons. Suhard che bisognava realizzarla « molto grande, molto bella ed il più velocemente possibile ! »

  • superficie totale : 4.500 m2
  • altezza della cupola : 90 m
  • lunghezza della basilica : 104 m

L’11 luglio 1937, al termine dell’undicesimo Congresso Eucaristico Nazionale, il Cardinal Pacelli, futuro Pio XII, benedì solennemente la basilica.

La basilica non ha subito gravi danni per i bombardamenti del giugno 1944 e gli ultimi lavori (vetrate e mosaici) sono continuati fino all’11 luglio 1954, giorno in cui ebbe luogo la consacrazione del santuario da parte di Mons. Martin, arcivescovo di Rouen, sotto la presidenza del Cardinale Feltin, legato del Papa.

La Basilica superiore

Nei giorni di grande affluenza, 3.000 pellegrini possono sedersi sui banchi della basilica e seguire senza difficoltà le cerimonie che si svolgono nel santuario : nessuna colonna ne impedisce lo sguardo.

Basilique sainte-Thérèse de lisieux
Basilique sainte-Thérèse de lisieux
vue intérieure

Negli altri giorni, i pellegrini amano ammirare i mosaici e le vetrate che sono stati realizzati negli ateliers di Pietro Gaudin (1908-1973), un artista formatosi negli ateliers di arte sacra diretti da Maurizio Denis e Giorgio Desvallières. Alla loro scuola, Pietro Gaudin ha ritrovato la grande tradizione dei mastri vetrai del Medioevo : giocare con il colore delle vetrate per creare una luce che favorisca il raccoglimento… E’ sufficiente un po’ di sole affinchè le vetrate di Pietro Gaudin diano alla basilica un’atmosfera particolarmente suggestiva. Nondimeno, sotto l’influenza del Reverendo Germain, primo rettore del santuario, l’artista non cedette per niente alla sua predilezione per l’arte astratta : senza fare delle sue vetrate dei quadri di vetro (come le vetrate del XIX secolo), egli concepì un progetto figurativo, dando a tutti i pellegrini la possibilità di scoprire, attraverso la sua opera, l’essenziale del messaggio di Teresa.

Novena di preghiera

Basilique sainte-Thérèse de lisieux
Basilique sainte-Thérèse de lisieux
le reliquaire de sainte Thérèse dans le transept

La Cripta

Basilique sainte-Thérèse de lisieux
Basilique sainte-Thérèse de lisieux
la crypte

La cripta è interamente ricoperta di marmo e di mosaici.

Nel 1958, la decorazione della cripta fu completata con la posa di cinque mosaici che rappresentano le tappe importanti della vita di Teresa : il battesimo di Maria Francesca Teresa Martin nella chiesa di Notre-Dame ad Alençon il 4 gennaio 1873 ; la prima comunione di Teresa all’abbazia benedettina di Lisieux l’8 maggio 1884 ; la guarigione miracolosa di Teresa ai Buissonnets nella festa di Pentecoste il 13 maggio 1883 ; la professione di Teresa l’ 8 settembre 1890 ; la morte di Teresa il 30 settembre 1897.

Nella cripta si trova il Reliquiario dei Beati Luigi e Zelia Martin, genitori di santa Teresa.

La Cappella dell’adorazione

Basilique sainte-Thérèse de lisieuxÈ luogo di raccoglimento per adorare, pregare, ringraziare. Vi si accede dalla Cripta.

  • Il muro di destra è lo stesso della cripta le cui arcate di granito ci ricordano che siamo sempre in Basilica ;
  • I banchi sono quelli che erano nella chiesa del Carmelo ;
  • Al di sopra del tabernacolo : l’icona della Trinità.

Il campanile

Tuttora incompiuto, accoglie 51 campane. Il concerto delle campane a distesa è composto da 6 campane di cui, sulla più grande, il campanone (9.000 kg), è inciso il motto in bronzo :« Io suono la chiamata dei popoli all’unità nell’Amore »

Alcuni ritornelli di canti sono suonati alle ore e mezz’ore e cambiano secondo i periodi liturgici.

Il carillon della Basilica di Lisieux, interamente cromatico (cioè che procede ad intervalli di semitoni) e di un’alta qualità sonora, figura ormai, con le sue 45 campane, tra i più belli d’Europa.

Apertura

  • dicembre, gennaio, febbraio : ore 9-17.30
  • marzo, novembre : ore 9-18
  • aprile, ottobre : ore 9-18.30
  • maggio, giugno, settembre : ore 9-19
  • luglio, agosto : 9-19.30

Messa in Francese

  • dal lunedì al sabato compreso :
    • ore 11
  • domenica :
    • ore 10.30
    • ore 17
  • sabato in luglio e agosto :
    • ore 17 (messa domenicale in cripta)

Confessioni in francese

  • ore 10-10.45 / 15-17

Novena di preghiera

per intercessione di Santa Teresa di Gesú Bambino

Dio nostro Padre, Tu accogli presso di Te coloro che, in questo mondo, ti servono fedelmente : no invochiamo Santa Teresa di Gesú Bambino a motivo del suo amore per Te. La sua filiale fiducia le faceva sperare « che avresti fatto la sua volontà in Cielo, poiché ella aveva sempre fatto la tua in terra. »

Lo Ti supplico di esaudire la preghiera che ti rivolog con fede confidando nella sua intercessione.

Padre Nostro

Signore Gesú, Ungenito Figlio di Dio e nostro Salvatore, ricordati che Santa Teresa di Gesú Bambino consumó la sua vita in terra per la salvezza delle anime e volle « passare il suo Cielo a fare del bene sulla terre » : perché fu la tua sposa diletta, appasionata della tua gloria, noi la preghiamo.

Mi remetto a Te, per ottenere le grazie che imploro confidando nelle sua intercessione.

Ave Maria

Spirito Santo, fonte di ogni grazia e di ogni amore, è per la tua azione che Santa Teresa di Gesú Bambino fu colmata di prevenienti grazie divine e vi rispoe con perfetta fedeltà. Ora che ella intercede per noi e non vuole riposarsi mai fino alla fine dei tempi, no l’imploriamo.

Le chiedo di ispirare e ascoltare la mia preghiera, perché mi sia accordata la grazia affidata alla sua intercessione.

Gloria al Padre

O Santa Teresa di Gesú Bambino, vedi la fiducia che ripongo in te e accogli le mie intenzioni. Intercedi per me presso la Vergine Maria che ti sorrise nel momento della prova. Guarda anche coloro che penano e soffrono e tutti coloro che pregano : mi unisco a loro come a dei fratelli.

Attraverso le grazie che noi desideriamo, se questa è la volontà del Signore, donaci di essere fortificati nella Fede, la Speranza e nell’ Amore lungo il cammino della vita, e di essere aiutati nel momento della morte, per passare da questo mondo nella pace del Padre e di conoscere l’eternità di gioia dei figli di Dio.

Amen

Nei dintorni

Alençon

Città natale di Teresa

La città (95 km. a sud di Lisieux) conserva due luoghi importanti dell’infanzia di Teresa :

  • la casa natale in cui è nata il 2 gennaio 1873,
  • la Chiesa di Notre-Dame che conserva il battistero dove fu battezzata il 4 gennaio 1873.

Alla morte della signora Martin, il signor Martin con le figlie lascia Alençon e si trasferisce a Lisieux.

Indirizzo :
50 rue Saint Blaise
61000 Alençon
Tel. +33.(0)2.33.560987
Fax. +33.(0)2.33.560987

La casa natale è aperta :

  • dal 1° ottobre al 31 maggio (tutti i giorni tranne il martedì – chiusa il mese di gennaio)
    • dalle ore 9.30 alle ore 12.00
    • dalle ore 14.30 alle ore 17.00
  • dal 1° giugno al 30 settembre (tutti i giorni)
    • dalle ore 9.00 alle ore 12.00
    • dalle ore 14.00 alle ore 18.00

La Normandia di Teresa

Teresa Martin è normanna, avendo vissuto ad Alençon ed a Lisieux. Fu accompagnata, durante la sua infanzia ed adolescenza, a scoprire ed amare la bellezza del paesaggio.

La campagna

  • Saint-Ouen-Le-Pin (a 9 km da Lisieux) Teresa trascorrerà le sue vacanze con le cugine alla fattoria (luogo privato : non si visita), vecchia proprietà della zia, la signora Guérin. In luglio e agosto del 1884, vi viene in convalescenza dopo una pertosse. Vi ritornerà nel 1885. Alloggia nella casa del proprietario (luogo privato : non si visita) all’angolo tra la strada per Roque-Baignard e la stradina che conduce alla chiesa del villaggio, dove Teresa va a messa.
  • Ouilly-le-Vicomte (a 5 km da Lisieux) In questo piccolo villaggio, il signor Martin, accompagnato da Teresa, va a pescare lungo le rive della Pâquine, affluente della Touques.
  • Rocques (a 3,5 km da Lisieux) Il signor Martin vi fa delle passeggiate con Teresa per pescare lungo la Pâquine e per visitare la chiesa.
  • Saint-Martin-de-la-Lieue (a 4 km da Lisieux) Con il suo vecchio maniero Saint-Hippolyte del 16° secolo, Saint-Martin-de-la-Lieue è il luogo di pesca dove l’8 settembre 1879 il signor Martin prese anche una carpa di 2,170 kg.
  • Pont-l’Evêque (a 18 km da Lisieux) Il signor Martin vi si reca per pescare sul litorale della Touques. In un’escursione accompagnerà Teresa e le sorelle Leonia e Celina nei campi che circondano Pont-l’Evêque.

Il mare

  • Trouville - Deauville (a 30 km da Lisieux) Fu l’8 agosto 1878, all’età di cinque anni e mezzo che Teresa vide per la prima volta il mare a Trouville dove suo padre l’aveva accompagnata. Nel 1885, Teresa soggiorna a Deauville dal 3 al 10 maggio allo chalet des Roses (luogo privato : non si visita) che ha soprannominato lo chalet Colombe, ubicato al n. 17 sul lungofiume della Touques. All’inizio di luglio del 1886, viene sola a Trouville allo chalet des Lilas (luogo privato : non si visita). Vi resterà soltanto tre giorni, poiché si ammalerà avendo “nostalgia del Buissonnets”. Dal 20 al 26 giugno 1887, tornerà in vacanza allo stesso chalet, al n. 29 di via de la Cavée.
  • Honfleur (a 35 km da Lisieux) Nel giugno 1887, Teresa in compagnia di suo padre e delle sorelle Leonia e Celina, visita questa cittadina graziosa. Si reca in pellegrinaggio a Notre-Dame de Grâce per supplicare la Madonna affinché le faccia ottenere il permesso di entrare al carmelo.
  • Le Havre (a 58 km da Lisieux) Con il papà e le due sorelle Leonia di 24 anni e Celina di 18 anni, Teresa arriva a Le Havre per visitare l’Esposizione Marittima Internazionale che si estendeva lungo il Bassin du Commerce dove erano presenti imbarcazioni di 3000 espositori.

Le città

  • Bayeux (a 70 km da Lisieux) Il 31 ottobre 1887, Teresa, accompagnata dal papà, si reca a Bayeux per sollecitare al vescovo mons. Hugonin la sua entrata al carmelo, che non accorderà il permesso.
  • Caen (a 50 km da Lisieux)
    • Il Monastero della Visitazione : fu qui che Leonia visse da religiosa con il nome di suor Francesca Teresa. Oggi, la cripta accoglie la tomba di Leonia. L’attuale comunità perpetua in questi luoghi l’ordine della Visitazione.
    • Ospedale Bon Sauveur : il signor Martin vi restò dal 12 febbraio 1889 al 10 maggio 1892. Oggi è possibile visitare una cappella di recente costruzione.

Beati Luigi e Zelia

Luigi e Zelia Martin, genitori di santa Teresa

Luigi Martin

Ritratto del beato

Alla ricerca di un ideale

Luigi Martin nasce a Bordeaux nel 1823. A causa della professione del padre, che era militare, Luigi vive i suoi primi anni trasferendosi in diversi luoghi. Poi la famiglia si trasferisce ad Alençon dove Luigi intraprende i suoi studi.

Impara l’arte dell’orologiaio a Rennes, Strasburgo e Parigi. Sono anni determinanti durante i quali nasce in lui il desiderio di consacrarsi a Dio, presso il monastero del Gran San Bernardo. La sua difficoltà a imparare il latino lo costringe a rinunciare a questo progetto. Nel 1850, apre allora un negozio di orologeria-gioielleria in via Pont-Neuf ad Alençon.

Fino al suo matrimonio avvenuto nel 1858, trascorre il suo tempo tra il lavoro, gli svaghi (la pesca in particolare), la meditazione e l’incontro con altre persone. Si iscrive al circolo Vital Romet che raccoglie una dozzina di giovani cristiani attorno a don Hurel, scoprendovi una forma di impegno sociale nell’ambito della conferenza di San Vincenzo de’ Paoli.

Il tempo del matrimonio

La madre di Luigi non si rassegna a vedere il figlio celibe e gli parla di Zelia Guérin, con la quale impara l’arte del merletto. Il loro primo incontro, sul ponte della Sarthe, sarà determinante. Dopo meno di un anno, si sposano nel municipio di Alençon alle ore 22,00 del 12 luglio 1858 e nella chiesa di Notre-Dame a mezzanotte del 13.

La loro vita coniugale durerà 19 anni

È segnata :

  • dal progetto di vivere la castità nel matrimonio
  • e in seguito ad accogliere i nove figli, di cui solo cinque sopravviveranno. La corrispondenza della signora Martin rivela l’affetto profondo che unisce questa coppia.

Questa descrive anche la vita quotidiana della famiglia :

  • la partecipazione di Luigi all’educazione dei figli…
  • la scelta del marito di rinunciare alla propria attività professionale per assecondare la moglie nella direzione della fabbrica di merletto da lei fondato
  • la fede profonda che anima la famiglia e che la rende attenta al prossimo
  • le ripercussioni della vita sociale e religiosa dell’epoca (siamo tra la fine del II° Impero e la nascita della III Repubblica…)
  • e infine la lunga prova del tumore al seno che conduce alla morte la signora Martin a soli 46 anni, il 28 agosto 1877.

Il tempo del declino

Inizia allora per Luigi il tempo della vedovanza, che egli decide di vivere a Lisieux presso i Guérin, la famiglia dei cognati. Alcune lettere dell’epoca ci mostrano un padre attento alle necessità delle figlie e pronto ad acconsentire al loro progetto di vita religiosa. Dopo l’entrata di Teresa al Carmelo nel 1888, inizia per lui la prova della malattia che lo conduce all’ospedale Bon Sauveur di Caen. Quando la malattia glielo permette, si occupa dei malati che lo circondano. Paralizzato, ritorna in famiglia, dove muore il 29 luglio 1894, all’età di 71 anni.

Zelia Martin

Ritratto della beata

Zelia, figlia del XIX secolo, erede della sua epoca

Seconda figlia di Isidoro Guérin e di Luisa Giovanna Macé, Azelia Maria Guérin (ma la si chiamerà sempre Zelia) nasce il 23 dicembre 1831 a Gandelain, nel comune di Saint Denis sur Sarthon nella provincia dell’Orne dove il padre, ex soldato dell’impero, si era arruolato nella gendarmeria.

È battezzata il giorno seguente nella chiesa di Saint Denis sur Sarthon. La sorella Maria Luisa è maggiore di due anni. Diventerà suor Maria Dositea nel monastero della Visitazione di Le Mans. Il fratello Isidoro nascerà dieci anni dopo e sarà il figlio viziato della famiglia.

In una lettera al fratello Isidoro, Zelia definisce la sua infanzia e la sua gioventù “tristi come un sudario, perché, se la mamma ti viziava, invece con me, tu lo sai, era troppo severa ; quantunque tanto buona, non mi sapeva prendere e così il mio cuore ha molto sofferto”. L’educazione ricevuta segnerà il suo carattere, il suo vivere molto (troppo ?) scrupoloso e la sua spiritualità.

Zelia, donna attiva, imprenditrice, impegnata per la giustizia…

Dopo gli studi al convento dell’Adorazione Perpetua in via de Lancrel ad Alençon, si sente chiamata alla vita religiosa ma, davanti al rifiuto della superiora, si orienta verso la formazione professionale ed inizia con successo la lavorazione del famoso Punto d’Alençon. Verso la fine del 1853, diventa “produttrice del Punto d’Alençon” in via Saint Blaise 36, assumendo operaie a domicilio. La qualità del suo lavoro rende famoso il suo atelier. Le relazioni che intrattiene con il personale, di cui dice che bisogna amarlo come i membri della propria famiglia, con i vicini e con i conoscenti ci mostrano una donna sempre pronta a combattere le ingiustizie e a sostenere coloro che hanno bisogno. Il Vangelo è la bussola di tutte le sue azioni.

Zelia, moglie innamorata

Nell’aprile 1858, Zelia Guérin incrocia sul ponte Saint-Léonard un giovane la cui andatura la colpisce… È Luigi Martin, di professione orologiaio. Tre mesi più tardi, alle ore 22,00 del 12 luglio 1858, ha luogo il loro matrimonio civile ; due ore dopo, a mezzanotte del 13 luglio, nell’intimità della chiesa di Notre-Dame, i due giovani si uniscono in matrimonio, celebrato da don Hurel, parroco di Saint-Léonard. L’amore che nutre per suo marito è evidente nelle sue lettere : “Tua moglie che ti ama più della sua vita” , “Ti abbraccio così come ti amo” … Non sono soltanto parole : la loro gioia è di essere uniti e di condividere tutto ciò che riserva la vita, sotto lo sguardo di Dio.

Zelia, madre nella gioia e nel dolore

Dal 1860 al 1873, nove bambini allietano il focolare dei Martin, di cui quattro però moriranno in tenera età.

Nascite e decessi causano in Zelia gioie e sofferenze. Così leggiamo nella sua corrispondenza : “Amo i bambini alla follia, sono nata per averne…”. Dopo la nascita di Teresa, l’ultima figlia : “Ho sofferto già molto nella mia vita”. L’educazione delle figlie mobilita tutte le sue energie. La fiducia è l’anima di questa educazione. Per i suoi bambini, Zelia desidera il meglio… che diventino santi ! Ciò non le impedisce di organizzare feste, giochi… ci si diverte in questa famiglia !

Zelia, ammalata ma sempre fiduciosa

Fin dal 1865, una ghiandola al seno destro che degenererà poi in tumore, fa soffrire molto Zelia. “Se il buon Dio mi vuole guarire, sarò molto contenta, poiché in definitiva, desidero vivere ; mi costa lasciare mio marito ed i miei bambini. Ma d’altra parte, mi dico : se non guarisco, forse per loro sarà più utile che me ne vada”.

Il 28 agosto 1877, a mezzanotte e mezza, Zelia muore circondata dall’affetto del marito e del fratello.

Lasciamo a Teresa l’ultimo ricordo : “Della mamma amavo il sorriso, il suo sguardo profondo sembrava dire : L’eternità mi rapisce e mi attira, andrò nel cielo blu a vedere Dio !”

Causa dei Beati Luigi e Zelia Martin

Luigi Martin (1823-1894) e Zelia Guerin (1831-1877), genitori di santa Teresa di Gesù Bambino, dichiarati Venerabili da Giovanni Paolo II il 26 marzo 1994, beatificati a Lisieux il 19 ottobre 2008, STANNO PER ESSERE CANONIZZATI DA PAPA FRANCESCO IL 18 OTTOBRE 2015

« Il Buon Dio mi ha dato un padre e una madre più degni del Cielo che della terra » Santa Teresa di Gesù Bambino (lettera n. 261 del 26 luglio 1897)

Le couple Martin

Per i genitori di Teresa, Dio è sempre al primo posto. Teresa sarà profondamente segnata dalla loro fede intensa e dal fervore religioso della sua famiglia.

I processi per le Cause di Canonizzazione dei Servi di Dio Luigi MARTIN e Zelia GUERIN, genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino, sono stati istruiti separatamente dalle diocesi di Bayeux - Lisieux e di Séez, tra il 1957 e il 1960, e poi inviati a Roma.

Queste due Cause, condotte secondo il metodo storico e presentate alla Congregazione per le cause dei santi in un unico studio o Positio, saranno discusse contestualmente. Quando la Chiesa deciderà, i due sposi saranno così glorificati insieme.

I fedeli sono dunque invitati a pregare congiuntamente Luigi Martin e Zelia Guérin per ottenere, tramite la loro intercessione, favori e miracoli.

Il 26 marzo 1994, il Papa Giovanni Paolo II li ha proclamati « Venerabili », riconoscendo le loro « virtù eroiche ».

BEATIFICAZIONE

  • Nel 2008, dopo la riconoscenza della guarigione miracolosa del piccolo Pietrò (Monza, Italia), Luigi e Zelia sono beatificati a Lisieux il 19 ottobre.
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CANONIZZAZIONE

  • Nel marzo 2015, Papa Francesco riconobbe il miracolo della guarigione della piccola Carmen (Valencia, Spagna). La canonizzazione dei coniugi Martin sarà celebrata a Roma il 18 ottobre 2015.
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    Carmen 2015
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    MIRACOLO CARMEN italiano

Preghiera per l’intercessione dei genitori

Per grazie ricevute, per il recapito di doni e per informazioni, rivolgersi a :

Postulazione Generale
dei Carmelitani Scalzi
Corso d’Italia, 38
00198 ROMA (Italia)

Preghiera per l’intercessione dei genitori

Preghiera per ottenere grazie attraverso l’intercessione dei Beati coniugi Luigi e Zelia Martin e per la loro canonizzazione

Dio nostro Padre, io ti ringrazio di averci donato i Beati Coniugi Luigi Martin e Zelia Guérin, che, nell’unità e fedeltà del matrimonio, ci hanno offerto la testimonianza di una vita cristiana esemplare, compiendo i loro doveri quotidiani secondo lo spirito del Vangelo.

Allevando una numerosa famiglia, attraverso le prove, i lutti e le sofferenze, hanno manifestato la loro fiducia in te ed aderito generosamente alla tua volontà.

Signore, facci conoscere i tuoi disegni a loro riguardo, e accordami la grazia che ti chiedo (…), nella speranza che il padre e la madre di santa Teresa di Gesù Bambino possano un giorno essere proposti dalla Chiesa come modello alle famiglie del nostro tempo.

Amen

I fedeli sono invitati a scoprire la loro vita ricca d’insegnamento e a pregare perchè avvenga il miracolo necessario alla loro canonizazione.

Grazie ottenute

per intercessione di Luigi e Zelia Martin

  • Da quando mio nipote si è iscritto alla Facoltà di Scienze, non ho mai cessato di affidarlo a santa Teresa ed ai coniugi Martin chiedendo loro di vegliare sempre su di lui, soprattutto durante il periodo degli esami. Non ho mai dubitato del loro aiuto ed essi mi esaudiscono sempre.
  • Grazie per la riuscita di mio nipote. Offro una messa di ringraziamento e un abbonamento alla rivista Thérèse de Lisieux e incoraggio i lettori a pregare i coniugi Martin e la loro santa figlia. - Una nonna A. D.
  • Avevo l’artrosi e camminavo con difficoltà. Ho pregato Luigi e Zelia Martin con una novena. Dopo un po’ di tempo, cammino meglio e li ringrazio. -J. D.(Rhône)
  • Vogliate far celebrare due messe in onore di Luigi e Zelia Martin per ringraziarli di due grazie ricevute : analisi mediche negative per mio genero quando avevamo paura e la riuscita di un’operazione come ultima possibilità di guarigione che io stessa ho dovuto subire. Che i coniugi Martin siano vivamente ringraziati. Sig.ra P. (Haute-Garonne)
  • Ringrazio vivamente Zelia e Luigi Martin che ho pregato affinchè mia figlia non litighi con le cognate per la divisione dell’eredità dei suoceri. Sono molto felice perchè in seguito mia figlia ha accettato un invito a cena dalla famiglia di suo marito e tutto è andato a buon fine. Ancora un grande grazie a Zelia e Luigi Martin e alla mia cara piccola Teresa. Anonima
  • Dopo tre novene di preghiere per domandare la beatificazione di Luigi e Zelia Martin, la ragazza che vivacchiava da 7 anni di supplenza in supplenza nel suo lavoro, ha ottenuto un cambiamento con un contratto a tempo indeterminato.
  • Grazie ai genitori di Teresa per aver interceduto presso il Padre, secondo la sua santa volontà. Continuo a pregare per questa intenzione affinchè questa ragazza trovi finalmente la pace nel suo lavoro.

Per grazie ricevute, per il recapito di doni e per informazioni, rivolgersi a :

Postulazione Generale
dei Carmelitani Scalzi
Corso d’Italia 38
00198 ROMA (Italia)

CANONIZZAZIONE DI LOUIS E ZELIE MARTIN

RENDIAMO GRAZIA PER LA CANONIZZAZIONE DI LOUIS E ZELIE MARTIN IL 18 OTTOBRE 2015 A ROMA !

Avviso dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche, Città del Vaticano, 17.06.2015

Sabato 27 giugno 2015, alle ore 10, nella Sala del Concistoro del Palazzo Apostolico Vaticano, il Santo Padre Francesco presiederà la celebrazione dell’Ora Terza e il Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione dei Beati :

  • Vincenzo Grossi, sacerdote diocesano, fondatore dell’Istituto delle Figlie dell’Oratorio ;
  • Maria dell’Immacolata Concezione, religiosa, superiora generale della Congregazione delle Sorelle della Compagnia della Croce
  • Ludovico Martin, laico e padre di famiglia e Maria Azelia Guérin, laica e madre di famiglia, coniugi.
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http://www.ctv.va/content/ctv/it/news/articoli/concistoro-27-06-2015.html

Il loro 150° anniversario di matrimonio

Lisieux, 13 luglio 2008

Beati Luigi e Zelia Martin

Centocinquant’anni fa ad Alençon, Luigi e Zelia Martin, genitori di Teresa, si impegnavano nel matrimonio e prevedevano di realizzare il loro progetto di vita, costituendo una grande famiglia.

Per vivere il loro amore, dovettero rinunciare alle loro precedenti aspirazioni di chiamata alla vita religiosa. Integrarono alla loro vita di coppia, come molti dei loro contemporanei, la partecipazione intensa, attiva, regolare ed ardente alla vita della Chiesa. Si nutrirono dei sacramenti, si impegnarono nella loro parrocchia e dedicarono tempo alla preghiera quotidiana, al raccoglimento, alla meditazione ed al ritmo rispettoso e discreto della vita personale di ciascuno. Non mancarono neppure di accostarsi al sacramento della riconciliazione con la regolarità raccomandata dalla Chiesa e a vivere della grazia ricevuta. Impegnati nella fiducia su questa via ordinaria della santificazione della loro vita di coppia, diedero alla luce nove bambini, pur conservando, sia l’uno che l’altra, la propria professione.

Le prove familiari punteggiarono la loro vita e sollecitarono la loro fede, intensificando la loro fiducia nel Signore. Hanno condotto una vita di lavoro intensa e faticosa, affrontato la malattia e riuscendo a superare la morte di quattro dei loro bambini morti in tenera età. Restavano loro soltanto cinque figlie di cui Teresa, la più giovane, rimane la più conosciuta grazie al compimento evangelico della sua vita e del suo irraggiamento missionario.

Cinque anni dopo il loro matrimonio celebrato nel 1858, Luigi e Zelia creano la loro propria impresa del Punto d’Alençon. Luigi lavora con la moglie. Egli s’ingegna a mettere a punto nuovi modelli. I risultati sono convincenti. Bisogna trovare degli sbocchi. Prende spesso la strada per Parigi per ampliare la clientela, consolidare il rapporto con quella esistente e garantirsi una buona vendita della produzione di Zelia e delle sue dipendenti. È in questo periodo che vende l’orologeria al nipote Adolfo Leriche. Luigi e Zelia lasciano l’abitazione di via Pont-Neuf e trasferiscono le loro attività in via Saint Blaise ad Alençon.

In tutto questo periodo, Zelia affronta con coraggio straordinario la sua responsabilità materna, il suo impegno professionale, la sua battaglia dolorosa contro il cancro che se la porterà via il 28 agosto 1877, a soli 46 anni. Lasciava al marito - di cui presagiva la fragilità - le cinque figlie. La maggiore, Maria, aveva solo 17 anni e la più piccola, Teresa, non aveva ancora compiuto cinque anni. Per Teresa, il periodo di Alençon si chiudeva senza la mamma. Quello di Lisieux si apriva.

In questa famiglia ordinaria, illuminata dalla fede, confrontata con i rischi della vita, minata dalla malattia, emergono, s’affermano e si dispiegano le risposte e le vocazioni delle cinque ragazze. Quattro sceglieranno lo stesso Carmelo, quello di Lisieux. Leonia invece orienterà la sua scelta verso la Visitazione di Caen.

La beatificazione dei genitori metterà in luce l’umile risposta di questa coppia, attenta ad iscrivere la sua risposta quotidiana nell’impegno per le figlie e nella crescita spirituale di ognuna di loro. Sapranno affrontare gli eventi più dolorosi della vita. La loro fede serena, umile, ardente e radicata nella vita della Chiesa permetterà loro di restare saldi. In uno slancio di questa stessa passione amante, Teresa non esitò a scrivere a padre Bellière, alla fine di luglio 1897, due mesi prima della sua morte : “Il buon Dio mi ha donato un padre ed una madre più degni del Cielo che della terra. Essi chiesero al Signore di dar loro molti figli e di prenderli per Sé. Questo desiderio fu esaudito : quattro angioletti volarono in Cielo e le cinque figlie rimaste nell’arena presero Gesù come Sposo”. Siamo in buona compagnia.

La coppia Martin : un aureola per due

I lavori di una possibile beatificazione di Luigi e Zelia Martin risalgono al 1957. Ma era parecchio tempo che coppie e famiglie li pregavano ed avevano ricevuto da loro grazie e favori.

Non sono stati beatificati evidentemente perchè hanno generato “la più grande santa dei tempi moderni” (Pio X), ma perché entrambi hanno vissuto il Vangelo il più fedelmente possibile. Fu Giovanni Paolo II che volle unificare le cause. Li ha dichiarati “Venerabili” il 26 marzo 1994. Per la loro beatificazione mancava solo un miracolo, che avvenne a Monza (diocesi di Milano) il 29 giugno 2002. Il piccolo Pietro Schilirò, condannato a morte fin dalla nascita per la condizione dei suoi polmoni, fu guarito dopo delle novene ai genitori Martin. Una cartella medica di 967 pagine è stata presentata ai medici della Congregazione per la Causa dei Santi. Essi hanno ammesso che questa guarigione poteva spiegarsi solo con un miracolo. Il 3 luglio 2008, Benedetto XVI ha firmato il rescritto (1), approvando questa conclusione.

Nella piccola città di Alençon, Luigi Martin era orologiaio-gioielliere e Zelia (nata Guérin) merlettaia, fabbricava il famoso Punto di Alençon. Ferventi cristiani, di una carità concreta ed effettiva, ebbero nove figli. La mortalità infantile, molto alta alla fine del XIX secolo, ne portò via quattro, di cui due maschietti. Volendo preparare la dote per le cinque figlie sopravvissute e non lasciare disoccupate le operaie, i coniugi Martin lavorarono molto, anche durante l’occupazione prussiana del 1870. Colpita da un cancro al seno che si metastatizzò, Zelia partorì “la piccola Teresa” a 41 anni, che si salvò grazie alla nutrice Rosa Taillé di Semallé. Teresa conobbe la sua mamma soltanto per quattro anni e mezzo. Si ricordò sempre di quest’anni pieni di amore e di gioie familiari. Spossata dalla fatica e dalle sofferenze della malattia, Zelia morì il 28 agosto 1877. Lo choc fu terribile per tutti, ma specialmente per l’ultima nata. Impiegherà dieci anni a superarlo.

Vedovo e con cinque figlie ancora minorenni, Luigi Martin lasciò con grande sacrificio i suoi legami di Alençon e si trasferì a Lisieux, dove il cognato Isidoro Guérin, farmacista, e la moglie Celina lo aiuteranno nell’educazione delle figlie. Visse ancora diciassette anni e conobbe la sua “passione” durante la malattia, che durò circa sei anni. Aveva acconsentito alla vocazione religiosa delle cinque figlie. Questa famiglia di “ordinario” aveva ben poco ; aveva vissuto ciò che Teresa scrisse nel 1897 : “Amare è dare tutto e donare se stessi” (Poesia n. 54).

(1) Rescritto : atto amministrativo consegnato dall’autorità ecclesiastica

Il fascino umano della santità cristiana

Alençon e Lisieux, 12-13 luglio 2008
in occasione del 150° anniversario di matrimonio
dei Venerabili Servi di Dio Luigi e Zelia Martin

Cardinal MartinsCelina… “Alza gli occhi verso la Celeste Patria,
E tu vedrai su dei seggi d’onore
Un Padre amato… Una Madre cara…
Ai quali tu devi la tua immensa felicità !…

Carissimi fratelli e sorelle,

ho voluto cominciare questa riflessione con le parole stesse con le quali Teresa, seppur sinteticamente, ha tratteggiato, il quadro dell’atmosfera familiare in cui è cresciuta.

La famiglia dall’Ottocento a oggi

Quando il cielo si svuota di Dio la terra si popola di idoli. Già nell’Ottocento, il secolo dei Martin, e nel primo Novecento, si iniziò progressivamente a venir meno al compito educativo nella famiglia. Si scelse l’affermazione economico-sociale. Lo notava – potremo dire quasi profeticamente – Charles Peguy, nato cinque giorni dopo santa Teresa, la figlia dei Martin. “Un bambino cristiano” - scrive infatti, in una delle sue opere - “non è null’altro che un bambino al quale migliaia di volte è stata presentata dinanzi agli occhi l’infanzia di Gesù”. Nei ritmi e nelle parole quotidiane si sorprendono ancora riflessi inconsapevoli di quel popolo cristiano fatto di poveri cristi “che andavano e cantavano” e che “impagliavano seggiole con lo stesso spirito con cui scolpivano le loro cattedrali”. Eppure non si può dire che il fanciullo Charles rientri nella descrizione di bambino cristiano cara all’adulto Péguy. Intorno a lui, nell’ambiente familiare e scolastico della sua infanzia, non si scorgono persone che vivono così, con uno sguardo familiare e affettuoso rivolto a Gesù. La famiglia Martin sì.

Questa rinuncia alla paternità è continuata nel Novecento in modi più complessi, essenzialmente attraverso l’adesione ai modelli dei grandi totalitarismi, che di nuovo li sostituivano sostanzialmente, perché la funzione educativa veniva delegata allo Stato totalitario, comunista o nazionalsocialista. Questa abdicazione, questa eclissi della figura del padre, è continuata nella società dei consumi, dove la carriera e l’immagine tolsero il posto all’educazione dei figli. L’educazione è un problema di testimonianza.

Senza lunghi discorsi, senza prediche papà Martin ha introdotto Teresa a un senso ultimamente positivo dell’esistenza. Papà Luigi è stato educatore perché non aveva il problema di educare

La famiglia oggi : L’amore si è ammalato in famiglia

All’inizio di quest’anno un noto quotidiano italiano pubblicava un articolo di Claudio Risé, dal titolo significativo : L’amore si è ammalato in famiglia. Cito alcune sue espressioni significative :

Si è ammalato l’amore, in particolare si è ammalato il luogo dove ogni essere umano sperimenta per la prima volta l’amore, il venire amato e l’amare gli altri […]. Nella famiglia attuale poi i figli, anziché essere oggetto d’amore dei genitori, si trovano in concorrenza con molte altre cose.

Una famiglia eccezionale : la testimonianza delle figlie

“Per tutta la mia vita è piaciuto a Dio circondarmi d’amore, i primi ricordi sono sorrisi e carezze tenerissime” (Ms A, 4 v°) : il ritratto più vivo dei Venerabili Servi di Dio Luigi Martin e Zelia Guérin è tracciato dalla loro figlia più illustre. Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, nelle prime pagine di Storia di un’anima, descrive la dolcezza e la gioia della sua vita familiare. Teresa, il più giovane Dottore della Chiesa, ha percepito la sua famiglia come la terra di un giardino, “una terra santa” dove è cresciuta con le sue sorelle, sotto la guida abile ed esperta dei suoi genitori incomparabili.

“Il buon Dio mi ha dato un padre ed una madre più degni del cielo che della terra” . La convinzione profonda della santità dei genitori non era condivisa solo nell’ambito familiare, ma anche da parenti e da cittadini semplici che parlavano dei Martin come di una coppia santa.

In una lettera del 1891, 14 anni dopo la scomparsa di Zelia, la zia Celina Guérin scriveva alla carmelitana Teresa : “Che cosa ho mai fatto, perché Iddio mi abbia circondata di cuori tanto amorosi ! (i genitori di Teresa). Non ho fatto che rispondere all’ultimo sguardo di una madre che amavo molto. Ho creduto di capirlo quello sguardo, che nulla potrà farmi mai dimenticare. Da quel giorno, ho cercato di sostituire colei che Dio vi aveva rapita, ma ahimé, nulla può sostituire una simile madre !… Ah, il fatto è che i tuoi genitori, mia piccola Teresa, sono di quelli che si possono chiamare santi, e che meritano di generare dei santi”.

Anche Leonia, la figlia che ha creato più difficoltà ai genitori, ripeteva alle consorelle della Visitazione di Caen : Noblesse oblige (la nobiltà mi obbliga) ; appartengo ad una famiglia di santi e devo essere all’altezza.

I Martin non sono santi per aver messo al mondo una santa, ma per aspirato alla santità come coppia. Era un desiderio reciproco, frutto di un impegno comune. Vi era in entrambi la volontà di ricercare, nello stato di vita che avevano abbracciato, la volontà di Dio e di obbedire al suo comando : Siate santi perché Io sono santo. Luigi e Zelia Martin sono stati l’humus, la terra, dove è nata e vissuta per 15 anni Teresa, prima di essere “la più grande santa dei tempi moderni” (San Pio X).

Il loro segreto : un’ordinarietà straordinaria

Luigi e Zelia sono un esempio luminoso di vita matrimoniale vissuta nella fedeltà, nell’accoglienza della vita e nell’educazione dei figli. Un matrimonio cristiano vissuto nell’assoluta fiducia in Dio e che può essere proposto alle famiglie di oggi. La loro è stata una vicenda matrimoniale esemplare intessuta di un prezioso ordito di virtù cristiane e di saggezza umana. Esemplare non significa che dobbiamo ricalcare, fotocopiare la loro vita riproducendo tutti i loro fatti e le loro gesta, ma utilizzare, come loro, i mezzi soprannaturali che la Chiesa offre ad ogni cristiano per realizzare la vocazione comune alla santità. La Provvidenza ha voluto che il Decreto per l’approvazione del miracolo attribuito alla loro intercessione fosse annunciato nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario delle loro nozze (13 luglio 1858).

Perché dopo tanto tempo ? Non è fuori dal tempo una famiglia del genere ? In che cosa sono attuali i coniugi Martin ? Possono aiutare le nostre famiglie ad affrontare le sfide di oggi ?

Sono sicuro, che da oggi in poi, si svilupperà un vasto dibattito attorno a questa coppia e alla sua prossima Beatificazione. Conferenze, dibatti, tavole rotonde cercheranno di individuare l’attualità della loro esperienza con la nostra storia così complessa e travagliata. Una cosa deve però essere chiara : la Chiesa non canonizza un’epoca, ma esamina la santità. Nel caso dei Martin la Chiesa propone ai fedeli la santità e la perfezione della vita cristiana, che una coppia di sposi ha raggiunto in modo esemplare, anzi in grado eroico, per utilizzare il linguaggio dei Processi. La Chiesa verifica non l’eccezionale, ma se, nel quotidiano della loro vita, sono stati sale della terra e luce del mondo (Mt 5,13-14). Il Servo di Dio Giovanni Paolo II affermava : “Era necessario che l’eroico diventasse normale, quotidiano, e che il normale, quotidiano diventasse eroico”. La Chiesa ha stabilito che papà Luigi e mamma Zelia hanno fatto diventare l’eroico quotidiano e il quotidiano eroico e questo è possibile per ogni cristiano e qualunque sia il suo stato di vita. Mi piace qui citare un passaggio della celebre Lettera a Diogneto quando si parla del matrimonio cristiano e che i coniugi Martin seppero prima desiderare e poi incarnare : I cristiani non si distinguono dagli altri uomini né per territorio, né per lingua, né per vestito. (…) Si sposano come gli altri e hanno figli, ma non abbandonano i neonati. Vivono nella carne, ma non secondo la carne. Passano la loro vita sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma con il loro tenore di vita superano le leggi.

È un modello concretamente possibile, è la strada che i discepoli di Gesù sono chiamati a percorrere anche oggi : annunciare la bellezza del matrimonio cristiano con esperienze autentiche, credibili, attraenti. Per attuare questo occorrono sposi e genitori maturi nell’amore, capaci di quella fedeltà per cui si sta insieme, non perché non ci si può separare, ma perché ci si vuole veramente bene. Luigi e Zelia hanno abbracciato la forma di vita coniugale per seguire Cristo. Sposi, coniugi e genitori in Cristo dove il matrimonio è accolto come chiamata e missione donata da Dio. Con la loro vita, hanno saputo portare a tutti la bella notizia dell’amore “in Cristo” : quello umile, che non si stanca di ricominciare ogni mattina, capace di fiducia, di sacrificio. Questa comunione emerge chiarissima, anche solo dalle pochissime lettere che intercorsero fra i due sposi, quando per diversi motivi erano lontani.

In una di queste Luigi chiude il suo breve scritto quasi con una sintesi dell’amore matrimoniale, firmandosi : Tuo marito e vero amico, che ti ama per la vita. A queste parole fanno eco quelle di Zelia : Ti seguo in spirito tutta la giornata ; mi dico : “In questo momento fa la tal cosa”. Non vedo il momento di esserti vicina, mio caro Luigi ; ti amo con tutto il cuore e sento ancora raddoppiare il mio affetto per la privazione che provo della tua presenza ; mi sarebbe impossibile vivere lontana da te.

Qual è il segreto di questa comunione ? Forse, il fatto che, prima di guardarsi reciprocamente negli occhi, tenevano lo sguardo fisso in Colui che è fedele e Padre di ogni fedeltà. Vivevano sacramentalmente la comunione reciproca, attraverso la Comunione che ciascuno dei due coltivava con Dio.

È il nuovo “Cantico dei Cantici” , proprio dei coniugi cristiani : non solo devono cantarlo, ma essi soli possono cantarlo. L’ amore cristiano è un “Cantico dei Cantici” che la coppia canta con Dio.

La vocazione in famiglia

La vocazione è innanzitutto un’iniziativa divina. Ma un’educazione cristiana favorisce la risposta generosa alla chiamata di Dio : è in seno alla famiglia che i genitori devono essere per i loro figli, con la parola e con l’esempio, i primi annunciatori della fede, e assecondare la vocazione propria di ognuno, e quella sacra in modo speciale (CCC, 1656). Così, se i genitori non vivono i valori evangelici, il giovane e la ragazza potranno difficilmente sentire la chiamata, comprendere la necessità dei sacrifici per consentire o apprezzare la bellezza dello scopo da raggiungere. Infatti, è nella famiglia che i giovani fanno la prima esperienza dei valori evangelici, dell’amore che si dà a Dio ed agli altri. Bisogna anche che siano formati all’utilizzo responsabile della loro libertà, per essere pronti a vivere, secondo la loro vocazione, le più elevate realtà spirituali (Giovanni Paolo II, Vita Consacrata).

Tutti i figli dei Martin, sono stati accolti come un grande dono di Dio e poi ridonati tutti a Dio. La mamma, con il cuore straziato dal dolore, ha offerto i quattro figli morti in tenera età. Il papà, le cinque figlie, quando entreranno in monastero. Per i figli hanno sofferto non solo le doglie del parto fisico, ma anche le doglie di generare in loro la fede finché non sia formato Cristo in loro (Gal 4, 19).

Sono stati veri ministri della vita e genitori santi che hanno generato santi ; hanno guidato ed educato alla santità. La famiglia Martin, come la famiglia di Nazareth, è stata una scuola, un luogo di apprendistato e una palestra di virtù. Una famiglia che d’ora in avanti sarà riferimento sicuro per ogni altra famiglia.

I coniugi Martin : un percorso di santità che ha trasmesso la fede

Alençon e Lisieux, 12-13 luglio 2008,
150° anniversario di matrimonio
dei Venerabili sposi Luigi e Zelia Martin

“Nozze di granito”

È molto emozionante per me, ed è una grazia di Dio, essere oggi con voi in questo luogo. La chiesa di Notre-Dame d’Alençon, col suo portico in gotico fiammeggiante, è un vero gioiello, o come dite voi, un vero merletto, il punto d’Alençon in pietra ; mi hanno detto che “se si vuole collocare Dio nel posto più bello della Chiesa occorre metterlo alla porta !”.

Ringrazio per la squisita attenzione di volere che in questa sera del 12 luglio, io sia qui con tutti voi a fare memoria del 150° anniversario delle nozze dei Venerabili Servi di Dio, Zelia Guérin e Luigi Martin. Nozze e vita, direi, realizzate con rara maestria, dal vero artefice di questo finissimo capolavoro : i coniugi Luigi e Zelia Martin sono pietre scelte, vere “pietre vive e preziose scolpite dallo Spirito”, come un finissimo merletto al punto d’Alençon per la Chiesa di Dio che è in Sées e in Bayeux-Lisieux, dove vissero e morirono.

Nozze d’oro in Cristo, anzi tre volte d’oro, perché durano da 150 anni. Credo sia giusto definire queste nozze : “nozze di granito”, come sul Sito della Diocesi le ha caratterizzate Sua Eccellenza Mons. Jean-Claude Boulanger, il vostro vescovo. Osservando le case del centro storico della vostra bella e famosa città ho potuto ammirare - e continuo ad ammirare anche qui - il vostro granito particolarmente fine e trovo molto adeguata l’immagine del granito per caratterizzare la solidità e semplicità dell’amore e della fede di questi sposi.

Sembrano applicarsi perfettamente ai coniugi Martin le parole che Paul Claudel (1868-1955), contemporaneo della loro figlia Teresa, scrive nel Prologo de L’Annuncio a Maria : “Non alla pietra tocca fissare il suo posto, ma al Maestro dell’Opera che l’ha scelta … Santità non è farsi lapidare in terra di Paganìa o baciare un lebbroso sulla bocca, ma fare la volontà di Dio, con prontezza, si tratti di restare al nostro posto, o di salire più in alto”.

I Martin sono santi scelti da Dio per essere questi santi ed essere impiegati nella costruzione della sua Chiesa. La santità è proprio tutta qui : “fare la volontà di Dio con prontezza”, la dove Egli ci ha collocati, “si tratti di restare al nostro posto, o di salire più in alto”.

Dio è il “tre volte santo”, Dio è quel “Padre veramente santo, fonte di ogni santità”, che “santifica” doni e fedeli “con l’effusione del suo Spirito” (1). Per ciò la santità, ogni santità, è solo un riflesso della sua gloria. La Chiesa, elevando qualcuno agli onori degli altari, prima di tutto racconta e proclama la gloria e la misericordia di Dio. Allo stesso tempo, attraverso la loro testimonianza, offre ai credenti un esempio da imitare e, attraverso la loro intercessione, un aiuto a cui ricorrere.

Proprio come oggi, il 12 luglio 1858 alle ore 22 in comune, i Venerabili Servi di Dio Zelia Guérin e Luigi Martin contraevano il matrimonio civile. Un paio d’ore dopo, a mezzanotte, con qualche parente e amico intimo, attesi da l’Abbé Hurel, un sacerdote amico, varcavano la soglia di questa chiesa parrocchiale per celebrare le loro nozze in Cristo nella più stretta intimità. La notte delle loro nozze richiama la notte di Natale e di Pasqua, la notte che “sola fra tutte” ha meritato di conoscere il momento e l’ora del fatto che ha sconvolta la storia dell’umanità. Così è cominciato il loro “Cantico dei Cantici”.

Una “coppia apostolica”

Teresa, già monaca al Carmelo di Lisieux, invita la sorella Celina a sciogliere un canto di ringraziamento a Gesù per la Vestizione :
“Alza gli occhi verso la Celeste Patria,
E tu vedrai su dei seggi d’onore
Un Padre amato… Una Madre cara…
Ai quali tu devi la tua immensa felicità !…” . (P 16,1)

I Venerabili Servi di Dio Zelia e Luigi, che presto, attraverso la mia voce, il Papa avrà la gioia di elevare agli onori degli altari, sono stati innanzitutto una coppia unita in Cristo che ha vissuto la missione della trasmissione della fede con passione e con raro senso del dovere. Pur vivendo in un momento storico particolare, quello dell’Ottocento, molto diverso dal nostro, entrambi hanno testimoniato con impegno e si sono coinvolti in modo del tutto naturale, direi quasi fisiologico, in quello che noi oggi chiamiamo evangelizzazione.

Possiamo addirittura definirli una “coppia apostolica” come Priscilla ed Aquila : i coniugi Luigi e Zelia si sono impegnati come coppia cristiana laica nell’apostolato d’evangelizzazione, e lo hanno fatto in modo serio e convinto per tutto l’arco della loro esistenza, dentro e fuori le mura domestiche.

Nella testimonianza di vita dei Venerabili Servi di Dio, che come tutti sanno sono gli “incomparabili genitori” (2) di santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo è sovrabbondante il “dono di sé”… Ma la vita e la fama di santità di questi sposi non abbraccia solo l’arco delle loro nozze e della loro vita coniugale. Essa è presente in maniera inequivocabile anche prima delle loro nozze. La vita di entrambi si è sviluppata nella ricerca di Dio, nella preghiera, animata dal profondo desidero di realizzare soprattutto la Volontà di Dio. Si sono orientati, dapprincipio, verso la vita religiosa consacrata, cercando aiuto e discernimento.

Non si finirebbe di ricrearci raccontando i numerosi episodi della carità che sono accaduti proprio qui, nelle vie della vostra città. Diversi vostri cittadini, discendenti e amici dei Martin, sono stati i testimoni concreti del loro “dono di sé” e hanno deposto, prima per Teresa e più tardi per i suoi genitori, nei differenti Processi Informativi, che sono l’inizio di ogni iter per verificare la santità nella Chiesa. Già raccogliendo le testimonianze per Teresa, molti hanno parlato dei suoi genitori e delle loro qualità squisitamente cristiane.

Basterebbe leggere Storia di un’anima e passeggiare per le vie della città per scoprire i luoghi dove Luigi e Zelia sono cresciuti, hanno ricevuto la loro formazione umana e cristiana, hanno lavorato : come merlettaia (e che merlettaia !), Zelia in rue Saint-Blaise ; come fabbricante di orologi e gioielliere, Luigi in rue Pont-Neuf. Qui hanno approfondito la loro fede e pensato di donarsi al Signore. Dio però aveva altri progetti per loro e un giorno qui, sul ponte Saint-Léonard si sono incrociati, si sono conosciuti e si sono amati. Poi si sono sposati e sono diventati genitori. È proprio qui, in questa chiesa, che Teresa, la loro ultima figlia, è rinata in Cristo. Il fonte battesimale è ancora il medesimo, vero grembo della Chiesa, Madre e formatrice di santi, unico grembo che ci fa tutti figli dell’unico Padre. La matrice unica della santità.

Proverbiali sono l’apertura e l’accoglienza della famiglia Martin : non solo la casa era aperta e accogliente per chiunque bussasse, ma il cuore di questi sposi era caldo, spazioso e pronto al “dono di sé”. Contrariamente all’etica borghese del loro tempo e del loro ambiente, che celava, dietro al “decoro”, la religione del denaro e il disprezzo dei poveri, Luigi e Zelia, insieme alle loro cinque figlie, impiegavano buona parte del loro tempo e del loro denaro per aiutare chi era nel bisogno.

Al processo per i genitori, Celina Martin, al Carmelo Suor Geneviève, depone circa l’amore del papà e della mamma verso i poveri : “Se in casa nostra regnava l’economia, quando si trattava di soccorrere i poveri vi era la prodigalità. Li si preveniva, li si cercava, quando non si insisteva per farli entrare in casa, dove erano nutriti, riforniti di viveri, vestiti, esortati al bene. Vedo ancora la mamma sollecita verso un povero anziano. Io potevo avere allora sette anni, ma mi ricordo come se fosse stato ieri. Stavamo passeggiando quando incontrammo sulla strada un uomo che faceva compassione. La mamma mandò Teresa a portargli l’elemosina. Quel povero si mostrò così riconoscente, che Teresa si mise a parlare con lui. Allora la mamma lo invitò a seguirci e rientrammo in casa. Lei gli preparò un buon pranzo - moriva di fame - e gli diede dei vestiti, e gli regalò un paio di scarpe… E lo invitò a ritornare a casa nostra se avesse avuto ancora bisogno…” (3).

E a proposito del papà aggiunge : “Si preoccupava di trovar loro lavoro secondo la loro condizione, li faceva ricoverare in ospedale quando c’era bisogno, o procurava loro una soluzione onorevole secondo i casi. In questo modo aiutò una famiglia della nobiltà caduta in miseria […]. A Lisieux, ai Buissonnets, tutti i lunedì, in mattinata, i poveri venivano a chiedere l’elemosina. Si dava loro sempre qualcosa, o del cibo o dei soldi ; e spesso era la piccola Teresa che consegnava l’elemosina… Un giorno, in chiesa, papà aveva incontrato una persona anziana che aveva l’aria di essere molto povera. Lo portò a casa. Gli demmo da mangiare e tutto ciò di cui aveva bisogno. Mentre stava per partire, papà gli chiese di benedirci, Teresa ed io. Noi eravamo già delle ragazzine, e ci siamo inginocchiate davanti a lui, e lui ci ha benedetti” (4).

Sono cose dell’altro mondo capitate proprio qui ! Non siamo di fronte alla semplice bontà, ma all’amore per il povero vissuto in grado eroico secondo lo spirito del Vangelo di Matteo (5). Risplende in questa luminosa coppia qualcosa della santità perenne che troviamo lungo il corso della storia della Chiesa.

La fama di santità

Tutti i Pontefici che hanno dovuto occuparsi della piccola Teresa (San Pio X, Benedetto XV, Pio XI, Pio XII, il beato Giovanni XXIII, il Servo di Dio Paolo VI - di Giovanni Paolo I dirò tra poco - fino al grande Papa Giovanni Paolo II), hanno messo in luce l’esemplarità della santità dei coniugi Martin, vedendovi una relazione tra la loro santità e quella della figlia.

La santità di questi coniugi non è una santità di riflesso, a causa della santità della loro figlia, ma vera e propria santità personale voluta, perseguita attraverso un cammino d’obbedienza alla volontà di Dio che vuole tutti i suoi figli santi come lui è Santo. Anzi, possiamo dire che Teresa è stata la prima “postulatrice” della santità dei suoi genitori ; santità nella accezione più vera del termine non un semplice modo di dire. Teresa parla del papà usando più volte termini come santo, servo di Dio, giusto. Ammira nei suoi genitori non solo le doti e il tatto umano o la loro laboriosità, ma osserva acutamente la fede la speranza e la carità, l’esercizio eroico delle virtù teologali. Osserva tutti quegli elementi che sono presi in esame da ogni processo canonico. Se potessi la raccomanderei come postulatrice.

La Chiesa è debitrice a Luigi e Zelia, veri maestri e modelli della santità di Teresa, come ha giustamente affermato Von Balthasar che, in Sorelle nello Spirito (6), scrive : “Teresa realizza nel soprannaturale soltanto ciò che in qualche modo ha vissuto nel naturale. E nulla ella ha forse esperimentato in modo più intimo e più travolgente dell’amore del padre e della madre. Per questo la sua immagine di Dio è determinata dall’amore filiale. In ultima analisi è a Luigi e Zelia Martin che dobbiamo la dottrina della ”piccola via”, dell’infanzia spirituale, perché furono loro a rendere vivo e palpitante nel cuore di Teresa di Gesù Bambino il Dio che è più del padre e della madre” (7).

L’osservazione di Von Balthasar è di capitale importanza. Egli afferma in modo chiaro che la dottrina della “piccola via”, che ha fatto di Teresa un Dottore della Chiesa nella Scienza dell’amore di Dio, la dobbiamo alla santità ed esemplarità di vita di Luigi e Zelia ; la Chiesa, apprestandosi in questi giorni a beatificare questa coppia, mostra che la santità, qualunque sia la scelta o lo stato di vita che abbiamo abbracciato, è possibile, è praticabile da tutti. E può essere grande santità.

Ma questo non dovrebbe essere realtà per ogni coppia ? La famiglia non è chiamata a trasmettere ai figli il mistero del Dio che è più del padre e della madre” ? La famiglia non è forse scuola di umanità vera e palestra di santità ? Essa è il luogo privilegiato per forgiare carattere e coscienza. Ecco la missione, il compito di sempre della coppia, della famiglia cristiana.

A ben guardare, la fama di santità di questi coniugi, supera già i confini delle vostre Diocesi, è presente oggi possiamo dire in tutto l’Oikoumene cattolico come si evince dalla numerosissima e dettagliata documentazione, che in più di 80 anni è andata sempre crescendo.

Questo prodigio lo dobbiamo proprio a Teresa. Se è vero che Storia di un’anima, la cui prima edizione è del 1898, dopo la Bibbia è il libro tradotto in più lingue, ognuno comprende benissimo la vastità della risonanza che i coniugi Martin hanno nel mondo. Forse non è esagerato dire che, quanto a fama, dopo la Santa Famiglia di Nazareth, la “santa famiglia Martin” stia al secondo posto.

Il Servo di Dio Giovanni Paolo I, ancora Patriarca di Venezia (1969-1978), nel noto libro Illustrissimi (8), scrisse : “Quando ho sentito che era introdotta la causa di beatificazione dei genitori di santa Teresa di Gesù Bambino, ho detto : “Finalmente una causa a due ! San Luigi IX è santo senza la sua Margherita, Santa Monica senza il suo Patrizio ; Zelia Guérin, invece, sarà santa con Luigi Martin suo sposo e con Teresa sua figlia !”.

Già nel 1925, il Cardinal Antonio Vico - inviato da Pio XI come suo Legato a Lisieux a presiedere i solenni festeggiamenti in onore di Santa Teresa di Gesù Bambino, da poco canonizzata - rivolgendosi a Madre Agnese di Gesù (Paolina, la secondogenita dei Martin) pronunciò queste parole : “Ora bisogna occuparsi di papà… Da Roma stessa proviene questa commissione, che mi ha incaricato di farvi” (9). Se la cosa non ebbe subito seguito lo si deve attribuire alle giuste perplessità di Madre Agnese di Gesù.

“Incomparabili genitori”

Chiunque si sia avvicinato anche solo sbrigativamente a Storia di un’anima non ha potuto non osservare il profilo umano e spirituale di questi genitori che hanno costruito sapientemente un clima familiare in cui è cresciuta Teresa e non amare questi suoi “incomparabili genitori”.

Il ricco epistolario della moglie Zelia, è una testimonianza di come la signora Martin seguisse la formazione umana, cristiana e spirituale di tutti i membri della famiglia, dal fratello Isidoro prima e, dopo le sue nozze, della cognata Celina Fournet e delle proprie figlie. Non vi è lettera di Zelia in cui non aleggi la presenza di Dio, una presenza fatta non di formalità, di convenevoli, di circostanza, ma chiaro riferimento alla luce del quale viene affrontato ogni aspetto della vita. Un epistolario che testimonia una squisita attenzione al bene di tutta la persona e alla sua crescita globale. Crescita che è piena e valida se non esclude Dio dal proprio orizzonte.

Il marito Luigi, meno loquace e restio a scrivere, non si tira indietro di fronte all’aperta testimonianza della propria fede e non teme di essere preso in giro : nei rapporti con la propria consorte, in casa con le sue cinque figlie, nella gestione della sua bottega di orologiaio gioielliere, sia con gli amici, per strada o in viaggio, in ogni circostanza, per lui “messer Dio è sempre il primo servito”.

Una famiglia missionaria della prima ora quando in Francia da poco muove i prima passi l’opera della Propagazione della fede di Pauline Jaricot (1799-1862) e cominciano i movimenti missionari del XIX secolo. Ricordiamo che i coniugi Martin iscrissero tutte le loro figlie all’Opera della Santa Infanzia (si conserva ancora l’immagine-ricordo dell’iscrizione di Teresa, 12 gennaio 1882) e che inviarono generose offerte per la costruzione di nuove chiese in terra di missione. Il fatto di partecipare fin da bambina alle attività dell’Opera della Santa Infanzia contribuì senz’altro a svegliare e a sviluppare lo zelo missionario in Teresa. Luigi e Zelia furono santi che generarono una santa, coniugi missionari che, non solo parteciparono allo slancio missionario del loro tempo, ma, addirittura, educarono per la Chiesa la Patrona delle Missioni Universali (1927).

Luigi e Zelia sono santi non tanto per il metodo o i mezzi scelti per partecipare all’evangelizzazione, che sono evidentemente quelli della chiesa e della società del loro tempo, ma sono santi per la testimonianza della serietà in cui era vissuta e trasmessa la fede nella loro famiglia. Hanno evangelizzato i loro figli prima con la loro esemplare vita di coppia, poi con la parola e l’insegnamento domestico.

A questo riguardo basterebbe ricordare quanto Teresa stessa scrive in Storia di un’anima, a proposito del fascino che hanno esercitato su di lei il papà e la mamma : “Tutti i particolari della malattia della nostra mamma tanto cara sono presenti al mio cuore, ricordo soprattutto l’ultima settimana che passò sulla terra ; eravamo, Celina e io, come povere piccole esiliate, tutte le mattine la signora Leriche veniva a prenderci, e passavamo la giornata da lei. Un giorno non avevamo avuto il tempo di fare la nostra preghiera prima di uscir di casa e durante il tragitto Celina mi disse piano : “Dobbiamo dire che non abbiamo fatto la nostra preghiera ?”. - “Oh, si !” le risposi : allora lo raccontò molto timidamente alla signora Leriche, e questa concluse : ”Ebbene, bambine mie, ditele ora”. Poi ci mise tutte due in una grande stanza e se ne partì… Celina mi guardò e dicemmo : “Ah ! non è come la mamma ! Lei le preghiere le dice sempre con noi !” (10).

Il papà, “il Re di Francia e di Navarra” (11), come amava chiamarlo Teresa esercitò un positivo fascino spirituale su di lei. La sua figura di uomo ispirava venerazione e rispetto : “Che potrò dire delle veglie d’inverno, soprattutto di quelle domenicali ? Com’era dolce per me, dopo la partita a dama, stare seduta con Celina sulle ginocchia di Papà. Con la sua bella voce cantava delle arie che empivano l’anima di pensieri profondi, oppure, cullandoci dolcemente, diceva delle poesie improntate di verità eterne. Dopo, salivamo per fare la preghiera in comune, e la piccola reginetta era sola accanto al suo re : non aveva che da guardarlo per sapere come pregano i santi !” (12).

Un’iniziazione cristiana in famiglia

Potremmo definire il Manoscritto A “il Manoscritto dell’iniziazione cristiana familiare di Teresa”. Iniziazione portata avanti con la stessa preoccupazione di quella scolastica. La fede per i Martin era una fede incarnata non una serie di norme da rispettare. Teresa, sempre nel Manoscritto A (1895), ringrazia non solo i genitori, ormai scomparsi : la mamma nel 1877 e il papà nel 1894, ma anche le sorelle maggiori che l’hanno accompagnata nella preparazione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana.

Qui sta il valore singolare, non solo dei coniugi, ma anche delle figlie maggiori, quindi dell’intera famiglia Martin. I genitori, che prima sono stati educati ed ammaestrati dalla Chiesa, a loro volta hanno trasmesso l’insegnamento ricevuto a tutti i figli. E tanto bene da meritare che la loro figlia più illustre, dopo essere stata ammaestrata da così “incomparabili genitori” è divenuta Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, e oggi ammaestra tutta la Chiesa come Dottore (1997). Ab ipsis docta docet. Istruita da loro istruisce, cioè insegna.

Questa è la sfida che la chiesa lancia oggi a tutte le famiglie cristiane con la beatificazione di questa famiglia.

Non sono stati semplici strumenti che hanno veicolato la fede come un acquedotto veicola l’acqua, ma il depositum fidei da loro insegnato era arricchito dalla loro personale esperienza fatta di fede, di speranza e di carità. Non hanno trasmesso la fede come qualcosa di tradizionale, di frammentario, di nozionistico, ma di vivo. Non una fede come eredità - quella la lasciano i morti - ma hanno inserito i figli innestandoli con il battesimo nella corrente viva e vitale della Chiesa e affiancandosi ad essa, non sostituendosi ad essa, con la Chiesa e nella Chiesa, hanno collaborato in perfetta sintonia.

C’è da osservare che la santità di questa coppia è in armonia e consonanza col Concilio Vaticano II e con diversi Documenti della Chiesa. Uno fra tutti la Gaudium et Spes. Dalla parte II, prendo il Capitolo I su Dignità del Matrimonio e della famiglia e sua valorizzazione. Qui, al numero 48, intitolato Santità del matrimonio e della famiglia, si legge (13) : “Prevenuti dall’esempio e dalla preghiera comune dei genitori, i figli, anzi tutti quelli che vivono insieme nell’ambito familiare, troveranno più facilmente la strada di una formazione veramente umana, della salvezza e della santità” .

Come non vedere la prossimità della famiglia Martin con questo importante testo ? Tutto ciò può sorprenderci se pensiamo quanto i loro tempi sono distanti dai nostri. Il 12 luglio 1858 sono 150 anni fa e siamo nella Francia del secondo Impero. Noi, uomini e donne del secondo millennio, possiamo provare qualche disagio ad immaginarci il genere di vita quotidiana che conduceva questa coppia senza elettricità, riscaldamento, radio, televisione, tutti quei mezzi moderni di comunicazione che caratterizzano il nostro villaggio globale. Ma noi giudichiamo la santità, non le distanze che ci separano dalla loro testimonianza ; giudichiamo la santità, non la forma in cui essa è giunta a noi. La loro è una distanza di forma non di sostanza, non di contenuto, non di dottrina. I Martin hanno “conservato il vino buono fino alla fine” (cf. Gv 2,10).

Proprio alla luce dei documenti della Chiesa, questa coppia può essere proposta come famiglia impegnata nell’evangelizzazione dei figli. Allora forse più improntata al catechismo, ai precetti, la dottrina della Chiesa era insegnata, oltre che nella parrocchia, nella famiglia, imparando a memoria le stesse verità della fede. In questo la Chiesa seguiva il metodo di insegnamento comune a quel tempo, dove la memoria aveva un ruolo importante.

La famiglia Martin è testimone nella sua casa - con i figli, con i dipendenti, con i parenti, con i domestici - del ruolo di evangelizzazione, che non solo la coppia, ma tutta la famiglia, ha come missione e compito da svolgere.

Paolo VI scriveva, nella Evangelii Nuntiandi (§ 71), qualcosa che vediamo vissuto in modo esemplare proprio dalla famiglia Martin. “Nell’ambito dell’apostolato di evangelizzazione proprio dei laici, è impossibile non rilevare l’azione evangelizzatrice della famiglia. Essa ha ben meritato, nei diversi momenti della storia della Chiesa, la bella definizione di “Chiesa domestica”, sancita dal Concilio Vaticano II… La famiglia, come la Chiesa, deve essere uno spazio in cui il Vangelo è trasmesso e da cui il Vangelo si irradia. Dunque nell’intimo di una famiglia cosciente di questa missione, tutti i componenti evangelizzano e sono evangelizzati. I genitori non soltanto comunicano ai figli il Vangelo, ma possono trasmettere loro lo stesso Vangelo profondamente vissuto. E una simile famiglia diventa evangelizzatrice di molte altre famiglie e dell’ambiente nel quale è inserita” .

La Casa di rue Pont-Neuf, quella di rue Saint-Blaise e quella dei Buissonnets sono sempre, anche nei vari trasferimenti, una piccola “Chiesa domestica” dove, ancora una volta, i Martin mostrano di essere al passo con i nostri tempi.

La famiglia di Luigi e Zelia, per le loro cinque figlie - altri quattro, due bambine e due maschietti, sono morti in tenera età -, è stata il luogo privilegiato dell’esperienza dell’amore, nonché dell’esperienza e della trasmissione della fede. In casa, fra le calde e amorose pareti domestiche, ognuno ha ricevuto e dato. Nonostante il lavoro di entrambi, l’uno e l’altro hanno comunicato i primi elementi della fede ai propri figli, sin da bambini. Sono stati i primi maestri nell’iniziare i figli alla preghiera, all’amore e alla conoscenza di Dio, facendosi vedere a pregare da soli e insieme, accompagnandoli alla Messa e alle visite al SS. Sacramento, non dicendo semplicemente dite le preghiera, ma le hanno loro insegnate facendo anche della casa una “scuola di preghiera”. Hanno insegnato quanto sia importante stare con Gesù, ascoltando i Vangeli che ci parlano di lui. Di più, la vita spirituale coltivata fin dalla giovinezza, come quella di Zelia e di Luigi, s’è alimentata alla sorgente della vita parrocchiale. Erano fedeli lettori de l’Année liturgique di Dom Guéranger, libro molto apprezzato anche da Teresa che ha proprio imparato a conoscerlo in casa.

Cari fratelli e sorelle, Luigi e Zelia sono portatori di una verità semplice, anzi semplicissima : la santità cristiana non è un mestiere per pochi. È bensì la vocazione normale di tutti, di ogni battezzato. Ci hanno detto semplicemente che la santità ha a che fare con la moglie, con i figli, con il lavoro e con la sessualità. Il santo non è un superuomo, il santo è un uomo vero.

Il 4 aprile 1957, la figlia Celina, Suor Genoveffa del Volto Santo, deponendo al Processo sull’eroicità delle virtù del papà, parla “della bellezza di una vita coniugale vissuta interamente solo per il Buon Dio senz’alcun egoismo ne ripiegamento su di sé. Se il Servo di Dio desiderò avere molti figli fu per donarli a Dio senza riserva. Tutto questo nella semplicità di un’esistenza ordinaria, laboriosa, disseminata di prove accolte con abbandono e fiducia nella Divina Provvidenza” (14).

Termino riprendendo le stesse parole con cui il 13 ottobre 1987 si è chiusa la dichiarazione sulle virtù di Luigi e Zelia : “Abbiamo presenti due coniugi e una famiglia, vissuti e operanti in piena consonanza evangelica, preoccupati soltanto di attuare in ogni momento della giornata il piano preparato da Dio neri loro confronti. Interrogandolo e ascoltandone la voce, essi non facevano altro che perfezionarsi. Non sono protagonisti di gesti clamorosi o di particolare peso apostolico, ma sono vissuti nella quotidiana normalità di ogni famiglia, illuminati sempre dal divino e dal soprannaturale. È questo l’aspetto centrale, di portata ecclesiale, offerto all’imitazione delle famiglie di oggi. Ponendosi innanzi alla famiglia Martin, si potrà ricevere indirizzo, alimento e forza, per evitare il laicismo e la secolarizzazione moderna, trionfare di tante bassezze, vedere il dono dell’amore coniugale e il conseguente dono della paternità e della maternità nella luce di un incommensurabile dono di Dio”.

(1) Preghiera Eucaristica II
(2) “La madre incomparabile” (Manoscritto A, 4 v°) e “il padre incomparabile” (Lettera 91)
(3) Positio vol. I, p. 420, §603
(4) Positio vol. I, §56, p.41
(5) Matteo 25, 31-46, particolarmente il versetto 40 : “Lo avete fatto a me”.
(6) Sorelle nello Spirito, Teresa di Lisieux e Elisabetta di Digione.
(7) In Summarium Documentorum, XXVIII, Roma, 1987, p. 1042
(8) Illustrissimi è un’opera pubblicata nel gennaio 1976. È una raccolta di “lettere aperte” scritta da Mons. Albino Luciani, Patriarca di Venezia, due anni e mezzo prima di essere eletto papa con il nome di Giovanni Paolo I. Si indirizza a personaggi storici o della mitologia, a scrittori, a personaggi della letteratura italiana o straniera, o ancora a Santi della Chiesa.
(9) cf. Summarium Documentorum, op. cit., p. 1138.
(10) Manoscritto A, 12 r°.
(11) Cf. Manoscritto A, 19 v°.
(12) Manoscritto A, 18 r°.
(13) GS 48, 2° parte, cap. 1, n° 48 §3.
(14) Processo, vol. II, Summarium, op. cit. pag. 22, ad 6.

La Beatificazione

Album ricordo di una giornata storica

Lisieux, domenica 19 ottobre 2008

Ricordo di un raduno di famiglie, alla presenza di numerosi invitati, tra cui :

  • il Cardinal SARAIVA MARTINS, portoghese, prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi. È l’inviato speciale di Sua Santità Benedetto XVI,
  • il Cardinale Ivan DIAS, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli,
  • il Cardinale Eusebio Oscar SCHEID, arcivescovo di Rio de Janeiro (Brasile),
  • il Cardinale Paul POUPARD, prefetto emerito del Consiglio della Cultura,
  • il Cardinal Bernard PANAFIEU, arcivescovo emerito di Marsiglia,
  • la Signora Christine Boutin, Ministro dell’edilizia popolare e della città, delegato dal governo francese.
Invités
Invités
Le Cardinal Dias salue Madame Boutin. A ses côtés, Mgr Pican, le Cardinal Poupard à droite, M. Bernard Aubril, maire de Lisieux, à gauche

Parecchie nazioni sono venute ad acclamare i nuovi beati. In questa domenica, Giornata Mondiale delle Missione, si poteva sentir parlare francese, inglese, portoghese, slovacco, russo, cinese,… Riassumendo, erano presenti più di 12000 persone. Senza contare i 173 milioni di telespettatori che hanno seguito l’evento in diretta attraverso la televisione.

Rito di beatificazione durante la celebrazione

P. Antonio Sangalli, vice postulatore della causa dei coniugi Martin, in nome del postulatore P. Simeone della Sacra Famiglia, traccia il profilo dei due sposi, facendo emergere la ragione della loro beatificazione.

I vescovi di Séez-Alençon e di Bayeux-Lisieux rivolgono la loro petizione al Legato pontificio, chiedendogli di procedere alla beatificazione.

Il cardinale Saraiva Martins, in nome di S.S. Benedetto XVI, proclama il decreto di beatificazione.

Cardinal Saraiva Martins
Cardinal Saraiva Martins
proclame Louis et Zélie Martin « bienheureux »

L’assemblea esprime la propria gioia ed il proprio riconoscimento cantando : “Laudate Dominum, lodate il Signore”.

Il reliquiario è scoperto dal piccolo Pietro Schilirò, guarito miracolosamente per intercessione dei Martin, e dai suoi genitori. Fuori, la folla molto numerosa partecipa gioiosa e apprezza i fuochi d’artificio che celebrano l’avvenimento.

le reliquaire des bienheureux
le reliquaire des bienheureux
dévoilé sous un tonnerre d’applaudissements

Una festa importante per le famiglie

Pic-nic
Pic-nic
sur l’esplanade de la Basilique

Dopo la celebrazione, il piazzale della Basilica diventa luogo di pic-nic e offre occasioni di scambio tra famiglie e volontari. Si approfondisce così la vita concreta della famiglia Martin, simile, in molti punti, alla nostra.

Stands
Stands
sur le parvis de la Basilique

Nel frattempo, per fare conoscere i coniugi e genitori Luigi e Zelia Martin, degli stands appositi presentano le riviste del santuario e la Corrispondenza familiare di Luigi e Zelia Martin. Dieci di queste lettere saranno lette nel pomeriggio nella rappresentazione scenica avvenuta in Basilica.

Jeu scénique à la basilique
Jeu scénique à la basilique
lecture de 10 lettres de Madame Martin

Un “luogo d’incontro” favorisce lo scambi tra famiglie, attorno ad un caffé. Tutto ciò in un ambiente di festa.

En avant la musique
En avant la musique
c’est la fête sur le parvis de la Basilique

In conclusione, è stata una bella giornata di festa che ha avuto tanto successo, grazie a un sole radioso e soprattutto al contributo di numerosi volontari, felici di essere stati coinvolti in questa bella causa.

Testimonianze

Le intenzioni di preghiera indirizzate alla intercessione dei coniugi Martin hanno riempito, in poco tempo, i cestini vicini al reliquiario.

la foule
la foule
vénère les reliques des bienheureux
  • Ringrazio di tutto cuore i Beati Luigi e Zelia Martin… per il 19 ottobre scorso. Mentre ero ancora emozionata per la splendida cerimonia di beatificazione, mi è arrivato un messaggio di una delle mie figlie di cui non avevo più notizie da due anni. Aveva accettato la mia visita per il prossimo 13 novembre, nel giorno del suo 50° compleanno. Che gioia ! Fu un momento di grazia. Grazie”. Signora D.
Intentions de prière
Intentions de prière
Bienheureux Louis et Zélie, priez pour nous
  • Mi sono sposata da due mesi, e per me e mio marito é stato molto importante affidarci alla protezione di Luigi e Zelia, che amiamo particolarmente. Siamo stati corrisposti ! Nel pomeriggio della beatificazione, mentre il reliquiario dei beati era esposto su un palco all’esterno della Basilica, un numero notevole di persone premevano per toccarlo, ma le persone incaricate della sicurezza permettevano soltanto ai bambini di avvicinarsi ed abbracciare il reliquiario. Guardavo il reliquiario con amore, quando una delle guardie mi prende la mano e mi sussurra con una voce da tenero nonnino : ’Vieni piccola mia, vieni a dare un bacio a Luigi e Zelia’. In realtà ho 20 anni, anche se lui me ne ha dato solo 12. Alleluia ! Senza riflettere due volte, salgo sul palco e abbraccio il viso scolpito di Luigi. Nella mia testa ringraziavo i beati con tutto il cuore. Che grazia, che delicata attenzione ! Ed è sempre così da quando conosco Teresa ! La dottrina di Teresa – farsi piccoli come bambini – si è rivelata concretamente efficace per me !” Joséphine

Omelia della messa di Beatificazione dei coniugi Luigi e Zelia Martin

Prefetto emerito della Congregazione per le Cause dei Santi
Rappresentante di Sua Santità BENEDETTO XVI
in occasione della beatificazione dei Venerabili Servi di Dio
LUIGI MARTIN E ZELIA GUÉRIN
laici, coniugi e genitori

XXIX domenica del Tempo Ordinario
Giornata Mondiale delle Missioni
Basilica di Santa Teresa di Gesù Bambino, Lisieux, 19 ottobre 2008

Cardinal Jose Saraiva Martins
Cardinal Jose Saraiva Martins

Testimoni dell’amore coniugale

“… splendete come astri nel mondo, tenendo alta la parola di vita”
Fil 2,15d-16a

Venerabili confratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
Eminenti Autorità,
Cari pellegrini, fratelli e sorelle, in Cristo.

“Degni del cielo”

In Storia di un’anima, Teresa scriveva : Ah, perdonami, Gesù, se sragiono volendo ridire i miei desideri, le mie speranze che si dilatano all’infinito ! Perdonami e risana la mia anima donandole ciò che spera ! … (Ms B, 2v°). Gesù ha sempre esaudito i desideri di Teresa ; anche quello che aveva confidato in una lettera al Reverendo Bellière, e che molti conoscono ormai a memoria : Il buon Dio mi ha dato un padre ed una madre più degni del Cielo che della terra (LT 261).

Ho appena terminato il Rito di Beatificazione con il quale il Santo Padre ha iscritto, congiuntamente, nel Libro dei Beati questi due coniugi. Si tratta di una prima un’importante la Beatificazione di Luigi Martin e Zelia Guérin che Teresa definiva genitori senza pari, degni del Cielo, terra santa e come tutta impregnata di profumo virginale.

Il mio cuore rende grazie a Dio per questa esemplare testimonianza di amore coniugale, capace di stimolare le famiglie cristiane nella pratica integrale delle virtù cristiane come ha stimolato Teresa.

Mentre leggevo la Lettera Apostolica del Santo Padre, ho pensato a mio padre e a mia madre e vorrei, in questo momento, che anche voi pensiate al vostro papà ed alla vostra mamma ; insieme poi ringraziamo Dio per AVERCI CREATI e FATTI CRISTIANI attraverso l’amore coniugale dei nostri genitori. Se aver ricevuto la vita è una fatto meravigliosa, per noi cristiani è ancora più lodevole che i nostri genitori ci abbiano introdotti nella Chiesa, la sola capace di farci cristiani. Nessuno infatti può farsi cristiano per conto suo.

Figli della terra di Normandia, un dono per tutti

Tra le vocazioni a cui gli uomini sono chiamati dalla Provvidenza, il matrimonio è uno dei più nobili e dei più elevati. Luigi e Zelia hanno capito che potevano diventare santi non malgrado il matrimonio, ma attraverso e con il matrimonio, e che lo stesso matrimonio doveva essere considerato come il punto di partenza di una salita a due. Oggi la Chiesa non ammira soltanto la santità di questi figli della terra di Normandia, un dono per tutti, ma si riflette in questa coppia di Beati che contribuiscono a rendere più splendido e bello l’abito nuziale della Chiesa. Non ammira solamente la santità della loro vita, ma riconosce in questa coppia la santità eminente dell’istituzione dell’amore coniugale, come è stato concepito dal Creatore stesso. L’amore coniugale di Luigi e Zelia è un puro riverbero dell’amore di Cristo per la sua Chiesa, ma è anche un puro riverbero dell’amore rispledente, senza macchia, nè ruga, o alcunché di simile, ma santo e immacolato (Ep 5,27) del modo con cui la Chiesa ama Cristo, il suo Sposo. Il Padre ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nell’amore (Ef 1,4).

“Solo i violenti si impadroniscono del regno”

Luigi e Zelia hanno testimoniato la radicalità dell’impegno evangelico della vocazione matrimoniale, fino all’eroismo poiché dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli soffre violenza ed i violenti se ne impadroniscono (Mt 11,12). Coloro che sono violenti nei loro discorsi non sono i violenti che Dio cerca, né sono coloro che soffrono le torture. Sono coloro che fanno violenza a se stessi, che sono moderati, dolci e pacifici. I Martin non hanno avuto paura di far violenza a se stessi per rapire il regno dei cieli. Sono diventati così la luce del mondo che oggi la Chiesa mette sopra il lampadario perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa (Chiesa). Splendono davanti agli uomini perchè vedano le loro opere buone e rendano gloria al nostro Padre che è nei cieli. Il loro esempio di vita cristiana è come una città collocata sopra un monte che non può rimanere nascosta (Mt 5,13-16).

“Maestro, dacci il tuo parere”

Quale è il segreto del successo della loro vita cristiana ? Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che il Signore richiede da te : praticare la giustizia, amare la pietà, camminare umilmente con il tuo Dio (Mi 6,8). Luigi e Zelia, un uomo ed una donna che camminato umilmente con Dio alla ricerca del parere del Signore. Maestro, dacci il tuo parere. Ricercavano il parere del Signore. Erano assetati del parere del Signore. Amavano il parere del Signore. Si sono conformati al parere del Signore senza recriminare, senza discutere o peggio contestare. E per essere sicuri e certi di camminare nel veritiero parere del Signore, si sono sempre fidati del parere della Chiesa, maestra esperta in umanità, ed al suo insegnamento. Non c’è un aspetto della loro vita privata o pubblica che non sia in perfetta armonia con gli insegnamenti della Chiesa, tanto della loro epoca che della nostra.

“Dio, primo servito”

Per i coniugi Martin, quello che è di Cesare e quello che è di Dio era molto chiaro. Nessuna esitazione a mettere Dio al primo posto nella loro vita. Messer Dio è il primo servito, era il motto di Giovanna d’Arco e i Martin ne hanno fatto il motto della loro famiglia. È rilevante vedere come questa coppia si è sempre sottoposta alla volontà divina. Nella loro casa Dio era sempre il primo servito. Quando la prova raggiungeva la loro famiglia, la reazione spontanea era sempre l’accettazione della volontà divina. Se la signora Martin diceva spesso che Dio è il Maestro e fa ciò che vuole, il signor il Martin gli faceva eco ripetendo Dio è il primo servito. Hanno servito Dio soprattutto nel povero e non per uno slancio di generosità né per giustizia sociale, ma semplicemente perché il povero è Gesù. Servire il povero significava servire Gesù e rendere così a Dio quello che è di Dio : ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me (Mt 25,34-40).

Un “Cielo popolato di anime”

Tra alcuni istanti proclameremo la nostra Professione di Fede che Luigi e Zelia hanno ripetuto tante volte alla Messa e soprattutto hanno insegnato ai loro bambini. Dopo avere confessato la santa Chiesa cattolica, il Simbolo degli Apostoli aggiunge la Comunione dei Santi.

Credevo, diceva Teresa, sentivo che c’è un Cielo e che questo Cielo è popolato di anime che mi amano, che mi considerano come loro figlia… (Ms B 2v°). In questo cielo popolato di anime - come dice Teresa - che ci amano oggi possiamo contare ormai i Beati Luigi e Zelia, e possiamo per la prima volta invocarli : pregate Dio per noi. Vi prego : amateci, considerateci come i vostri figli. Amate la Chiesa intera come avete amato i vostri figli. Considerate te le nostre famiglie e i loro bambini come se fossero i vostri.

  • Luigi e Zelia sono un dono per i giovani fidanzati per il coraggio che hanno manifestato obbedendo alla Chiesa anche quando questa gli domandava di andare contro corrente, contro tendenza. Non hanno avuto timore delle parole come purezza, castità o verginità, non hanno bruciato le tappe, hanno vissuto, anche se per breve tempo, un fidanzamento rispettoso della volontà di Dio e dell’insegnamento della Chiesa.
  • Luigi e Zelia sono un dono per gli sposi di qualsiasi età per la stima, il rispetto e l’armonia con i quali si sono amati reciprocamente per 19 anni. Zelia scriveva : Non posso vivere senza te, mio caro Luigi. E lui le rispondeva : Tuo marito e amico che ti ama per la vita. Entrambi hanno vissuto con eroismo le promesse matrimoniali di fedeltà dell’impegno, d’indissolubilità del legame, di fecondità dell’amore, nella felicità e nella prova, nella salute e nella malattia.
  • Luigi e Zelia sono un dono per i genitori per l’abnegazione evangelica con la quale, di comune accordo, vollero numerosi figli da offrire al Signore. Veri ministri dell’amore e della vita, hanno ricercato la fecondità come servizio. Come un sacerdote serve la chiesa. Tutti noi ammiriamo Teresa, figlia incomparabile di questa coppia, capolavoro della grazia di Dio, ma anche capolavoro del loro amore per la vita e per i figli.

Modello esemplare di famiglia missionaria

Infine rendo grazie a Dio, in questa 82a Giornata Mondiale delle Missioni, poiché Luigi e Zelia sono un modello esemplare di famiglia missionaria. Ecco la ragione per la quale il Santo Padre ha voluto che la beatificazione si avveri in questo giorno così caro alla Chiesa universale, come per unire Luigi e Zelia alla discepola Teresa, loro figlia, proclamata Patrona delle Missioni e Dottore della Chiesa.

Le testimonianze delle figlie Martin sullo spirito missionario che regnava nella loro famiglia sono unanimi e sorprendenti : I miei genitori si interessavano molto alla salvezza delle anime… Ma l’opera di apostolato più osservata nella nostra casa era la Propagazione della Fede per la quale, ogni anno, i nostri genitori facevano un’importante offerta. Per questo zelo delle anime desideravano inoltre avere un figlio missionario e delle figlie religiose. (Positio, vol. II, p. 972).

Recentemente, il cardinale Dias, Prefetto della congregazione per l’Evangelizzazione dei popoli (Propagande Fide) scriveva : Per un discepolo di Cristo, annunciare il Vangelo non è un’opzione ma un comandamento del Signore… Un cristiano deve considerarsi in missione (…) per diffondere il Vangelo in ogni cuore, in ogni casa, in ogni cultura (Conférence di Lambeth, 23 luglio 2008).

Fratelli miei, possano le vostre famiglie, le vostre parrocchie, le vostre comunità religiose di Normandia, di Francia… e del mondo intero, essere anche famiglie sante e missionarie, come lo fu quella dei Beati coniugi Luigi e Zelia Martin. Se questa sera osserverete il cielo, accanto al nome di Teresa, splenderanno anche i nomi del suo papà e della sua mamma. Amen.

Venire a Lisieux

Preparare un pellegrinaggio, una visita a Lisieux ; per venire come volontario

Il Servizio d’Accoglienza

Per aiutarvi a preparare il vostro pellegrinaggio, la vostra visita, da soli o con un gruppo

Venire a Lisieux da solo, in famiglia o con un gruppo

Se desiderate venire in pellegrinaggio, è preferibile prendere contatti con :

PELERINAGE SAINTE THERESE
Service "Pastoral-Accueil"
31 rue du Carmel - CS 62095
14102 LISIEUX CEDEX
FRANCE
Tel. : +33.(0)2.31.485508
Fax : +33.(0)2.31.485526
E-mail : info chez therese-de-lisieux.com

Per i gruppi

Potete farvi aiutare per la stesura di un programma adatto al vostro gruppo. Potete prenotare :

  • data, ora e luogo per la celebrazione
  • visione del film “Teresa di Lisieux, una corsa da gigante” o altri film
  • la guida per il vostro gruppo (in diverse lingue)
  • la disponibilità di un cappellano del santuario per una conferenza
  • ecc.

Per visite individuali

Si può concordare l’organizzazione individuale per il tempo che passerete a Lisieux.

  • Possibilità di pellegrinaggio guidato dal 1° luglio al 31 agosto - tranne il 12 luglio e il 15 agosto : ogni giorno è proposto, per persone singole o famiglie, un pellegrinaggio sui passi di santa Teresa. E’ guidato da un’accompagnatore del Santuario. Appuntamento alle ore 14 al Chalet di informazione della Basilica per la visita ai luoghi teresiani : Basilica, i Buissonnets, la Cattedrale San Pietro, la Chiesa e il museo del Carmelo.
  • Filmato : “Teresa di Lisieux, una corsa da gigante”.
    • dal lunedì di Pasqua a fine ottobre : nella sala cinema della Basilica alle ore 14, 15 e 16.
    • Dall’ 11 ottobre alla domenica di Pasqua : al Centro di Accoglienza Pastorale Internazionale, di fronte alla Basilica.
  • Visita della cupola
    • In luglio e agosto : dalle ore 14 alle ore 17.30
  • Esposizioni
    • nella Basilica superiore : "La vita di santa Teresa"
    • Cripta della Basilica : Il Carmelo e Teresa
    • Centro di Accoglienza della Basilica : Esposizioni temporanee
  • Diorama Teresa Martin
    • Nel complesso della Basilica : Un percorso per piccoli e grandi racconta la vita di santa Teresa, con personaggi in cera a grandezza naturale.

Giovani

Il Servizio per i Giovani

Il Servizio per i Giovani è composto da :

  • un responsabile animatore pastorale
  • un prete accompagnatore
  • diversi animatori pastorali
  • una segretaria

Tutto l’anno, accogliamo gruppi di giovani di parrocchia, scuole…

gruppi invididuali, per uno o più giorni

  • vivere un tempo di pellegrinaggio
  • vivere un tempo forte legato al vostro tema d’anno
  • preparare un ritiro verso la professione di fede, la cresima…

raduni di giovani

  • giornate di festa in giugno
  • i mercoledì di giugno
  • camminate

Vi proponiamo :

  • montaggi audio-visivi, cassette video
  • diorama
  • incontro, testimonianza
  • visite guidate : Buissonnets, Cattedrale, Carmelo, Basilica
  • Celebrazioni, messe, tempi di preghiera…

Partecipazione finanziara : consultarci

N.B. Un locale pic-nic e la lista degli alloggi è a vostra disposizione.

Pèlerinage Sainte-Thérèse
SERVICE JEUNES
31 rue du Carmel - BP 62095
14102 LISIEUX Cedex
Tel/Fax : 0033 (0)2 31 48 55 09
E-mail : service-jeunes chez therese-de-lisieux.com

l’ufficio è aperto :

  • dal lunedì al venerdì
    • dalle ore 9 alle ore 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 17

Volontariato

Dare del suo tempo per aiutare i pellegrini di Lisieux

Teresa cerca volontari !

Ogni anno, più di una cinquantina di persone, francesi e stranieri, vengono a Lisieux e si rendono disponibili per i pellegrini. Il passaggio a Lisieux promuove in tutti un indubbio arricchimento spirituale ed umano.

Il tempo del volontariato è così organizzato :

  • In estate : riservato agli studenti, seminaristi o giovani professionisti,
  • Nel resto dell’anno, cioè da Pasqua a fine giugno e da settembre a metà ottobre : è aperto a tutte le persone disponibili !

In entrambi i casi, i volontari si preoccupano :

  • dell’accoglienza e dell’informazione dei pellegrini e dei turisti di passaggio alla Basilica e occasionalmente alla Cattedrale San Pietro o ai Buissonnets (casa di santa Teresa)
  • Possono aiutare nei luoghi di esposizioni
  • secondo il periodo, guidare i pellegrini (in estate, visite guidate della Basilica e degli altri luoghi di pellegrinaggio)
  • dare una mano nei raduni dei giovani (in maggio e giugno).

Condizioni per fare il volontario :

  • età : a partire da 18 anni… ;
  • periodo di permanenza : minimo 3 settimane se si viene per la prima volta ;
  • requisiti : avere buon senso e spirito di iniziativa, essere disponibili e aperti, essere puntuali, essere cordiali e avere il senso dell’amicizia.

n.b. :

  • È bene comunicare se non si è cattolici.

Bénévoles été 2008

Importante :

  • per gli stranieri è indispensabile parlare bene il francese.

Testimonianze :

  • Vi auguro gioia e felicità quanto ne ho avuto io nella scoperta di quella montagna di santità che è Teresa, nell’incontro con i pellegrini, in quei bei momenti di fraternità vissuti con gli altri volontari. Yannick, 2008
  • Il mio soggiorno è stato corto ma ricco di incontri… Qui ho davvero preso coscienza del mio dovere di missione nella vita quotidiana… Jean-Eudes, 2008
  • Lisieux, è l’effetto boomerang : quando si va via, si tornà ! Marion, 2008
  • Dio chiama chi vuole Lui, e a tutti i volontari voglio testimoniare la mia gioia di essere stato scelto come povero strumento di Dio. Charles, 2008
  • Sono felicissimo di essere stato a Lisieux. Accoglienza calorosa, buona atmosfera e contatti buoni… peccato di vivere così lontano ! Ma per tornare a vedere la piccola Teresa, i chilometri non contano. - Joseph (Francia), septembre 2007
  • Il nostro passaggio a Lisieux al servizio di santa Teresa è stato un tempo forte di incontro, di scambio, di testimonianza. Venute da orizzonti ben diversi, ma unite dal volontariato, abbiamo lavorato in un clima di fraternità vera e sperimentato una volta di più che il serivzio è fonte di gioia. - Soeur Marie-Claude, Marie-France, Danièle (Francia), Susan (Stati Uniti), avril 2007

Bénévoles été 2008

  • Ho scoperto diversi visi della chiesa nei pellegrini del mondo intero e la comunità cosmopolita dei volontari (Polonia, Repubblica Ceca, Belgio….). Santa Teresa mi da voglia di tonare a Lisieux. Benedetto sei tu Signore !- Jean Lin, 2006
  • “Con i volontari, ho trovato la gioia di dare, di dividere, di vivere e di essere da Dio. A Lisieux, ho vissuto questa presenza nell’amore degli altri. Grazie a tutti i volontari di tutti i paesi per ciò che mi hanno insegnato : come si può amare, soprattutto allo stesso modo di Teresa, dando tutto”- Fra Bachir della Trinità, ocd (Libano), 2005
  • “Sono felice anche quest’anno di avere potuto partecipare all’accoglienza dei pellegrini. I tempi di vita fraterna con i volontari di diversi orizzonti e l’incontro con i pellegrini, i turisti, venuti da Teresa sono altrettanti occasioni di preghiera per dire GRAZIE a Dio per le sue meraviglie, come ci insegna santa Teresa di Gesù Bambino. Grazie Teresa per ripeterci l’attualità di quest’amore preveniente, che non si è risparmiato per raggiungere ciascuno di noi e portarlo verso la Vita”- Eric (Francia), 2005

Indirizzate le vostre domande con le motivazioni a :
Pèlerinage Sainte-Thérèse
Service Accueil
31 rue du Carmel - BP 62095
14102 LISIEUX CEDEX
Tel. : +33.(0)2.31.48.55.08
Fax : +33.(0)2.31.48.55.26
e-mail : info chez therese-de-lisieux.com

Alloggi

Ermitage Sainte-Thérèse

Accoglienza strettamente riservata ai pellegrini

Situato vicino al Carmelo, in prossimità della stazione ferroviaria, l’Ermitage Sainte-Thérèse è uno dei due Centri Spirituali del Santuario.

Ermitage Sainte-Thérèse

Edificato nel 1928, questa grande costruzione in stile normanno può accogliere un centinaio di persone. La sua duplice vocazione permette di accogliere indipendentemente pellegrini e persone in ritiro spirituale, individualmente o in gruppo.

Nella struttura sono presenti :

  • una cappella, aperta a tutti coloro che sono accolti all’Ermitage e desiderano uno spazio per la preghiera comunitaria o silenziosa ;
  • sale per riunioni ;
  • l’ascensore ai vari piani ;
  • un parcheggio riservato.

I pellegrini possono alloggiare e prendere dei pasti nelle condizioni abituali delle case di accoglienza religiose.

Ogni anno, un calendario di ritiri, di week-end è proposto a tutti coloro che vogliono approfondire la loro vita cristiana alla luce dell’esperienza spirituale di Santa Teresa di Gesù Bambino.

Mezzi per accedervi :

  • Treno : stazione di Lisieux - 10 minuti a piedi o in taxi.
  • In macchina : 23, rue du Carmel - entrata dal portico dell’Ermitage

Informazioni :
Ermitage Sainte-Thérèse
23 rue du Carmel
14100 LISIEUX
Tel. : +33.(0)2.31.485510 - Fax : +33.(0)2.31.485527
E-mail : ermitage-ste-therese chez therese-de-lisieux.com

Foyer Louis et Zélie Martin

Accoglienza strettamente riservata ai pellegrini

Il Foyer Louis et Zélie Martin è parte del Santuario Sainte-Thérèse di Lisieux come centro d’accoglienza spirituale, che offre la possibilità di essere alloggiati e di prendere pasti secondo le condizioni abituali delle case di accoglienza religiose.

Foyer Louis et Zélie MARTIN

Dal novembre 1995, la conduzione di questo centro è assicurata da un gruppo di Travailleuses Missionnaires de l’Immaculée, membri della Famiglia Missionaria Donum Dei, terziarie secolari carmelitane, originarie dei cinque continenti.

La struttura permette l’accoglienza di persone ammalate e portatrici di handicap (non è data alcuna cura medicinale) anche se il Foyer Louis et Zélie Martin è aperto a tutti : persone singole, gruppi o famiglie che desiderano vivere il loro pellegrinaggio nella gioia, nel canto e nella preghiera.

  • Al piano terreno, il Foyer dispone di un salone (capacità di circa 250 persone) e di una piccola sala (capacità di circa 50 persone) utili per riunioni, conferenze, veglie di preghiera, ecc.
  • Le due sale da pranzo si trovano tra i piani terra e primo.
  • Nello stesso piano si trova una piccola cappella per la preghiera individuale o in comune alle Travailleuses Missionnaires durante gli uffici liturgici.
  • Gli altri tre piani della costruzione sono riservati al pernottamento. La capacità massima d’accoglienza è di 140 posti letto ripartiti in 55 camere : camere individuali, camere matrimoniali, camere a 2, 3, 4 e 6 letti. Sono fornite le lenzuola ma non gli asciugamani.
  • Un ascensore spazioso serve i cinque piani della costruzione
  • e un parcheggio sul retro è riservato a tutte le persone che vengono al Foyer.

I pellegrini possono essere alloggiati e prendere pasti secondo le condizioni abituali delle case di accoglienza religiose.

E’ assicurata una cucina familiare e abbondante , anche con possibilità di dieta.

Il Foyer Louis et Zélie Martin, essendo situato tra il Carmelo e la Basilica, permette ai pellegrini di partecipare alle attività organizzate dal Pèlerinage de Lisieux : celebrazioni al Carmelo o alla Basilica, scoperta dei luoghi teresiani (i Buissonnets, la Cattedrale San Pietro), visita delle esposizioni e del diorama…

Informazioni :
Foyer Louis et Zélie Martin
15 avenue Sainte-Thérèse
14100 Lisieux
Tel : +33.(0)2.31.620933 - Fax : +33.(0)2.31.628865
Email : foyer-martin chez therese-de-lisieux.com

Le Travailleuses Missionnaires della Famiglia Donum Dei

La Famiglia missionaria Donum Dei è stata fondata da un prete francese, Padre Marcello Roussel-Galle, nato nel 1910 in un piccolo paese della regione Franche-Comté e deceduto a Roma il 22 febbraio 1984.

abbé RousselOrdinato sacerdote a Besançon nel 1934, il reverendo Roussel è in stretta comunione con le preoccupazioni della Chiesa di quegli anni. E’ il tempo in cui il cardinale Suhard smuove la Chiesa di Francia affinchè prenda coscienza della profonda decristianizzazione della nazione. Il libro « France, pays de Mission » (« Francia, terra di missione » : n.d.t.) di Padre Godin sconvolge il giovane reverendo Roussel.

Teresa, dopo la Santa Vergine, è la sua confidente, la sua amica quotidiana, colei con cui costruirà una Famiglia spirituale. Con lei, comprende la sete ardente di Dio : riversare il suo amore nel cuore di ogni uomo.

Padre Marcello capisce tuttavia che la sua missione oltrepassa la sua persona e che sarà quella di fondare una Famiglia spirituale che, al seguito di Teresa, vivrà l’offerta all’Amore Misericordioso in tutto il mondo e ne sarà l’apostolo.

Parroco in un piccolo paese della provincia del Doubs dal 1942 al 1947, egli scrive : « le masse pagane mi attirano, vorrei evangelizzarle attraverso delle ragazze che si donano interamente a Dio, delle vergini… ».

Dal 1947, il reverendo Roussel è a Parigi e, rapidamente, molte ragazze, attirate dall’ideale che propone, si raggruppano intorno a lui. L’11 febbraio 1950 le riunisce e dà loro il nome di Travailleuses Missionaires de l’Immaculée (Lavoratrici Missionarie dell’Immacolata : n.d.t.).

La loro vocazione ? Come Teresa, offrire a Gesù la loro verginità, il loro primo amore e offrirsi al suo Amore Misericordioso.

La loro missione ? Come Cristo, al pozzo di Giacobbe nell’incontro con la Samaritana, rivelare all’umanità intera Gesù, il Dono di Dio.

Travailleuses Missionnaires

Le prime persone a cui le Travailleuses Missionaires porteranno la loro fede nell’Amore Misericordioso saranno le prostitute di Pigalle, gli operai delle grandi fabbriche della periferia di Parigi, i liceali, gli ammalati degli ospedali, ecc.

Con il passare degli anni, la Famiglia si ingrandì : le fondazioni si moltiplicavano e le vocazioni venivano da diverse parti. Dopo il periodo di formazione in Francia e a Roma, le ragazze si offrono a Gesù, come spose, attraverso l’atto di offerta all’Amore Misericordioso della piccola Teresa.

Le loro comunità sono sempre internazionali per mostrare che l’Amore Misericordioso vuole unire ogni uomo di ogni razza in un’unica famiglia.

I loro modi di vivere si diversificano : impegni individuali negli ambienti di lavoro, ristoranti chiamati « Eau Vive » (Acqua Viva : n.d.t.), centri di accoglienza spirituale che permettono loro un irraggiamento più intenso, apostolato nelle prigioni, nei quartieri poveri, negli ospedali, insegnamento della catechesi nei collegi, ecc.

Nel 1981, alcune mamme dei quartieri vicini alle diverse missioni si avvicinano a Eau Vive. Desiderano ricevere un aiuto spirituale per rendere più forte la loro vita di sposa e di madre. Di fronte alla crisi mondiale che scuote la famiglia umana, il reverendo Roussel si sente spinto a dar vita a un movimento di mamme che saranno gli apostoli della loro famiglia e di altre famiglie. Queste mamme, chiamate mamme missionarie, si organizzano e attraverso riunioni di formazione scoprono il cammino di Teresa. Con i loro mariti si offrono anche all’Amore Misericordioso.

Nel 1984, il reverendo Roussel si ritrova con una Famiglia Spirituale dai volti diversi : Travailleuses Missionaires, mamme, famiglie, giovani. I loro stati di vita sono differenti ma hanno nel cuore lo stesso slancio d’amore. Padre Roussel comprende che tutti questi membri devono essere raggruppati in un’unica Famiglia spirituale che chiama : Famiglia missionaria Donum Dei, « Se tu conoscessi il Dono di Dio ». Capisce che questa Famiglia potrà rimanere fedele alla sua missione di vivere il messaggio della piccola Teresa in mezzo al mondo, solo rimanendo radicata come lei al Carmelo. Prima della morte avvenuta il 22 febbraio 1984, egli affida la Famiglia missionaria Donum Dei all’Ordine del Carmelo affinchè sia incorporata come Famiglia nel Terz’Ordine Secolare Internazionale.

Ciò si realizzerà il 22 febbraio 1987. Attualmente, la Famiglia Donum Dei presenta una trentina di gruppi dispersi nei cinque continenti.

La Famiglia Missionaria è presente a Lisieux dal novembre 1995 su domanda della diocesi per condurre il Foyer Louis et Zélie Martin - 15, avenue Sainte Thérèse - centro di accoglienza spirituale, alloggio e ristoro, al servizio dei pellegrini. Le Travailleuses Missionaires dell’Immacolata partecipano alla vita liturgica del Pèlerinage Sainte Thérèse con canti (animazione liturgica) oppure organizzando veglie e testimonianze su richiesta dei gruppi che vengono a Lisieux.

La Famiglia Missionaria Donum Dei è ugualmente presente a Lisieux con i membri della Fraternità che si raggruppano sovente con le Travailleuses Missionaires dell’Immacolata per giornate di riflessione spirituale e di condivisione familiare.

Attualità

Eventi e attualità del santuario di Lisieux

Venire a Lisieux

Informazioni pratiche

Orari e indirizzi

Carmelo

  • Apertura della chiesa
    • 7.20-19 (18.30 dal 1° novembre al 15 marzo)
  • Liturgia delle ore
    • Lodi :
      • settimana : ore 7.20
      • domenica e solennità : ore 8
    • Ora media :
      • settimana : ore 13.45 (salvo lunedì e giovedì)
      • domenica e solennità : ore 13.45
    • Vespri :
      • settimana : ore 18
      • domenica e solennità : ore 18
  • Santa Messa
    • settimana : ore 8, 9 (con le Suore Carmelitane) e 11.15
    • domenica e solennità : ore 9 e 11.15 (con le Suore Carmelitane) N.B. ore 8 (alla capella dell’Ermitage)
  • Confessioni
    • settimana : ore 10-11 / 15-17
    • domenica e solennità : ore 10-11 / 15-17
  • Preghiera dei pellegrini
    • in luglio e agosto, dal martedì al sabato : ore 20.30
  • Museo
    • aperto ogni giorno (chiuso in gennaio) :
      • 9.00-18.30

Basilica - Cripta

- aperte ogni giorno

    • novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo : 9-17.30
    • aprile, ottobre : 9-18.30
    • maggio, giugno, settembre : 9-19
    • luglio, agosto : 9-19.30
  • Santa Messa
    • Domenica e feste :
      • ore 10.30 alla Basilica (da Pasqua alla Festa di Cristo Re) / alla Cripta (dalla 1° domenica dell’Avvento alla domenica delle Palme)
      • ore 17 alla Cripta (tutto l’anno)
    • settimana, tutto l’anno :
      • ore 15.30 alla Cripta
  • Confessioni
    • dalle ore 15-17
  • Centro d’Accoglienza San Giovanni Paolo II(di fronte alla Basilica)
    • novembre, dicembre, gennaio, febbraio, marzo : 9h30-17h15
    • aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre : 9-18h15
    • luglio, agosto : 9-18h45
  • Sala Cinematografica della Basilica (film di 35 minuti sulla vita di Teresa)
    • dal lunedì di Pasqua al 10 ottobre alle ore 14, 15 e 16
    • dall’11 ottobre a Pasqua, vedere al Centro d’Accoglienza
  • Museo del Diorama (11 scene della vita di S. Teresa - isita audio-guidata di 25 minuti)
    • da Ognissanti a Pasqua : dalle ore 14 alle ore 17 fine settimana e vacanze
    • Da Pasqua a Ognisssanti : dalle ore 11 alle ore 13 e dalle ore 14 alle ore 18, tutti i giorni
    • chiuso in gennaio
  • Cupola
    • in luglio e agosto dalle ore 13 alle ore 18

Cattedrale di San Pietro

  • Apertura
    • dalle 9.00 alle 18.45 ogni giorno
  • Santa Messa
    • Domenica : ore 11
    • dal lunedì al venerdì : ore 18
    • Sabato : messa domenicale alle ore 18 (Chiesa St-François Xavier e chiesa St-Désir)

Buissonnets (Casa d’infanzia di santa Teresa)

  • lunedì di Pasqua ai primi giorni di ottobre : 9-12 / 14-18
  • ottobre ; febbraio ; marzo : 10-12 / 14-17
  • novembre, dicembre, gennaio : 10-12 / 14-16
  • chiuso il 25 dicembre, 1° gennaio e dal 15 novembre al 15 dicembre

Allogio per i pellegrini

  • Ermitage Sainte-Thérèse
    23 rue du Carmel - 14100 Lisieux
    Tel. 00 33 (0)2 31 48 55 10 - Fax 00 33 (0)2 31 48 55 27
    ermitage-ste-therese chez therese-de-lisieux.com
  • Foyer Louis et Zélie Martin
    15 avenue Sainte-Thérèse - 14100 Lisieux
    Tel. 00 33 (0)2 31 62 09 33 - Fax 00 33 (0)2 31 62 88 65
    foyer-martin chez therese-de-lisieux.com

Per informazioni :
Service Accueil
CS 62095
F-14102 LISIEUX cedex
Telefono : 00 33 (0)2 31 48 55 08
Fax 00 33 (0)2 31 48 55 26
info chez therese-de-lisieux.com

Programma 2015

Gennaio

  • 1/01 - Solennità di Maria SS.ma Madre di Dio
    • ore 10.30 messa alla Cripta
  • fino a febbraio
    • Esposizione di presepi del mondo speciale Italia al Centro di accoglienza Giovanni Paolo II della Basilica

Febbraio

  • Quaresima
    • Adorazione eucaristica e vespri, ogni giorno dalle ore 15 alle ore 17, capella dell’Ermitage (23 rue du Carmel)

Marzo

  • Quaresima
    • Adorazione eucaristica e vespri, ogni giorno dalle ore 15 alle ore 17, capella dell’Ermitage (23 rue du Carmel)

Aprile

  • Settimana Santa e Pasqua
  • 01/04 - Mercoledì Santo
    • ore 17 cerimonia penitenziale alla Cripta
  • 02/04 - Giovedì Santo
    • ore 9 Lodi al Carmelo
    • ore 17 Santa Messa della Cena del Signore al Carmelo
    • ore 18 Santa Messa della Cena del Signore alla Cripta
  • 03/04 - Venerdì Santo
    • ore 9 Lodi al Carmelo
    • ore 15 Via Crucis alla Basilica
    • ore 17 Santa Messa della Cena del Signore al Carmelo
    • ore 18 Santa Messa della Cena del Signore alla Cripta
  • 04/04 - Sabatò Santo
    • ore 9 Lodi al Carmelo
    • ore 21 Veglia Pasquale alla Cripta
  • 05/04 - Domenica di Pasqua
    • ore 10.30 santa messa in Basilica
    • ore15.30 vespri alla Cripta
  • 06/04 - Lunedì di Pasqua
    • ore 10.30 messa alla Cripta

Maggio

  • 14/05 - Solennità dell’Ascenzione di Gesù
    • ore 10.30 santa messa in Basilica
  • 17/05 - 90 anniversario della canonizzazione di santa Teresa
    • ore 10.30 santa messa in Basilica
  • 24/05 - Solennità di Pentecoste
    • ore 10.30 santa messa alla Basilica
    • ore15.30 vespri

Giugno

  • 7/06 - Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo
    • ore 10.30 santa messa in Basilica
    • ore15.30 processione del Santissimo dal Carmelo alla Cattedrale di San Pietro e vespri

Luglio

  • ogni giorno
    • eccetto 15 luglio Pellegrinaggio guidato in francese sulle orme di Santa Teresa, per le singole persone : Carmelo, casa dei Buissonnets, Cattedrale di San Pietro, Basilica. Partenza alle ore 14 dal chalet d’informazione della Basilica (pellegrinaggio a piedi, durata 3 ore - senza iscrizione e gratuito)
    • Visita della cupola dalle ore 13 alle ore 18
  • dal martedì al sabato
    • Preghiera dei Pellegrini, ore 20.30 nella chiesa del Carmelo
  • 12/07
    • Festa dei Beati Luigi & Zelie Martin
    • ore 10.30 santa messa in Basilica

Août

  • ogni giorno
    • eccetto 15 agosto Pellegrinaggio guidato sulle orme di Santa Teresa, per le singole persone : Carmelo, casa dei Buissonnets, Cattedrale di San Pietro, Basilica. Partenza alle ore 14 dal chalet d’informazione della Basilica (pellegrinaggio a piedi, durata 3 ore - senza iscrizione e gratuito)
    • Visita della cupola dalle ore 14 alle ore 18
  • dal martedì al sabato
    • Preghiera dei Pellegrini, ore 20.30 nella chiesa del Carmelo
  • 14-15-16/08 - Solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria
  • venerdì14
    • 20h30 vigilia di preghiera alla Cripta
  • sabato 15
    • ore 10.30 santa messa alla Basilica
    • ore 15.30 processione della statua della Madonna del Sorriso dalla casa dei Buissonnets alla Basilica e vespri
  • domenica 16
    • ore 10.30 santa messa alla Basilica
    • ore 15.00 concerto di violino alla cripta

Settembre

  • 26/09 - 4/10 - Feste Teresiane
  • 26/09 - Sabatò
    • ore 15.30 santa messa di apertura delle Feste alla Basilica
    • ore 16.30 concerto in cripta (arpe e organo)
    • ore 20.30 processione delle Reliquie di santa Teresa dal Carmelo alla Basilica e vigilia di preghiera
  • 27/09 - Domenica
    • ore 10.30 santa messa alla Basilica
    • ore 15.30 processione delle Reliquie dalla Basilique alla Cattedrale e vespri
  • 28/09 e 29/09
    • 15.30 santa messa in cripta

Octobre

  • 1/10 - giovedì
    • ore 10.30 santa messa alla Basilica
  • 2/10
    • 15.30 santa messa in cripta
  • 3/10 - Giornata delle persone ammalate o handicappate
    • ore 10.30 celebrazione preparazione al sacramento dei malati alla Basilica
    • ore 15.30 santa messa alla Basilica
  • 4/10 - Domenica di chiusura delle Feste Teresiane
    • ore 10.30 santa messa alla Basilica
    • ore 15.00 processione delle Reliquie dalla Basilica al Carmelo e vespri
  • 18/10 - Domenica - CANONIZZAZIONE DEI CONIUGI LOUIS E ZELIE MARTIN, GENITORI DI SANTA TERESA
    • ore 10.30 trasmissione alla Basilica della santa messa di canonizzazione in diretta da Roma
    • ore 17 santa messa alla Basilica
  • 24/10 - 25/10 - IN ONORE DEI SANTI CONIUGI LOUIS E ZELIE MARTIN
  • 24/10 - Sabatò
    • ore 14.30 santa messa alla Basilica
    • ore 21 vigilia di preghiera alla Basilica e fuoco d’artificio
  • 25/10 - Domenica
    • ore 10.30 santa messa alla Basilica presieduta di Sua Eminenza Cardinale Antonio Canizares Llovera, arcivescovo di Valencia, Spagna

Novembre

  • 1/11 - Festa di Ogni Santi
    • ore 10.30 santa messa alla Basilica

Dicembre

  • fino a febbraio
    • Esposizione di presepi del mondo al Centro di accoglienza Giovanni Paolo II della Basilica
  • 24/12 - Natale
    • ore 21.30 messa della Notte alla Cripta
  • 25/12
    • ore 10.30 messa alla Cripta

Peregrinazioni delle Reliquie

A proposito delle Reliquie di santa Teresa

La fonte del movimento di venerazione delle reliquie di santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo è iniziata al cimitero di Lisieux poco dopo la sua morte avvenuta il 30 settembre 1897.

Reliquaire de sainte ThérèseDopo il decesso delle sorelle, era usanza, nei monasteri carmelitani, redigere una notizia necrologica e inviarla agli amici del monastero. Quella di Teresa di Gesù Bambino fu redatta a partire dai tre manoscritti autobiografici che lei stessa aveva scritto per obbedienza. Il successo travolse la prima edizione de Storia di un’anima, pubblicata il 30 settembre 1898, in 2000 copie, seguita da una seconda edizione nel maggio 1899 ; 6000 esemplari nel 1900. Le traduzioni si susseguirono, prima in inglese nel 1901, poi nei quattro anni successivi, in otto lingue.

Ancienne tombe de sainte ThérèseMolto presto, i lettori de Storia di un’anima vennero in pellegrinaggio a Lisieux sulla tomba di Teresa. Scrivevano al Carmelo chiedendo delle reliquie. Il movimento si ingrandì : un corteo di pellegrini saliva quotidianamente dalla stazione con le vetture a cavallo fino alla tomba, sulle alture della città. Si verificarono alcuni miracoli, tra cui il 26 maggio 1908, la guarigione di Regina Fouquet : una bambina cieca di 4 anni, di origini modeste, che era stata portata dalla mamma sulla tomba della santa il giorno prima. Questo miracolo suscitò molto scalpore.

Da allora, i pellegrinaggi divennero sempre più numerosi e di una certa importanza ; si prega con le braccia in croce, si lasciano lettere e fotografie, si portano fiori, si depositano ex-voto : stampelle, bastoni per attestare una guarigione (cf. Guide complet du Pèlerin, Descouvemont, p. 44), si accendono ceri …

Il corpo di Teresa fu riesumato al cimitero di Lisieux il 6 settembre 1910, in presenza del vescovo e di centinaia di persone. I resti sono deposti in una bara di piombo e trasferiti in un’altra tomba. Una seconda esumazione ebbe luogo il 9-10 agosto 1917. Il 26 marzo 1923, ebbe luogo la traslazione solenne della bara dal cimitero alla cappella del Carmelo. La beatificazione di Teresa avverrà a Roma il 29 aprile 1923, la canonizzazione ebbe luogo a Roma il 17 maggio 1925.

A Lisieux, il 30 settembre 1925, il legato del Papa, il cardinal Vico, si inginocchiò davanti al reliquiario semiaperto in cui riposa il corpo di Teresa, per depositare una rosa d’oro nella mano della statua, realizzata nel 1920 dal monaco Maria Bernardo della Trappa di Soligny.

Ma come spiegare questo « uragano di gloria » che, in un quarto di secolo, fece conoscere al mondo intero questa ragazza morta a 24 anni e 8 mesi ?

Il libro di Mons. Guido Gaucher : Teresa Martin, dopo la lettura critica dei suoi scritti ci permette di capirne le ragioni. Fu l’itinerario di una donna che ha osato credere, con temeraria audacia, all’Amore misericordioso del Padre, « la realtà fondamentale del Vangelo » (Giovanni Paolo II a Lisieux). Non è nostra intenzione presentare qui il messaggio di Teresa, nè ciò che ha fatto conoscere nel mondo intero il più giovane « Dottore della Chiesa » . Vogliamo solo delineare tutto ciò che si riferisce alle reliquie di Teresa, sia a Lisieux, sia nei diversi paesi in cui sono state portate in pellegrinaggio.

Per una catechesi delle reliquie

Le reliquie ci rinviano a Teresa. Cercare di comprendere Teresa, vuol dire mettersi all’ascolto del modo in cui ella ha vissuto la fede. La sua vita è una testimonianza, il suo messaggio è illuminante, le sue attitudini sono liberanti, il suo discernimento pieno di equilibrio.

Ma venerando le reliquie, il pellegrino non si è appena ricordato di Teresa, ma ha incontrato Teresa stessa. Dice di vivere con lei un’esperienza personale, unica, spesso decisiva per la sua vita. In un certo modo, il passato di Teresa non gli interessa perchè lei è là « nel presente », nell’oggi, e che questa presenza preannuncia ciò che il pellegrino sarà domani. Per questo una catechesi prima, durante e dopo il passaggio delle reliquie è indispensabile, perchè la passione di Teresa è di fare amare Gesù. L’attualità di Teresa crea uno spazio che ci mette davanti al senso della nostra personale attualità : ella apre sulla presenza del Risorto oggi.

Teresa non può essere compresa che mettendosi con lei alla scuola di Gesù.

Il punto di partenza della catechesi è di porre la questione sul « SENSO » delle reliquie.

Evitare due rischi « in-sensati »

Dapprima il partito preso « razionalista » : la venerazione delle reliquie è un comportamento arcaico, che ha condotto, nella storia delle religioni, a delle assurdità (cf. l’opera di Calvino). I centri di pellegrinaggio si sono azzuffati per avere le reliquie, ne hanno create, ne fatto fatto commercio, ecc.

L’uomo, schiacciato dalla sua condizione, dalla paura della sofferenza e della morte, ha bisogno di protestare contro chi l’ha schiacciato. Si rifugia in comportamenti magici, che lo proteggono e gli permettono di sopravvivere. La scienza oggi fa luce su tutte queste attitudini che sono prodotte dalla potenza dell’inconscio. Molti fenomeni fuori dal comune che sono accaduti in passato, hanno trovato spiegazioni scientifiche. Quelli che non sono stati spiegati oggi, lo saranno domani.

Questo partito preso, rifiuta in partenza di considerare i fatti in loro stessi. A priori, vede nelle reliquie ingenui inganni, sfruttamenti, debolezza dello spirito umano.

L’atteggiamento opposto è quello di evitare ogni spirito critico. Le reliquie « fanno bene », « funzionano » sono un « talismano » che protegge ; il soprannaturale è visto come una forza radioattiva che, senza che la si veda, agisce. Bisogna compiere un certo numero di atti, senza tralasciarne alcuno e il risultato seguirà. Le medaglie, il reliquiario, le preghiere ne sono il passaggio obbligato. Per essere più sicuri, bisogna aggiungervi san Benedetto o qualche altro taumaturgo potente. La storia concreta di Teresa e il suo ideale sono lontani da tutto ciò.

Tra i due, c’è pertanto un cammino di « senso » (pieno di senso)

E’ quello dell’itinerario spirituale : proporre la testimonianza di Teresa, le diverse tappe della sua vita, le domande, le scoperte, il punto di partenza, il senso che lei ha dato alla sua vita. E’ la proposta della fede. Teresa non insegna, non sviluppa concetti ; vive un’esperienza spirituale (ella non parla che per rispondere a domande che le sono rivolte : Ms A e C, o suggerite : Ms B). Non scrive per avere discepoli, ma pensa che il suo cammino possa aiutare « molte anime » a trovare il loro. Ciò che Teresa ci offre, non è tanto un pensiero teologico su sé stessa, ma degli espedienti per trasformare ciò che noi viviamo in un’esperienza spirituale. L’ultimo testo che ha scritto (il 25 agosto 1897, sul retro di un’immagine) la riassume : « Non posso temere un Dio che per me si è fatto così piccolo… Lo amo !… perchè non è che Amore e Misericordia ! ».

Quando si interrogano i pellegrini, è il cuore di questo messaggio che li tocca, qualunque sia la loro età, cultura, nazione e anche religione. « Dio Amore » è la base di tutto, anche quando « la notte della fede » può invadere la coscienza del credente.

Parlare di esperienza personale, è parlare della vita « secondo lo Spirito ». Colui che ha agito nella vita concreta di Teresa, nella sua persona, si dona anche a noi, quando ci apriamo alla Sua presenza, in risposta al richiamo che provoca in noi la venerazione delle reliquie. L’incontro con Teresa ci rende possibile, se lo vogliamo, l’incontro con Colui che è stato l’Amore della sua vita.

Le manifestazioni attorno alle reliquie sorprendono perchè sembrano appartenere alla « religione popolare » (perchè questa espressione è intesa in senso restrittivo ?). La religione del « popolo di Dio » non fa parte di quella « teologia in azione » che ama Giovanni Paolo II ? In definitiva è « linguaggio su Dio, sul rapporto tra Dio e l’uomo ».

La liturgia si apre bene a questa catechesi perchè è anch’essa un cammino simbolico, che parla a tutti i sensi e non solo all’intelletto. In tutto ciò che viene organizzato attorno alle reliquie, non dimentichiamo che è sempre la liturgia il tempo forte poichè centrata sui sacramenti della Chiesa di Cristo e sulla Parola di Dio. E’ questo tempo che produce nel cuore dell’uomo ciò che Paolo chiama « i segni dello Spirito » : pace, gioia, conforto, riconciliazione, capacità di sopportare la prova.

Nei differenti paesi in cui sono passate le reliquie, si assiste alla medesima constatazione : i movimenti di conversione (la « metanoia »), vale a dire il superamento di ciò che si è, di ciò che si pensa, di ciò che si vive, verso una fiducia, non più fondata sulla sola ragione umana, ma su ciò che la ragione si fonda (il senso dato per fede alla nostra vera avventura umana). E’ l’apertura a un’esperienza personale della trascendenza (fuori dalle sole possibilità umane), che sorge nel concreto dell’esistenza (l’immanenza) : il Risorto, che è stato il cuore della vita di Teresa, è il cuore della vita del credente.

I luoghi di pellegrinaggio sono sovente i catalizzatori che permettono questa esperienza. Tutto questo era nella mia vita, ma i segni mi hanno parlato. « Tu ci hai fatto per Te, Signore, e il nostro cuore è senza riposo, finchè non riposa in Te ».

A Lisieux, i differenti luoghi teresiani (i Buissonnets, la Cattedrale San Pietro, il Carmelo, la Basilica) sono spesso i veicoli di questi momenti. E’ possibile « sperimentare » i segni (i sacramenti) della fede e di incontrare, tramite Teresa, Colui che è stato il cuore della sua vita.

Teresa, Dottore della Chiesa, ci offre una molteplicità di espedienti per sviluppare questa catechesi :

  • il posto che riserva ai sacramenti,
  • la Parola di Dio con cui ha un approccio eccezionale,
  • il senso della sua vocazione nella Chiesa,
  • i fatti della sua vita che testimoniano il suo legame con il Risorto,
  • la sua vita semplice e nascosta…

Fare arrivare le reliquie in un paese suppone :

  • un’azione preventiva : presentare la vita, il messaggio e il simbolismo che sviluppa Teresa,
  • una catechesi adattata al momento in cui « Teresa » è presente : celebrazioni collettive, tempi di preghiera, di venerazione, contatti individuali (dialogo, sacramento della riconciliazione, ecc.)
  • un’azione successiva per proseguire ciò che è stato fatto e per essere attenti a ciò che spunta dopo il tempo della semina.

Il grande « attore », è lo Spirito Santo, è lui che permette che una vita prenda il suo colore, diventi spirituale. (Anche le reliquie, tempo forte di ricordo, aprono a un futuro).

Le reliquie di santa Teresa nel mondo

Dappertutto, con manifestazioni diverse, è Teresa che è accolta, grazie al suo reliquiario. Migliaia di chilometri sono percorsi. Cosa cercano queste folle che vengono dappertutto, non solamente dalla Chiesa cattolica ma anche dalle diverse Chiese cristiane e da altre religioni (particolarmente l’Islam) ? Chi cercano ?

« Lo strumento di marketing mediatico » (come lo definisce un professionista del turismo) è molto povero, malgrado la bellezza del cofanetto offerto dal Brasile e il suo guscio protettivo in plexiglas. Le folle manifestano un entusiasmo sincero, senza atteggiamenti magici. Toccano il reliquiario, le fanno festa sia con un raccoglimento silenzioso, sia con i segni visibili della festa : la gioia, i fiori, gli applausi, i fuochi d’artificio, i canti, le orchestre. Ma manifestano soprattutto preghiera, venerazione, emozione perchè hanno appena partecipato all’Eucarestia, alla lode.

Si preparano al sacramento della Riconciliazione, vivono lunghi momenti di preghiera… Iniziano a conoscere Teresa, a leggere le sue opere, si procurano immagini e medaglie che la rappresentano. La venerazione delle reliquie è certamente un’esperienza del credente di fronte al sacro (una mussulmana in Libano : « E’ una benedizione di Dio »). Teresa ci aiuta a stabilire una relazione filiale con Dio. L’importante è dunque sapere ciò che le reliquie significano.

Calendario delle peregrinazioni

Reliquaire du Centenaire de sainte Thérèse

IN PREPARAZIONE PER 2013

  • FILIPINE, BIELORUSSIA, CAMBOGIA, PARAGUAY

2011

  • 11 gennaio - 3 marzo : SENEGAL
  • 14 marzo - 6 giugno : TERRA SANTA
  • 14-22 agosto : SPAGNA, GMG MADRID
  • 28 agosto - 4 dicembre : PERU

2010

  • 4 gennaio - 24 marzo : ITALIA Gallipoli
  • 27 marzo - 15 giugno : UCRAINA
  • 25 giugno - 29 settembre : SUDAFRICA

2009

  • Fino al 15 febbraio : CAMERUN
  • 28 febbraio - 11 maggio : IRLANDA
  • 19 maggio - 4 giugno : GUYANA
  • 16 settembre - 16 ottobre : INGHILTERRA

2008

  • 15 gennaio - 14 marzo : FILIPINE
  • 27 marzo - 15 aprile : GIORDANIA
  • 19-28 aprile : FRANCIA (Diocesi di Reims)
  • 30 aprile - 9 giugno : GERMANIA/SVIZZERA GERMANOFONA
  • 23 giugno - 17 agosto : EQUATORE
  • 10 settembre - 3 ottobre : CANADA
  • 1 novembre - 15 febbraio 2009 : CAMERUN

2007

  • 15 aprile - 15 maggio : GERMANIA SUD
  • 18 maggio - 1 luglio : LITUANIA
  • 2-16 luglio : LETTONIA
  • 19-27 luglio : ESTONIA
  • 30 agosto - 23 settembre : UNGHERIA (Congresso della Nuova Evangelizzazione)
  • 25 settembre - 16 ottobre : isola di GUAM
  • 15-28 ottobre : FRANCIA (Ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi)
  • 28 ottobre - 5 novembre : FRANCIA (chiesa di Notre-Dame des Victoires di Parigi)
  • 5-7 novembre : FRANCIA (Parigi, Montmartre)
  • 8 nov. - 28 dic. : ITALIA (14 nov. capella privata di Sua Santità Benedetto XVI)

2006

  • 15-19 febbraio : FRANCIA (La Guerche de Bretagne)
  • 23 marzo- 3 aprile : FRANCIA (Rouen)
  • 22-23 aprile : FRANCIA (Pellevoisin)
  • 29 aprile - 4 maggio : FRANCIA (Versailles ND des Armées)
  • 6-15 maggio : FRANCIA (Sées)
  • 24 maggio - 6 giugno : FRANCIA (Lione)
  • 16-26 giugno : FRANCIA (Le Mans)
  • 3-30 luglio : FRANCIA (Diocesi di St Flour - Murat - Mauriac)
  • 13 agosto - 29 dicembre : ITALIA

2005

  • 14 gennaio - 9 marzo : BURKINA FASO
  • 6-7-8 febbraio : FRANCIA Tours (Oratoire Ste Face)
  • 29 aprile - 15 agosto : POLONIA
  • 22 agosto - 8 settembre : SEYCHELLES
  • 16 settembre - 18 ottobre : NUOVA ZELANDA
  • 14-15 ottobre : FRANCIA (Parigi, parrocchia di Cergy-Pontoise)
  • 15 ottobre - 1 novembre : FRANCIA (Paris, l’hôpital la Pitié-Salpêtrière)
  • 22-23 ottobre : FRANCIA (Vire, Bény-Bocage)
  • 28 ottobre - 16 dicembre : PORTOGALLO

2004

  • 15 gennaio - 22 aprile : BENIN
  • 3-23 giugno : FRANCIA (Diocesi di Meaux)
  • 25 giugno - 27 luglio : GABON
  • 1 agosto - 19 settembre : COLOMBIA
  • 30 settembre - 13 ottobre : FRANCIA (Diocesi di Vannes)
  • 23 ottobre - 9 novembre : FRANCIA (Congresso della Nuova Evangelizzazione a Parigi)
  • 10-28 novembre : FRANCIA (Diocesi di Luçon)
  • 1-20 dicembre : FRANCIA (Diocesi di Nizza)

2003

  • 10 gennaio - 13 gennaio : LA RIUNIONE
  • 14 febbraio - 3 marzo : MADAGASCAR
  • 4 marzo- 13 aprile : MAURIZIO
  • 4 maggio - 15 giugno : ITALIA (Torino, Venezia)
  • 15 giugno : FRANCIA (casa natale di Alençon)
  • 17 luglio - 7 agosto : MALTA
  • 4 settembre - 22 dicembre : SPAGNA

2002

  • 1-20 gennaio : FRANCIA (Diocesi di Saint-Brieuc)
  • 1 febbraio - 3 maggio : AUSTRALIA
  • 4 maggio - 20 agosto : POLINESIA FRANCESE (Nuova Caledonia, Wallis, Tahiti, Marchesi, Isola di Guam)
  • 1 settembre - 17 novembre : LIBANO
  • 20 novembre - 26 dicembre : IRAQ

2001

  • 16 gennaio - 28 marzo : MESSICO
  • 15 aprile - 28 giugno : IRLANDA
  • 15-23 luglio : BOSNIA-ERZEGOVINA
  • 12-15 agosto : FRANCIA (Honfleur)
  • 8-9 settembre : FRANCIA (Lisieux, casa dei Buissonnets)
  • 17 settembre - 15 dicembre : CANADA

2000

  • fino al 29 gennaio : STATI UNITI
  • 30 gennaio - 28 aprile : FILIPINE
  • 6-14 aprile : TAIWAN
  • 14-19 aprile : HONG-KONG
  • 4 maggio - 26 dicembre : ITALIA

1999

  • 20 gennaio - 21 febbraio : PAESI BASSI
  • 27 febbraio - 21 marzo : RUSSIA (Russia d’Europa / Volga)
  • 5-20 aprile : RUSSIA (Siberia occidentale)
  • 22 aprile - 5 maggio : RUSSIA (Siberia orientale)
  • 5 maggio - 30 giugno : KAZAKHSTAN
  • 9 luglio - 3 ottobre : ARGENTINA
  • 4 ottobre / novembre / dicembre : STATI UNITI

1998

  • 14 dicembre 1997 - dicembre : BRASILE

1997

  • Agosto : FRANCIA (Gmg Parigi, chiesa di Notre-Dame des Victoires)
  • Ottobre : ITALIA (Milano, Dottorato di Sta Teresa piazza san Pietro Roma)
  • Novembre : SVIZZERA/ AUSTRIA/ SLOVENIA
  • 14 dicembre : BRASILE

1996

  • Gennaio - maggio : FRANCIA (monasteri, comunità, parrocchie)
  • 11-28 maggio : BELGIO / LUSSEMBURGO
  • Giugno- agosto : FRANCIA (monasteri, comunità, parrocchie)
  • 8-11 agosto : GERMANIA (Altötting)
  • 20-25 agosto : ITALIA (Rimini)
  • 27 agosto - 27 settembre : FRANCIA (monasteri, comunità, parrocchie)

1995

  • Marzo - novembre : FRANCIA (parrocchie di Parigi)
  • 17-21 novembre : BELGIO (Namur / Beauraing / Arlon)
  • 10-23 dicembre : FRANCIA (Ariège / Bordeaux)

1994

  • Ottobre - novembre : FRANCIA (Lione / Marsiglia / Venasque)

Pubblicazioni

Thérèse de Lisieux

Il mensile pubblicato dal Santuario di Lisieux (rivista pubblicata in francese)

Thérèse de Lisieux

La rivista presenta gli scritti di Teresa, il messaggio e l’irraggiamento nel mondo, temi di attualità e informazioni, oltre a uno spazio per il dialogo con i lettori.

  • Rivista mensile in francese
  • fondata nel 1925 e diffusa in 125 nazioni.
  • 11 numeri e il calendario annuale
  • 32 pagine illustrate con numerose fotografie

Abbonamenti

  • Francia :
    • 1 anno = 30 €
    • 2 anni = 57 €
  • Estero :
    • 1 anno = 40 €
    • 2 anni = 77 €

Vie Thérésienne

rivista trimestrale di ricerche storica, spirituale e bibliografica (rivista pubblicata in francese)

Vie Thérésienne

La rivista trimestrale Vie Thérésienne ha sostituito, nel 1961, Etudes et Documents. Rivista di ricerca storica, spirituale, bibliografica.

  • 4 numeri all’anno
  • di 72 pagine.

Abbonamenti

  • Francia :
    • 1 anno = 30 €
    • 2 anni = 57 €
  • Estero :
    • 1 anno = 40 €
    • 2 anni = 77 €

L’Unione Sacerdotale

Unione di sacerdoti desiderosi di affidarsi alla preghiera di santa Teresa (lettera trimestrale pubblicata in italiano)

L’Unione sacerdotale

scrittura di Teresa MsA69

"Io sono venuta per salvare le anime e soprattutto per pregare per i preti”

I membri dell’Unione Sacerdotale nel mondo

  • FRANCIA : Aisnes, Alpes de Haute-Provence, Alpes-Maritimes, Ardèche, Aube, Aude, Bouches-du-Rhöne, Calvados, Cantal, Charente, Charente-Maritime, Côtes d’Armor, Doubs, Drôme, Eure-et-Loire, Finistère, Gard, Gers, Hérault, Ille-et-Vilaine, Indre, Indre-et-Loire, Isère, Loir-et-Cher, Loire-Atlantique, Loiret, Lot, Lot-et-Garonne, Lozère, Maine-et-Loire, Manche, Marne, Mayenne, Meuse, Morbihan, Moselle, Nord, Oise, Orne, Pas-de-Calais, Pyrénées-Atlantiques, Hautes-Pyérénées, Bas-Rhin, Haut-Rhin, Rhône, Haute-Saône, Sarthe, Savoie, Haute-Savoie, Seine, Seine-Maritime, Yvelines, Deux-Sèvres, Somme, Tarn-et-Garonne, Var, Vaucluse, Vendée, Hauts-de-Seine, Val d’Oise, La Réunion
  • EUROPA : Belgio, Croazia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svizzera, Ungheria.
  • AFRICA : Benin, Burkina Faso, Camerun, Costa d’Avorio, Ciad, Malawi, Niger, Repubblica Democatica del Congo, Repubblica Sudafricana, Madagascar, Togo, Zambia
  • ASIA : Filippine, India, Libano, Malesia, Taiwan, Vietnam
  • AMERICA : Argentina, Brasile, Canada, Colombia, Guatemala, Haiti, Perù, Repubblica Dominicana, Stati Uniti d’America
  • OCEANIA : Australia

Iscrizioni - Informazioni

da rispedire a :
Unione Sacerdotale
Pèlerinage Sainte-Thérèse de Lisieux
BP 62095
F-14102 LISIEUX cedex

Tel +33.3(0)2.31.485500
Fax +33.(0)2.31.485525
union-sacerdotale chez therese-de-lisieux.com

La vostra iscrizione all’Unione Sacerdotale vi permette di essere uniti a Lisieux e a tutti i membri nel mondo, con la preghiera e con una lettera trimestrale. Noi vi incoraggeremo a farla conoscere.

La partecipazione alle spese sostenute è nell’ordine di un onorario per la messa (la pubblicazione e la spedizione della Lettera ammontano a più di 5 €.). Grazie a coloro che hanno già versato la loro quota.

Discepoli di santa Teresa

Per seguire santa Teresa (la lettera mensile è pubblicata SOLO in francese)

I Discepoli di santa Teresa

L’Unione dei Discepoli di santa Teresa risponde al desiderio di uomini e di donne preoccupati di progredire nella vita cristiana, mettendosi alla scuola della giovane carmelitana di Lisieux.

Chi sono I Discepoli di santa Teresa ?

Per camminare sulla sua stessa via e per vivere il Vangelo, alcuni cristiani scelgono :

  • di pregare come lei : “Per me, la preghiera è uno slancio del cuore, è un semplice sguardo gettato verso il Cielo, è un grido di riconoscenza e d’amore sia nella prova come nella gioia ; infine, è qualcosa di grande, di sovrannaturale che mi dilata l’anima e mi unisce a Gesù”.
  • di impegnarsi nella Piccola Via dell’Infanzia Spirituale : “Ciò che gli piace (a Gesù), è di vedermi amare la mia piccolezza e la mia povertà, è la cieca Speranza che ho nella sua Misericordia”.
  • di entrare nella sua preoccupazione missionaria per la Chiesa : “Vorrei essere missionaria… Nel cuore della Chiesa, mia madre, io sarò l’Amore e così sarò tutto !”

Con quali mezzi ?

  • la preghiera perché Gesù diventi per loro, come per Teresa, il loro unico Amore, con l’aiuto di Maria, nostra madre.
  • l’ascolto delle parole di Teresa : leggendo i suoi scritti, le opere che sviluppano la sua spiritualità o le riviste teresiane (Thérèse de Lisieux e Vie Thérésienne).
  • l’Eucaristia ed il sacramento della Riconciliazione, ricevuti regolarmente.
  • la meditazione delle lettere mensili dell’Unione dei discepoli di santa Teresa (ed il Ritiro di Quaresima).

Testimonianze

  • “Vorrei continuare a ricevere le lettere mensili che sono sempre un grande conforto e possono aiutarmi nel mio ambiente sul piano apostolico”. E.G.(75)
  • “Discepola - sorella di Teresa, le lettere mensili sono come un messaggio che lei mi scriverebbe ogni mese. Vi trovo sempre qualcosa per aiutarmi ad approfondire la Piccola Via”. Una carmelitana del Portogallo
  • “Le lettere mensili sono un sostegno prezioso alla preghiera, in modo particolare il ritiro di Quaresima a domicilio”. D.H.(47)

Come iscriversi ?

L’iscrizione è gratuita, come il servizio delle lettere mensili. Tuttavia, ringraziamo coloro che possono versare ogni anno una partecipazione finanziaria (10 € coprono le spese per un abbonato durante un anno). Ringraziamo anche coloro che potranno aiutare i gruppi di Discepoli di santa Teresa nel mondo, particolarmente in Africa, a ricevere queste lettere.

DISCIPLES DE SAINTE THERESE
BP 62095
14102 LISIEUX CEDEX

disciples chez therese-de-lisieux.com

Piccoli amici di santa Teresa

Affidare a santa Teresa bambini di meno di 12 anni

I piccoli amici di santa Teresa

Unione spirituale intorno a Teresa

Un’Associazione

  • fondata da Mons. Suhard, vescovo di Bayeux-Lisieux (1928-1931). Quest’associazione testimonia il posto dei bambini nella grande famiglia spirituale teresiana.
  • i bambini sono particolarmente affidati a santa Teresa. A Lisieux, ogni prima domenica del mese, la messa dei pellegrini è celebrata per loro ;
  • i genitori e la loro famiglia vi ricevono un sostegno spirituale.Alla luce dell’esempio dato da Luigi e Zelia Martin, sono incoraggiati a lavorare al risveglio spirituale ed all’istruzione cristiana dei loro bambini.È per questo che è importante che i bambini siano iscritti da un membro della famiglia vicina, un padrino o una madrina, che potrà partecipare a questo splendido compito per la formazione dei cuori.

Testimonianze

“Carissima santa Teresa, ti chiediamo con questa lettera di mettere sotto la tua protezione Anna Rosa. Tutti i figli della nostra famiglia sono iscritti come Piccoli Amici. Abbiamo fiducia in te e sappiamo che la proteggerai e la guiderai per tutta la sua vita”. Signora A. (Vosges)

“Cara santa Teresa, sono la madrina della piccola Giulia nata in Bretagna. Sappiamo che veglierai su lei e che la proteggerai per tutta la vita. Noi speriamo che nel corso della sua vita sia inondata dalla Fede e che saprà comunicarla attorno a lei”. Jet D F. (Vosges)

Per inscrivere un bambino (meno di 12 anni)

  • Scrivere al Santuario, indicando chiaramente :
    • nome e cognome
    • data e luogo di nascita
    • legame di parentela con voi
    • il vostro indirizzo e quello del bambino a cui invieremo un ricordo del nostro contatto.
  • L’iscrizione è gratuita. Coloro che lo desiderano possono far pervenire un’offerta, in particolare per coprire le spese di spedizione.

Per qualsiasi informazione e iscrizione

  • Contattare RIA al n. tel. +33.(0)2.31.485508
  • Petits Amis de Sainte Thèrèse
    BP 62095
    14102 Lisieux cedex
  • info chez therese-de-lisieux.com

Lisieux, città santuario in Francia

L’Associazione delle Città Santuario in Francia

L’Associazione delle Città Santuario in Francia riunisce gli Uffici del Turismo e dei Santuari perseguendo un obiettivo comune : migliorare di continuo l’accoglienza dei visitatori, turisti o pellegrini, alla ricerca della spiritualità nel luogo visitato o che desiderano ampliare le proprie conoscenze sull’ambiente turistico del Santuario.

L’Associazione è a disposizione per facilitare l’organizzazione del vostro soggiorno nelle Città Santuario in Francia.

visitate il sito

fanno anche parte dell’Associazione :

  • Ars
  • Chartres
  • Le Mont-Saint-Michel
  • Le Puy-en-Velay
  • Lourdes
  • Nevers
  • Paray-le-Monial
  • Rocamadour